Scambiatori di calore

Scambiatore a piastre

Lo scambiatore di calore è un’apparecchiatura che serve a trasferire l’energia termica (il calore) tra due fluidi aventi temperature differenti

Esistono tantissimi tipi differenti di scambiatori di calore che variano a seconda della tipologia di fluido tra i quali devono trasmettere e scambiare il calore.
Gli scambiatori di calore sono apparecchiature “passive”, ovvero non generano il calore ma si limitano a trasferirlo.
Esistono scambiatori a miscelazione ed a superficie: nel secondo caso ci sono diversi tipi di scambiatori, classificati in base alla tipologia costruttiva.

Le tipologie degli scambiatori di calore, basandosi sulla tecnologia costruttiva, sono :

Scambiatore a spiraleScambiatore a piastreScambiatori a pacco alettatoScambiatori saldatiScambiatori a piastre e fascio tubiero

Link utili riguardanti gli scambiatori di calore:

Commenti

125 risposte a “Scambiatori di calore”

  1. santo il 18 gennaio 2008 alle 19:47

    sono in possesso di un termocamino ad aria forzata e desideravo, per ottimizzare le risorse energetiche produrre anche dell’acqua sanitaria, con luso di uno scambiatore alettato ingrado di percepire il calore è trasferirlo sul liquido; desideravo sapere in base alla vostra esperienza, se tutto cio’ è possibile.
    grazie e distinti saluti.

  2. Valter Biolchi il 19 gennaio 2008 alle 11:27

    Sicuramente è possibile, esistono già termocamini con recupero del calore, per i quali forniamo solitamente scambiatori a piastre per la produzione di acqua sanitaria o per riscaldamento.

  3. marcello cicirelli il 7 aprile 2008 alle 14:54

    ho un termocamino idro, ma secondo me pur essendo 29.900 kc la quantità d’acqua calda che produce non è sufficiente per il numero di termosifoni esistenti.Il termocamino funziona a circuito aperto.Qualcuno mi ha consigliato di modificare l’impianto, insesrendo uno scabiatore di calore a piastre facendolo diventare a circuito chiuso per avere una maggiore resa.cosa mi consigliate? grazie

  4. Valter Biolchi il 8 aprile 2008 alle 14:37

    Immagino che chi le ha consigliato di “chiudere” il circuito intendesse anche farle alzare la temperatura dell’acqua, ovvero prevedesse la chiusura del circuito allo scopo di aumentare la temperatura dell’acqua calda prodotta, per aumentare le condizioni di rendimento.
    In effetti come ho ultimamente scritto, sicuramente aumenta lo scambio termico, ma tenga presente che se la potenzialità prodotta dal camino è 29.900 Kcal/h, non riesce ad ottenere di più.
    Per poter chiudere il circuito, deve assicurarsi che i componenti siano adatti allo scopo, consideri che l’impianto cambia radicalmente, in quanto dovrebbe quanto meno inserire una valvola di sicurezza di sovrapressione, altrimenti in caso di sovratemperatura tutto il circuito va in pressioni con pericolo di “rotture”.

  5. Michele il 9 maggio 2008 alle 20:57

    Ho un camino a vaso aperto che riscalda l’aqua per riscaldamento.
    Ho installato un una caldaia a gas.
    possono i due impianti funzionare contemporaneamente?
    L’idraulico sostiene di no, poichè hanno pressioni diverse.

    Gradirei sapere il vostro parere.

    Grazie

  6. Valter Biolchi il 12 maggio 2008 alle 11:33

    In effetti la differenza di pressione dei due circuiti crea problemi al fatto che lavorino in parallelo.

    Si potrebbe pensare di utilizzare uno scambiatore di calore su uno dei due circuiti, ma bisogna analizzare bene utenze, temperature e potenzialità termiche, per capire se non si rischia di perdere energia, anzichè recuperarne.

  7. lorenzo il 14 maggio 2008 alle 08:54

    Ho una stufa a pellet collegata all’impianto ai termosifoni. Considerato che la temperatura si uscita dei funa varia dai 110° ai 200°, per aumentarne la resa volevo inserire nella canna fumaria(debitamente aumentata per non ostacolare l’uscita fumi) una spirale dove far circolare l’acqua di ritorna. Non riesco a trovare la spirale a me necessaria! Sapete dirmi a chi posso rivolgermi?
    Grazie

  8. Valter Biolchi il 14 maggio 2008 alle 11:35

    Gentile Lorenzo,
    non credo esistano da commercio spirali per realizzare quanto vorrebbe.
    Dovrebbe far realizzare con del tubo alettato (quello che si utilizza per gli aerotermi industriali), uno scambiatore o una “spirale” da inserire nel camino per recuperare il calore.
    Conviene a mio avviso realizzarla in acciaio al carbonio, in ogni caso il recupero non credo che sarà così spinto da condensare il residuo nei fumi (potrebbe generare condense acide innescando fenomeni di corrosione).

  9. lorenzo il 16 maggio 2008 alle 15:09

    Buongiorno.
    La spirale che intendo applicare deve avere un diametro interno di 10 cm, fatta con un tubo dal diametro esterno da 18mm (come il tubo delle caldaia), l’ingresso e l’uscita della spirale preferibilmente appaiati con applicato flangia maschio e femmina da 3/8, sviluppare un’altezza di circa 1,5 mt.
    Io abito a Lacchiarella(MI).
    Chiedo un parere: considerando una temperatura media dei fumi di 120°, considerando una temperatura di ingresso dell’acqua di 45°, visto il tipo di scambiatore che le ho prefigurato, in modo approssimativo, di quanto può essere l’incremento della temperatura dell’acqua, ovvero la temperatura di uscita dallo scambiatore?
    Molto gentile.
    Mille grazie Lorenzo

  10. Valter Biolchi il 16 maggio 2008 alle 17:29

    Per fare una valutazione bisognerebbe avere qualche dato relativo alla portata dei fumi e dell’acqua.
    Quindi conoscendo (o calcolando) la superficie di scambio della spirale, applicando il coefficiente di scambio adatto, calcolarne in modo approssimativo il rendimento termico.

