Sintomi della formazione di depositi

Trattamento delle acque di torre
1. Depositi di sali insolubili
2. Formazioni biologiche
3. Corrosione
4. Fanghi
5. Formazione di schiuma
Sintomi della formazione di depositi
Rimedi preventivi
Bilancio di concentrazione
Conclusioni


Lo spessore delle incrostazioni in uno scambiatore di calore si può valutare sia dall’aumento della perdita di carico nel circuito, che dalla diminuzione notevole della trasmissione del calore. La formazione di incrostazioni sullo scambio termico può essere esaminata attraverso diagrammi del tipo in figura.

tabella-3

Sistemi di pulizia chimica
Esistono disincrostanti a base organica impiegati specialmente per la dissoluzione dei depositi di calcare.
Altri prodotti contengono anche dei passivanti e possono essere adoperati per la disincrostazione di calcare in impianti costituiti da parti zincate.
Altri prodotti ancora attaccano depositi vecchi o pietrificati anche se contengono ruggine o inquinanti organici come alghe, fanghi, ecc.
Per combattere le alghe, in impianti nei quali si raffredda l’acqua per evaporazione, si usano prodotti specifici che non hanno un effetto corrosivo e non sono pericolosi all’uso.
Per la pulizia in circuito chiuso delle tubazioni o delle macchine è preferibile usare pompe speciali, compatibili con i prodotti disincrostanti, evitando così la perdita di tempo necessaria allo smontaggio degli impianti da pulire.

Trattamento preventivo dell’ acqua
Per la stabilizzazione della durezza e, allo stesso tempo, per la protezione dalla corrosione degli impianti, si possono aggiungere all’acqua vari prodotti specializzati.
Vi sono prodotti utilizzabili fino a temperature superficiali di 250°C senza pregiudizio delle loro qualità.
Con sovradosaggio si possono staccare depositi di ossidi o di calcare già esistenti sugli impianti; con sottodosaggio si evita la formazione del calcare in forma cristallina ma si formano dei fiocchi eliminabili dal circuito mediante uno spurgo.
E’ necessario impiegare prodotti chimici non contenenti fosfati umidi, per non sollecitare lo sviluppo delle alghe e non disturbare la vita biologica negli scarichi.