L’antigelo negli impianti di raffreddamento
Come ricordavo lo scorso anno in questo periodo, attenzione all’antigelo.
Infatti ancora è presto per temere le prime gelate notturne, ma più si procede con la stagione fredda, maggiori sono i rischi di congelamento degli impianti installati all’aperto, con relativi problemi di rottura, talvolta difficilmente riparabili e comunque fronte di interventi costosi e di urgenza.
Tutti gli scambiatori sono “a rischio”, ma soprattutto risultano estremamente esposti a questo pericolo gli scambiatori aria/acqua dei sistemi di free cooling.
Infatti questi sistemi, sono dimensionati solitamente per dare delle rese massimizzate nei periodi caldi, quindi esaltano le proprie prestazioni nelle stagioni fredde, con la conseguenza, che anche in presenza di circolazione forzata di acqua all’interno delle tubazioni, non si possono escludere fenomeni di ghiacciamento, con relativi danni alle tubazioni.
Tabelle di congelamento del glicole monoetilenico inibito alle varie percentuali
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2 risposte a “L’antigelo negli impianti di raffreddamento”
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Concordando pienamente con la necessità di impiegare antigelo, prestando attenzione a scegliere un antigelo compatibile con la metallurgia dell’impianto, sopratutto in presenza di metalli “delicati” come l’alluminio.
Solitamente si utilizza glicole monoetilenico inibito, che non ha effetti corrosivi sulle tubazioni e gli elementi dell’impianto.
E’ il tipico antigelo che viene utilizzato nei circuiti di raffreddamento dei motori degli autoveicoli.
Negli impianti alimentari è diffuso l’utilizzo di glicole polipropilenico, che è compatibile con gli alimenti, ovvero anche in caso di perdite, non è tossico ed inquinante. Purtroppo quest’ultimo ha effetti sensibili sulle capacità di scambio e di pompaggio a causa della proprietà fisiche soprattutto alle basse temperature con concentrazioni elevate.