    Come valore di k, può considerare conservativamente 10-20 Kcal/mq h °C, se non forse più basso…è un dato empirico, in quanto si tratterebbe di una realizzazione “retrofit” artigianale, difficilmente valutabile.

  11. Ilaria il 9 giugno 2008 alle 21:33

    Sono una studentessa di Ingegneria e sto facendo un progetto sul processo di stampa flessografica. In tale processo, dopo la fase di stampa, la carta inchiostrata viene fatta passare all’interno di un essiccatore(60-70°C)per far evaporare l’inchiostro…mi chiedevo se Lei potesse avere idea del tipo di scambiatore di calore impiegato in questo processo: so dirLe che il calore è generato attraverso la combustione del metano ma non so come il calore sia trasferito dalla camera di combustione al tunnel di essiccazione.
    Mi sarebbe di enorme aiuto.
    Cordiali saluti.
    Ilaria

  12. Valter Biolchi il 10 giugno 2008 alle 07:19

    Gentile Ilaria,
    Abbiamo fatto alcune applicazioni su impianti flessografici e di stampa, sia per il processo di stampa che sulla parte relativa al recupero dei solventi.
    Ci sono diversi punti che sono interessati da scambio termico e termoregolazione. Nello specifico sugli impianti che abbiamo seguito, il riscaldamento all’interno dei tunnel di essicazione, veniva effettuato tramite scambiatori alettati ad aria (batterie), alimentate ad olio diatermico oppure a vapore (a seconda del fluido di servizio che aveva il cliente).

  13. Fabio il 20 giugno 2008 alle 19:13

    SALve, sono uno studente di Ingegneria alle prese con uno scambiatore di calore. In particolare devo scaldare aria con acqua proveniente da caldaia. Applicando le formule “classiche” ho ottenuto una potenza termica da scambiare di circa 190 kW e una superficie di scambio di 149 metri quadrati. Esiste un modo per determinare quale sia il modo migliore per scegliere il tipo di scambiatore e la portata di acqua necessaria?
    Grazie
    Fabio

  14. Ilaria il 21 giugno 2008 alle 09:36

    Sono la “Ilaria” che Le ha scritto il 9 Giugno. Ho alcuni dubbi riguardanti gli scambiatori alettati ad aria. Mi scuso anticipatamente con Lei se le domande che Le farò sono banali ma mi chiedevo:
    1)L’aria all’interno del tunnel di essiccazione della macchina da stampa viene scaldata a 60-70°C, ma non ho ben chiaro se c’è un flusso continuo di aria nel tunnel oppure se, una volta riscaldata, è l’aria calda a lambire lo scambiatore oppure, infine, se l’aria viene parzialmente ricambiata.
    2)Nel caso in cui l’aria calda fosse del tutto o parzialmente recuperata, il dimensionamento dello scambiatore come dovrebbe essere fatto? O meglio, il Q della formula Q =U ·A ·ΔTm, è diverso al tempo zero (quando l’aria è prelevata dall’esterno e deve essere riscaldata) e a regime (quando l’aria è calda ed è recuperata)…quindi l’area calcolata sarebbe diversa nei due casi: quale dei due valori di A deve essere preso in considerazione? (e per avere un termine di paragone, nell’applicazione presa in esame, all’incirca quanto dovrebbe risultare A?)
    3) Infine, nel caso olio/aria quale può essere un valore plausibile del coefficiente di scambio termico globale U?
    La ringrazio per la Sua disponibilità e mi scuso per le domande, ma non saprei davvero a chi rivolgermi se non a Lei.
    Grazie.

  15. Valter Biolchi il 23 giugno 2008 alle 22:30

    Gent.mo Fabio,
    per determinare quale sia il tipo migliore di scambiatore da applicare, non esiste un metodo, ma bisogna fare una serie di valutazioni, legate alle temperature/pressioni di progetto sui due lati. Già questo permette di discriminare nella “selva” di tipologie di scambiatori, facendo una prima scrematura.
    Quindi bisogna capire se il fluido che si deve riscaldare (nel suo caso aria), è sostanzialmente pulito o sporco se di cosa sporco eventualmente.
    In base a questo si definisce l’esatta tipologia di scambiatore.
    Mi spiego, se con la sua acqua di caldaia deve scaldare dell’aria per un ambiente, le condizioni di progetto saranno “standard”; potrà quindi scegliere uno scambiatore alettato rame/alluminio (tubi/alette), da qui, se l’aria trattata è sostanzialmente pulita, può selezionare un passo alette piuttosto stretto in modo da incrementare i coefficienti di scambio.
    Per determinare il salto termico dell’acqua, consideri che è solitamente un fattore costruttivo intrinseco alla macchina termica…solitamente le caldaie lavorano con un salto termico di 15-20°C, se fosse un chiller solitamente tale salto si riduce a 5°C.

  16. Valter Biolchi il 23 giugno 2008 alle 22:39

    Buonasera “Ilaria”, nessun disturbo…vedo di risponderle in modo organico e spero chiaro.

