Ossidazione anodica dell’alluminio – 1

L’alluminio è un metallo che trova applicazioni sempre più vaste, grazie alle sue caratteristiche di leggerezza e resistenza ed impatto estetico.

A seconda del tipo di impiego che se ne dovrà fare, l’alluminio subisce trattamenti di diverso tipo, volti a renderlo più resistente alla corrosione oppure a migliorarne le caratteristiche meccaniche.

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Uno dei trattamenti tipici dell’alluminio è l’anodizzazione, che ha lo scopo di aumentare la resistenza alla corrosione in caso di impieghi in ambienti aggressivi e di esposizione agli agenti atmosferici.

In pratica i particolari di alluminio vengono immersi in un bagno galvanico, dove a temperature controllate, e mediante passaggio di corrente, si ottengono le modifiche “strutturali” desiderate.

L’immissione di corrente elettrica a basso voltaggio, ma con intensità molto elevate, nei bagni di ossidazione anodica provoca un innalzamento della temperatura della soluzione acquosa (tipicamente acqua + acido solforico al 20%), che se non viene contrastata continua ad elevarsi, fino a rendere inefficace il processo.

La soluzione classica per il raffreddamento dei bagni di ossidazione anodica, prevede l’installazione di scambiatori a piastre opportunamente progettati, e costruiti selezionando i materiali di piastre e guarnizioni adeguati a resistere alla corrosione causata dalla miscela del bagno anodico stesso.

In questo caso le temperature di mantenimento variano di poco dai 20°C, che consentono di utilizzare acqua di pozzo o di chiller come fonte primaria di raffreddamento.

scambiatore-ossidazione-anodica