Raffreddamento dei processi industriali

Tutti i processi produttivi industriali necessitano di sistemi di regolazione della temperatura.

Alcuni processi hanno assoluta necessità di sistemi di raffreddamento dedicati, per poter ottenere velocità di produzione e costanza di risultati.

Nello specifico, alcuni processi produttivi, hanno la necessità di avere diversi livelli di temperatura per le differenti “sezioni di lavorazione”, interessate al ciclo produttivo completo.

Per poter ottenere questi risultati, esistono sistemi integrati estremamente flessibili, configurati come segue:

  • produzione di acqua refrigerata —> chiller
  • accumulo di acqua refrigerata —> serbatoio di stoccaggio coibentato
  • distribuzione acqua alle utenze a diverse temperature —> sistemi di regolazione composti da scambiatore a piastre e valvola modulante con regolatori elettronici
  • produzione di acqua calda —> centralina di termoregolazione

questi sistemi se ben progettati ed integrati, permettono una gestione efficace ed ottimale del processo industriale.

A livello di controllo della temperatura, i vari termoregolatori elettronici, possono essere realizzati con configurazione ed impostazione del set point e dei parametri, da remoto tramite PLC.

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Pubblicato in centraline di termoregolazione, Chiller, Energia Termica, Raffreddamento, Refrigeratori, Termoregolazione, termostatazione

8 commenti su a “Raffreddamento dei processi industriali

  1. Alberto Tivoli dice:

    Buongiorno Sig. Biolchi,
    devo realizzare un impianto di raffreddamento di un serbatoio da 40 m3 che riceve una soluzione acquosa come scarto di lavorazione (praticamente acqua).
    …………………………
    Grazie.

    ALberto Tivoli

  2. Mi ha spiazzato Jessica…
    scherzo.
    avevo valutato la potenzialità globale dell’impianto in 70KW…
    in effetti la potenza termica in gioco è circa 560KW.
    A questo punto i miei 4 mc ipotizzati, vanno decisamente stretti.
    Tra l’altro con una torre evaporativa di mezzo, rivedrei l’impianto in questo modo:
    -torre evaporativa, ben sovradimensionata, in modo da poterla sfruttare in free cooling
    -scambiatore a piastre per separare circuiti chiusi da circuito torre
    -chiller dimensionato per abbattere la temperatura alle utenze fino al livello desiderato
    -vasca di accumulo e miscelazione con capacità di circa 20 mc.
    spero sia chiaro, altrimenti mi contatti che le invio uno schemino di massima.
    Cordialmente…

  3. Sig.Biolchi,
    Ho ancora forti dubbi a riguardo.
    La soluzione che mi consiglia è la seguente :

    Chiller: da 70 KW 200 lt/min. a 5°C con
    Accumulo da 4 mc
    Lato utenze: 200 lt/min. da 5°c a 45°C poi passaggio in torre evaporativa otterò 200 lt/min. a 29°C in ritorno verso l’accumulo
    E’ certo che avendo questa portata d’acqua a 29°C in ritorno sull’accumulo riesco a rimandare acqua all’evaporatore del chiller a 10°C e dall’accumulo acqua a 5°C verso le utenze?
    La ringrazio per la disponibilità
    Saluti
    Jessica

  4. Buongiorno a lei Jessica,
    vista la potenzialità dell’impianto, opterei per un serbatoio di accumulo da 3000/4000 lt, in modo da avere un buon polmone ed una buona miscelazione, escludendo rischi di sovratemperature al chiller.
    Buon lavoro.

  5. Sig.Biolchi buongiorno,

    La ringrazio per le delucidazioni.
    Se la potenzialità del Gruppo frigorifero è di circa 70 Kw
    (200 lt/min. per salto termico di 5 °C)
    che capacità di accumulo utilizzerebbe per garantire poi un ritorno verso l’evaporatore di 10°C ?
    Grazie
    Jessica

  6. Buongiorno Jessica.
    Grazie per averci interpellati.

    Le soluzioni percorribili sono diverse, ma personalmente mi sentirei di analizzarne due.

    a) far lavorare il chiller su un accumulo esterno, da dimensionare in base alla potenzialità, separando i due circuiti, utenza e chiller. Il chiller ricircola con la portata nominale di corretto funzionamento ai fini dell’evaporatore, mentre una seconda pompa che pesca dall’accumulo, manda l’acqua all’utenza. Il ritorno ad alta temperatura entra nel serbatoio miscelandosi con l’acqua più fredda, non mettendo in crisi il chiller.

    b) separare il circuito del chiller dall’utenza mediante uno scambiatore a piastre opportunamente dimensionato.

    vantaggi e svantaggi delle due soluzioni:
    a) maggiore efficienza energetica e termica, posso lavorare con il chiller a 5°C. E’ richiesta d’altro canto più attenzione nella gestione dell’impianto, con un accumulo magari di grosse dimensioni.

    b) nessun problema di gestione impianto, i circuiti sono fisicamente separati, ma minore efficienza energetica, in pratica devo far lavorare il chiller a temperatura più bassa per ottenere i 5°C all’utenza.

    A livello di costi le soluzioni potrebbero equivalersi, personalmente mi piace di più la soluzione “a”.

    Spero di essere stato chiaro, se ha dubbi mi contatti, buon lavoro.

    nb.: andrebbe valutata la potenzialità.

  7. Sig.Biolchi buongiorno,

    Avrei la necessità di raffreddare un processo industriale con chiller con acqua in uscita dall’evaporatore a 5 °C,il problema è che la temperatura di ritorno dal processo verso l’evaporatore mi risulta di 45°C… ho pensato di farla abbassare in torre evaporativa (esistente) a 28-29°C ma come ben sa l’evaporatore mi accetta acqua a 10-12°C..
    Cosa mi consiglia?
    Grazie
    Jessica

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