    1)L’aria all’interno del tunnel di essiccazione della macchina da stampa viene scaldata a 60-70°C, ma non ho ben chiaro se c’è un flusso continuo di aria nel tunnel oppure se, una volta riscaldata, è l’aria calda a lambire lo scambiatore oppure, infine, se l’aria viene parzialmente ricambiata.

    solitamente l’aria viene ricircolata all’interno della macchina, in quanto non serve un ricambio di aria, anzi se si dovesse addurre sempre aria “nuova”, avrebbe un consumo di energia elevato.
    Una piccola parte di aria viene “persa” per l’espulsione dei solventi o persa nelle tenute, e viene reintegrata.

    2)Nel caso in cui l’aria calda fosse del tutto o parzialmente recuperata, il dimensionamento dello scambiatore come dovrebbe essere fatto? O meglio, il Q della formula Q =U ·A ·ΔTm, è diverso al tempo zero (quando l’aria è prelevata dall’esterno e deve essere riscaldata) e a regime (quando l’aria è calda ed è recuperata)…quindi l’area calcolata sarebbe diversa nei due casi: quale dei due valori di A deve essere preso in considerazione? (e per avere un termine di paragone, nell’applicazione presa in esame, all’incirca quanto dovrebbe risultare A?)

    Ovviamente la prima risposta, spiega parzialmente la seconda, solitamente quando si dimensionano questi scambiatori, si chiede al costruttore un tempo di messa a regime della macchina accettabile per il ciclo di lavoro, quindi si calcola la capacità termica e la si confronta con la potenzialità di mantenimento (che solitamente è più bassa). Lo scambiatore verrà dimensionato sulla potenzialità di riscaldamento iniziale, considerando che andrà a lavorare in ricircolo a potenza più bassa. Per questo motivo su queste batterie vengono montate valvole modulanti sull’olio diatermico (o comunque sul fluido caldo), pilotate da un regolatore di temperatura, che modula a regime la portata del fluido stesso.

    3) Infine, nel caso olio/aria quale può essere un valore plausibile del coefficiente di scambio termico globale U?
    La ringrazio per la Sua disponibilità e mi scuso per le domande, ma non saprei davvero a chi rivolgermi se non a Lei.
    Grazie.

    dipende dalla tipologia di batteria, passo alette, geometria tubi ecc…potrebbe variare da 10 a 20 Kcal/h mq °C, ma li prenda con beneficio di inventario, vedo di fare un paio di verifiche domani in ufficio…

  17. mariella il 2 luglio 2008 alle 17:34

    Salve sono una studentessa di ingegneria. devo ahimè dimensionare uno scambiatore di calore acqua/toluene ottimizzando i costi necessari per l’impianto.al fine di non ottenere uno scambiatore chilometrico posso inserirvi in serie una pompa..innanzitutto non ho idea di che tipo di pompa utilizzare, poi avendo a disposizione le temperature in ing e uscita dei due fluidi e noto che sono a pressione atmosferica devo valutare la miglior soluzione costi d’acquisto-costi d’esercizio….la prego mi aiuti!!!!!!!!!!

  18. Valter Biolchi il 3 luglio 2008 alle 11:33

    Gentilissima Mariella,
    per lo scambio termico toluene/acqua, si può utilizzare tranquillamente uno scambiatore di calore a piastre di tipo saldobrasato (in quanto i fluidi immagino siano puliti ed in circuito chiuso), per darle qualche consiglio in più, dovrei conoscere i livelli di temperatura e le portate in gioco.
    Per la pompa, può utilizzare una pompa centrifuga, dipende poi da temperature/pressioni/portate definire il modello. Sulle nostre centraline di raffreddamento criogenico, quando utilizziamo il metanolo o il toluene per il raffreddamento di reattori nei bulk farmaceutici, usiamo pompe centrifughe a trascinamento magnetico, ma parliamo di temperature fino a -100°C.
    Attendo un suo riscontro per poterle dare supporto.

  19. mariella il 3 luglio 2008 alle 17:14

    la ringrazio, è stato chiarissimo e mi ha dato utili dritte…non vorrei approfittare della sua disponibilità ma approfitto e le lascio gli unici dati che ho a disposizione:
    temp. ing acqua 20°C
    tem. usc acqua 80°C
    tem ing toluene 111°C(temp ebollizione)
    tem uscita toluene 25°C

    la portata di toluene in ing è 12000Kg/h le pressioni sono atmosferiche. Per evitare lo scambiatore chilometrico dunque si inserisce in serie una pompa. Come giustamente ha ipotizzato i fluidi sono puliti
    ancora grazie…infinitamente grazie

    grazie

  20. Valter Biolchi il 3 luglio 2008 alle 17:40

    le ho inviato una email di risposta con il dimensionamento.

    Buona serata,

  21. mariella il 4 luglio 2008 alle 11:07

    mi scusi ma come faccio a calcolarmi il coefficiente globale di scambio termico? mi occorerebbe sapere la superficie delle piastre?!

  22. Valter Biolchi il 4 luglio 2008 alle 12:25

    Il coefficiente globale di scambio termico è intrinseco nel tipo di scambiatore e nei fluidi che deve “trattare”.
    E’ un valore di progetto, dal quale poi dipende la superficie di scambio.
    Acqua/acqua in un fascio tubiero…900/1000
    acqua/acqua in un piastre…4000/4500

  23. mariella il 8 luglio 2008 alle 11:48

    mi scusi gentilissimo Valter, ho ancora una domanda da porle: se uno scambiatore mi viene con una superficie di scambio eccessiva, per migliorare un pò il risultato posso aumentare la portata dei due fluidi, con una pompa…ma perchè analiticamente mi viene ancora più grande????? è possibile?
    se aumento la portata di un fluido aumenta anche la potenza termica dello scambiatore! quindi quando vado a calcolare la superficie mediante il rapporto tra la potenza temica e il coeff per la differenza media logaritmica, è verò che cresce il coefficiente, ma cresce anche la portata!!!!!!mi aiuti ancora una volta la siupplico!!

  24. Valter Biolchi il 8 luglio 2008 alle 14:35

    Buongiorno Mariella,
    aumentare la portata dei fluidi con una pompa, aiuta in quanto incrementa la turbolenza all’interno dello scambiatore, aumentando di conseguenza il coefficiente di scambio.
    Consideri che la “duty” rimarrà invariata, ovvero la potenzialità termica che deve “trasportare” lo scambiatore, rimane sempre la stessa, quindi ad un aumento della portata corrisponde una variazione del salto termico, che diminuirà per mantenere costante il bilancio energetico.
    Spero di essermi spiegato.
    buona giornata

  25. mariella il 8 luglio 2008 alle 14:50

    ma la potenza termica, la duty,non è ugulae al prodotto di:
    portata*Calore specifico*differenza di temperatura?….se aumento la portata..dovrebbe aumentare anche la duty oltre che la turbolenza

    uff non ci capisco più niente

  26. mariella il 8 luglio 2008 alle 14:53

    vabbè ho trascurato un momentino le perdite..tanto per capire solo questo aspetto

  27. mariella il 8 luglio 2008 alle 14:57

    ah..mi scusi…quindi se aumento la portata diminuisce il salto termico? ma il mio problema mi dava questi dati di temperatura!

  28. Valter Biolchi il 8 luglio 2008 alle 14:59

    dunque diciamo che la duty è un dato di progetto, quindi fisso.
    Ad esempio un motore deve smaltire una certa quantità di calore, questo è un dato fisso che prescinde dalla portata o dal salto termico, un processo farmaceutico in un reattore, genera una certa quantità di calore che va smaltita per mantenere la temperatura del processo stesso, questo è un dato fisso legato intrinsecamente al processo. Possiamo poi decidere di dissiparne il calore generato, in base alla tipologia di scambiatore, usando tanta acqua con un piccolo salto termico, oppure usandone poca con un salto termico elevato, il bilancio energetico non cambia.
    E’ evidente che ci sono dei limiti, legati alle sezioni di passaggio, alla tipologia di scambiatore, ai fluidi, alle temperature…

  29. Valter Biolchi il 8 luglio 2008 alle 15:17

    provi a darmi i termini del suo problema…immagino che abbiano dato un salto termico ed una portata…che definiscono quindi una potenzialità.
    se cambia la portata varia il salto termico, ma la potenzialità rimane invariata.

  30. mariella il 8 luglio 2008 alle 15:29

    grazie grazie e ancora grazie….finalmente ho capito e completato l’ottimizzazione grazie a lei e alla tempco

  31. Valter Biolchi il 8 luglio 2008 alle 16:06

    di nulla…arrivederci

  32. mariella il 11 luglio 2008 alle 12:07

    Gentilissimo Valter,la disturbo nuovamente.
    potrebbe inviarmi un’altra progetto di scambiatore con gli stess dati però del tipo a fascio tubiero?
    grazie..purtroppo il mio prof non accetta quello a piastre

  33. Valter Biolchi il 11 luglio 2008 alle 17:50

    professore conservatore…
    vedo di risalire al tutto e reinviarle un f.t.
    però prima di martedi dubito, sono fuori azienda.

  34. mariella il 11 luglio 2008 alle 20:36

    grazie

  35. fernando il 4 agosto 2008 alle 11:13

    salve,sono il titolare della società senzagas,rispondo in merito della spirale da inserire nella canna fumaria della stufa a pellets,dove si rispondeva che non esiste nulla in commercio.
    la stupisco con il mio brevetto…………..visiti il sito http://www.senzagas.it e vedrà che da oggi è possibile.grazie a presto

  36. michele il 30 novembre 2008 alle 09:10

    salve sono uno studente di ingegneria meccanica dovrei dimensionare un boiler con una serpentina in rame all interno dove circola il fluido freddocome faccio a calcolare i coefficienti convettivi interni ed esterni?

  37. Valter Biolchi il 30 novembre 2008 alle 19:02

    Buongiorno Michele,
    Immagino che il problema sia dimensionare il serpentino allo scopo di scambiare una determinata quantità di calore.
    Il coefficiente che le serve è quella relativa alla trasmissione globale di calore (o coefficiente di scambio termico).
    Questi valori sono solitamente indicati sui manuali per i vari casi:
    acqua/acqua
    vapore/acqua
    ecc…
    Mi contatti se le serve qualche indicazione.

  38. Gianni il 10 dicembre 2008 alle 07:35

    Buongiorno,
    le scrivo poiché sto dimensionando uno scambiatore a fascio tubiero acqua aria, e usando il metodo di Kern ho dei risultati che non mi convincono.
    premesso ch:
    l´aria entra a 35 °C ed esce a 0
    i tubi scelti sarebbero da 12 mm di diametro esterno e 10 interno
    il diametro interno del mantello sarebbe 50 cm
    la portata d´ aria da raffreddare é circa 1 kg al secondo
    ottengo una lunghezza dei tubi di circa 5 metri per una potenza scambiata di circa 41000 W con acqua in ingresso a -3 gradi…

  39. Valter Biolchi il 11 dicembre 2008 alle 16:27

    Buongiorno Gianni,
    la duty termica richiesta è piuttosto impegnativa.
    Il dtm (delta ti medio logaritmico), con la miscela incongelabile (acqua/glicole) in ingresso a -3°C ed in uscita a +2°C, risulta di 12,5°C, con un avvicinamento spinto della temperatura dell’aria in uscita a quella del fluido di raffreddamento appunto.
    Questo implica una elevata superficie di scambio.
    Non riporti la pressione dell’aria, che ho ipotizzato a pressione poco più che ambiente, e dimensionando uno scambiatore a piastre, mi vengono delle superfici di scambio notevoli.
    Uno schema termico di questo tipo su scambiatori a fascio tubiero, implica sicuramente una notevole lunghezza dei tubi, oppure la soluzione di mettere due scambiatori più corti in parallelo.
    Mi comunichi la pressione dell’aria che provo a fare un dimensionamento.

  40. andrea il 15 dicembre 2008 alle 18:51

    Buongiorno, avrei bisogno di un’indicazione sulle torri evaporative: per smaltire 1 MW termico, che potenza elettrica è tipicamente richiesta?

  41. Valter Biolchi il 16 dicembre 2008 alle 13:04

    Gentile Andrea,
    Per poter dimensionare una torre evaporativa, sarebbe utile conoscere qualche dato in più, tipo schema termico e zona di installazione.
    Inoltre ricopre importanza conoscere se ci sono specifiche costruttive da rispettare (torre evaporativa con ventilatori assiali o centrifughi).
    Diversamente giusto per una valutazione indicativa considera che una torre assiale per dissipare 1000 kw circa, ha bisogno di ventilatori con circa 7,5 – 11 Kw di potenza elettrica installata (dipende dal numero di celle che si vogliono installare, una solamente o due separate da 500 Kw cad.)

  42. andrea il 17 dicembre 2008 alle 09:41

    Buongiorno signor Biolchi, la ringrazio per l’aiuto, e mi scuso per il disturbo. La risposta che mi ha dato è stata più che esaudiente. So di non averle dato alcuna informazione su dati di progetto della torre, ma avevo bisogno semplicemente di un’indicazione generica.
    La ringrazio ancora. Se dovessi aver bisogno di informazioni più dettagliate, la ricontatterò.
    Distinti saluti

  43. Valter Biolchi il 17 dicembre 2008 alle 10:08

    Nessun Problema Andrea.
    Buone Feste

  44. Maurizio il 6 gennaio 2009 alle 23:54

    Ho un caminetto a legna e vorrei valutare la possibilità di inserire nella canna fumaria esterna ( sostituendo magari un elemento della stessa), un recuperatore calore dei fumi che invii l’acqua riscaldata ad una caldaia a condensazione ( esterna distante 4 mt). grazie per l’attenzione

  45. Valter Biolchi il 7 gennaio 2009 alle 09:29

    Buongiorno Maurizio
    Buon anno visto che dopo un po di vacanza, mi ricollego per qualche commento.
    DIrei che la soluzione più semplice è quella di infilare uno scambiatore di calore a serpentino, direttamente nella canna fumaria o in un suo elemento.

  46. Maurizio il 7 gennaio 2009 alle 19:45

    Grazie Valter….
    mi si dice che non rende poi un gran chè…. ma era per evitare di sostituire il camino con tutto il caos che comporterebbe….
    il problema che non si trovano persone serie che possano fare il lavoro….

  47. Pasquale il 15 gennaio 2009 alle 18:06

    Buonasera
    sono un tecnico alle prime armi e mi hanno assegnato un primo problema (anche se solo teorico al momento). Ho un serbatoio di bitume da 50.000 litri e olio diatermico per riscaldare in 5 ore il bitume. Mi hanno chiesto di dimensionare (lunghezza/diametro) la serpentina da realizzare con tubi DN50.
    Sono onestamente in difficolta’. Come posso proseguire?
    Grazie mille.

  48. Valter Biolchi il 15 gennaio 2009 alle 18:13

    C’è di meglio rispetto al classico serpentino, ma la base del calcolo è il coefficiente di scambio termico…
    da lì in poi si calcola la superficie necessaria per lo scambio.

  49. devis il 22 gennaio 2009 alle 11:21

    Buongiorno,
    possiedo una stufa in maiolica e all’uscita vorrei installare una serpentina in rame intorno alla canna fumaria in acciaio per poi trasferirla nel bioler del locale caldaia.
    I primi due metri di canna sono ad una temperatura di 200° C, la distanza di trasferimento al boiler è di circa 25 m comunque si possono isolare i tubi. Nel boiler è già previsto l’ingresso della serpentina per i pannelli solari.Volevo sapere se qualcuno aveva qia provato questo sistema e la resa che poteva avere.
    grazie dell’attenzione

  50. massimiliano scarano il 22 gennaio 2009 alle 22:55

    Gentilissimo sig. Walter mi chiamo Massimiliano e le manifesto sinceranente la mia profonda ammirazione per la chiarezza con cui espone concetti a me particolarmente oscuri per cui ne apprifftterei per chiederle come realizzare un efficiente scambio di calore da una lucida canna fumaria di una termostufa che non rilascia calore pur diventando rovente. Grazie

  51. Valter Biolchi il 25 gennaio 2009 alle 00:17

    Onestamente non sarei dirle se qualcuno ha già provato simili sistemi, ma è molto probabile.
    Difficile è dare una valutazione sul rendimento, ci sono troppe variabili.
    Consiglio di far aderire al meglio il suo serpentino alla canna fumaria (magari favorendo la trasmissione del calore con apposita pasta conduttrice.
    Quindi coibentare il tutto.
    Attenzione che se l’acqua non circola nel serpentino quando la stufa è in funzione, il liquido fermo all’interno potrebbe vaporizzare ed andare in pressione…ne parli con il suo idraulico di fiducia, per evitare inconvenienti.

    …valvole di sicurezza…di sovrapressione…

  52. Valter Biolchi il 25 gennaio 2009 alle 00:20

    Grazie a lei Massimiliano.
    Credo esistano degli spezzoni di canna fumaria con integrati all’interno scambiatori di calore per recuperare calore riscaldando acqua.
    Bisogna sempre stare attenti a queste operazioni da due lati:
    Acqua…se non circola nel serpentino quando la stufa è in funzione, il liquido fermo all’interno potrebbe vaporizzare ed andare in pressione…
    Fumi…se si raffreddano troppo condensano, occhio alle corrosioni da condense acide.

  53. HERMES NOVELLI il 4 febbraio 2009 alle 14:47

    Buongiorno sig. Walter, richiedo anch’io una consulenza tecnica.
    Avendo installato un tempo caminetto ad aria, con efficienza modesta, ho chiesto al costruttore ( di Udine ) se c’era un kit per riscaldare l’acqua dei caloriferi.
    Non avendo ricevuto risposta affermativa, le chiedo cortesemente se esistono sambiatori credo a prima vista a contatto, da insererire nel corpo della stufa.
    La potenza termica globale resa è di 14.900 Kcal/h.
    Grazie per l’attenzione

  54. simone il 4 febbraio 2009 alle 15:40

    Buongiorno,
    sto ristrutturando una vecchia casa di campagna.
    al centro (tra salotto e cucina) vorrei fare un caminetto a legna, molto grande, funzionale ed esteticamente bello, quindi non un termocamino. Saltuariamente vorrei avere la possibilità di cucinarci.
    Il camino è molto centrale e la canna fumaria passa al centro anche del primo piano della casa.
    Secondo lei può essere conveniente installare scambiatori di calore (o altro) che possano riciclare il calore? La mia considerazione è che è abbsatanza inutile inserire il calore prodotto nel circuito del riscaldamento ordinario. Mi basterebbe che venisse per così dire espulso immediatamente ai lati del camino e, al piano superiore, della canna fumaria.
    E’ secondo lei una cosa possibile e conveniente?
    Grazie e complimenti per il sito.

  55. Valter Biolchi il 5 febbraio 2009 alle 23:35

    Buonasera Hermes,
    non credo esistano dei kit retrofit per riscaldare acqua da un caminetto.
    So che esistono sistemi di riscaldamento aria, ma nativi sul modello di caminetto.
    Tutto sommato potrebbe essere sufficiente inserire delle piastre con circolazione di acqua nelle pareti interne del camino…come sempre bisogna stare attenti ad installare adeguati sistemi di sicurezza sul circuito dell’acqua.

  56. Valter Biolchi il 5 febbraio 2009 alle 23:40

    Buonasera anche a lei Simone,
    grazie per i complimenti in primo luogo.
    Riscaldare direttamente l’aria con i fumi è sempre un esercizio “complicato”, per via della poca prevalenza che si riesce a dare all’aria stessa, ed alla necessita di non “tappare” il tiraggio del camino, inserendo tubi di aria all’interno della stessa.
    una soluzione potrebbe arrivare dalle vecchie tradisioni delle “stube” altoatesine, dove tutto il corpo trasmette calore all’esterno.
    Magari studiare una “canna fumaria” esteticamente bella, che dissipi direttamente il calore verso l’ambiente circostante, potrebbe permetterle di prendere i classici due piccioni con una…
    A livello di convenienza, se la soluzione non presenta costi elevati, alla fine “tutto fa mucchio”.

  57. Hermes, il 9 febbraio 2009 alle 16:06

    Grazie per la risposta.
    Ho visto sul web un kit ad acqua completo completo di bollitore che utilizza uno scambiatori a piastre da 50 cm, ma per il mio termocaminetto ad aria “sembra” che si non applichi. Non ne sono molto convinto.
    Sarebbe da capire 1)il rendimento dello scambiatore 2) dove applicarlo. Secondo il suo punto di vista quanto rende se applicato nella caldaia dove circola l’aria già riscaldata? La temperatura d’avvio del ventilatore è 45 gradi e può raggiungere i 90 gradi.
    Oppure è preferibile installarlo dove circolano i fumi in modo da avere un a resa maggiore?
    Grazie per l’aiuto.

  58. Gianluigi il 13 febbraio 2009 alle 19:14

    Buonasera sig. Valter, sono uno studente di ingegngeria che per vari motivi si è imbattuto in un opera di reverse engineering su degli scambiatori acqua vapore di un impianto industriale. Volevo sapere da lei se esistono delle tabelle in cui sono riportati i rendimenti degli scambiatori. Mi spiego meglio. Le equazioni che governano lo scambio termico negli scambiatori sono sosatnzialmente tre: la prima è quella termostrutturale, le altre due sono rappresentative dei flussi termici relativamente a lato caldo e lato freddo. Queste relazioni si basano sull’ipotesi di trasferimento integrale di calore da un fluido all’altro, trascurando le perdite verso l’esterno del mantello. L’efficienza che viene riportata in tutti i libri è indicativa del rapporto tra il flusso scambiato e quello massimo teorico. E’ possibile calcolare il rendimento di uno scambiatore alla stregua di una qualsiasi macchina termica ( Potenza utile/Potenza entrante) ? Esistono semmai dei valori di riferimento ? Spero di essere stato esaustivo e di non aver richiesto qualcosa di impossibile, anche perchè personalmente nella letteratura a mia disposizione non ho trovato nulla a tal riguardo. La ringrazio anticipatamente per l’aiuto. Gianluigi

  59. Valter Biolchi il 13 febbraio 2009 alle 23:48

    Buonasera, per poterle dare una risposta più precisa, dovrei capire che tipo di scambiatore è quello che ha visto, dalla descrizione sembra uno scambiatore acqua/acqua a piastre.
    Se così fosse, è un tipo di scambiatore che non si può applicare ad un recupero sui fumi o sull’aria.
    Per un recupero come quello al quale sta pensando, ci vorrebbe uno scambiatore a tubi d’acqua, da inserire in zone particolarmente calde, per poter realizzare un recupero energetico interessante.
    Bisogna vedere la conformazione del termocamino, verificando se non ci siano controindicazioni ad una simile applicazione.

  60. Valter Biolchi il 13 febbraio 2009 alle 23:55

    Buonasera Gianluigi, solitamente il rendimento degli scambiatori, viene intrinsecamente definito dai coefficienti di scambio termico, che tengono conto della conducibilità dei materiali, dei fluidi, degli spessori ecc…
    Come giustamente ha descritto, entra in gioco anche il fattore dispersioni verso l’esterno.
    Nei calcoli pratici è un fattore che è scarsamente influente, in quanto si presuppone che gli scambiatori di calore vengano coibentati opportunamente, in funzione dell’utilizzo che se ne deve fare.
    Ho assistito a delle prove pratiche al fine di definire dei valori percentuali di “perdita di calore” verso l’esterno, effettuate su scambiatori a piastre, per l’utilizzo in sottostazioni di teleriscaldamento, allo scopo di certificarne le dispersioni, verso le municipalizzate che li avrebbero dovuto utilizzare. Le posso garantire che nel caso specifico di questa tipologia di scambiatore, tali valori sono trascurabili (parliamo di un paio di zeri dopo la virgola percento)…

  61. paolo il 27 febbraio 2009 alle 14:32

    Salve, sono felice possessore di una stufa in maiolica che mi riscalda tutto il piano inferiore di casa. Per riscaldare il piano superiore, avrei pensato di inserire nella camera di combustione della stufa (la zona della stufa più calda, e sempre calda) uno scambiatore d’acqua che vada ad alimentare un impianto di riscaldamento a bassa temperatura. E’ possibile? E come dimensionarlo? Grazie

  62. Valter Biolchi il 27 febbraio 2009 alle 16:38

    Ci arrivano spesso richieste di questo genere.
    Non esiste in commercio un sistema retrofit per queste applicazioni.
    Esistono altresì soluzioni che potrebbero essere facilmente adattate allo scopo. Il dimensionamento va fatto sullo spazio disponibile all’interno della camera di combustione, pensando di sfruttarlo al meglio.

  63. paolo il 9 marzo 2009 alle 15:19

    In merito allo scambiatore per stufa in maiolica, saprebbe indicarmi qualche esempio, o sito internet, di una soluzione adattabile al mio scopo? Grazie

  64. Valter Biolchi il 10 marzo 2009 alle 12:58

    Scambiatori a contatto
    da inserire nella camera calda della stufa.

    Buona giornata.

  65. Marino De Cesero il 11 marzo 2009 alle 18:02

    Buonasera.
    Vorrei cortesemente avere delle informazioni sui “recuperatori di calore” o “scambiatori di calore” da inserire nelle canne fumarie dove passa del fumo derivato da combustione da stufa a legna per scaldare dell’acqua da immettere nel circuito di riscaldamento mettendo una valvola a tre vie per disinserire la caldaia a gas,con annesse Ditte da interpellare l’eventuale acquisto.
    RingraziandoVi anticvipatamente, colgo l’occasione per porgerVi cordiali saluti
    Marino De Cesero

  66. Valter Biolchi il 12 marzo 2009 alle 09:23

    è sicuramente possibile, vanno verificate le dimensioni della canna fumaria e soprattutto che lo scambiatore non ostruisca l’uscita dei fumi o la renda difficoltosa a causa dell’incremento delle perdite di carico.

  67. Francesco il 21 aprile 2009 alle 19:37

    Gentilissimo sig.Biolchi, ho scoperto questa pagina web e ho letto le esaurienti risposte che lei sa dare a tutti.Mi chiedevo se mai potesse venire incontro anche a me.Devo calcolare le perdite di carico di un impianto in cui è presente anche uno scambiatore di calore a piastre.Con che formule posso valutare il contributo dello scambiatore sulle perdite di carico? La ringrazio sin da adesso.Buonasera

  68. Valter Biolchi il 22 aprile 2009 alle 21:23

    Buonasera Francesco,
    gli scambiatori a piastre sono apparecchi che hanno dimensionamenti e caratteristiche termico/idrauliche, che variano a seconda del costruttore.
    Se mi fa sapere dimensioni e caratteristiche di portata posso fare una valutazione più precisa.

  69. Fabio il 7 maggio 2009 alle 14:01

    Buongiorno, vorrei modificare la mia stufa a legna per portare acqua calda e riscaldare 3 piccoli radiatori posti in mansarda (della superficie calpestabile di 60mq), ho a disposizione uno spazio di passaggio fumi di 20×30x5cm: è possibile realizzare uno scambiatore idoneo per tenere a 18-20 gradi centigradi i locali della mansarda? Se i dati sono insufficienti la prego di chiedermi ulteriori informazioni. Grazie

  70. Valter Biolchi il 8 maggio 2009 alle 11:41

    Buongiorno Fabio,
    il problema non è tanto relativo allo spazio disponibile, quanto al fatto che lo scambiatore con la sua presenza non comprometta il tiraggio della canna fumaria, per via delle perdite di carico.
    Per il resto si dovrebbe dimensionare lo scambiatore ad hoc adattandolo, ma rimane da verificare il primo punto.

  71. Chiara il 10 luglio 2009 alle 15:53

    Buonasera,scusi per la domanda che può sembrare molto banale: devo scaldare una corrente di fumi da 70 a 300°C, usando vapore a 10 bar che passa ad acqua. Devo fare ciò con un programma che mi chiede a che temperatura il fluido caldo entra ed esce, ma come faccio a stabilirlo? E soprattutto, con uno scambiatore in controcorrente l’acqua può uscire dallo scambiatore ad una temperatura inferiore ai 300°? Grazie mille!!!

  72. Valter Biolchi il 13 luglio 2009 alle 10:53

    Buongiorno Chiara,
    la sua domanda non è banale.
    Se utilizza vapore, solitamente gli scambiatori funzionano a condensazione (proprio per fruttare il calore latente di condensazione del vapore), in pratica i software dovrebbero poter chiedere il tipo di fluido…e nel caso di fluido con cambiamento di fase, richiedere la temperatura di condensazione, la temperatura di ingresso ed eventualmente il sottoraffreddamento.
    Il software quindi dovrebbe tenere presente il calore di condensazione appunto.
    Diversamente significa che tale software non è stato progettato per fluidi con cambiamento di fase.
    Sulla seconda questione, direi proprio che è possibile, è legato non tanto allo scambiatore in se, ma alla regolazione del vapore che si andrà ad installare, che in funzione della temperatura di uscita dell’acqua, andrà a modulare la portata di vapore.
    Mi faccia sapere se tutto ok.

  73. GIULIANO il 10 agosto 2009 alle 12:05

    BUONGIORNO, SCUSATE IL DISTURBO, POTETE AIUTARMI CON
    QUESTO PROBLEMA?
    DEBBO INSTALLARE UNO SCAMBIATORE DI CALORE A
    PIASTRE SALDOBRASATE PER PRODUZIONE DI ACQUA CALDA
    SANITARIA; LO SCAMBIO : PRIMARIO VAPORE, SECONDARIO ACQUA SANITARIA.
    LA POTENZA DELLO SCAMBIATORE SUPERA I 35KW,
    SAPRESTE DIRMI COSA PREVEDE LA NORMATIVA I.S.P.E.S.L. A RIGUARDO?
    VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE
    CORDIALI SALUTI.

  74. Valter Biolchi il 24 agosto 2009 alle 08:03

    Buongiorno Giuliano,
    scusi il ritardo, ma siamo rientrati da poco.
    Per gli scambiatori a piastre saldobrasati, il problema è legato alla normativa PED.
    Ormai praticamente tutti gli scambiatori devono essere costruiti secondo tale normativa.
    Poi tutti gli scambiatori in funzione del prodotto P*V (ovvero pressione di lavoro nominale * volume), devono essere o meno marchiati CE.
    I saldobrasati per via della loro costruzione standard, praticamente vengono marchiati CE di default.

  75. Giuseppe Leccia il 21 ottobre 2009 alle 19:35

    Le volevo esporle un problema… Ebbene, l’anno scorso è stato montato un termocamino idro da 35000 kcal/h inserendolo nell’impianto preesistente. L’abitazione si sviluppa su un singolo piano e misura circa 300mq. Purtroppo la resa della macchina non ha soddisfatto le aspettative e seppur impegnando molte ore e parecchia legna ( a fiamma costantemente altissima), i caloriferi non raggiungono mai elevate temperature ( per intenderci ci si può poggiare sopra tranquillamente la mano). Da aggiungere che a sostituzione del termocamino può intervenire la vecchia caldaia a gasolio che ovviamente rende i caloriferi caldi. Orbene, potrebbe uno scambiatore di calore risolvere il problema affinchè anche dopo 2-3 ore i termosifosi possano raggiungere una temperatura accettabile? Capisco che la potenza sviluppata dalla macchina non aumenta grazie allo scambiatore, ma mi domandavo se effettivamente il rendimento potesse crescere. La ringrazio in anticipo per qualsiasi risposta possa fornirmi.

  76. Valter Biolchi il 23 ottobre 2009 alle 09:49

    Buongiorno Giuseppe,
    purtroppo uno scambiatore non risolverebbe il problema. Serve inevitabilmente più potenzialità.

    Buona giornata e grazie per i complimenti

  77. Nicola Esposito il 27 ottobre 2009 alle 20:58

    Buonasera,
    avrei una domanda da farle,praticamente ho montato un termocammino nella mia abitazione pero ho problemi di pressione nella caldaia a gas,mi va in protezione con la pressione e non parte,e mi hanno detto di girare questo problema facendo un ponticello al sensore ma non mi pare proprio sicuro,altrimenti montare uno scambiatore di calore e risolvere il ploblema.
    P.S.VASO MONTATO A 3,5 METRI.
    La mia domanda e’come puo uno scambiatore far si che la mia caldaia salga di pressione?? e come fa a diventare il termocammino a vaso chiuso??
    Lo scambiatore che andrei a montare e’ a piastre saldobrasato e con un altro circolatore perche’ uno sul termocammino gia l’ho montato,questo tipo di operazione e’ per impianto di riscaldamento.
    In anticipo ringrazio della Vs.risposta e porgo distinti saluti.

  78. Valter Biolchi il 30 ottobre 2009 alle 23:49

    Buonasera Nicola e scusi il ritardo nella risposta.
    Non riesco a capire il problema…non conosco l’impianto.
    La sua caldaia va in blocco per pressione troppo bassa? giusto?
    se fosse così, probabilmente le hanno suggerito di realizzare un circuito chiuso con un vaso pressurizzato membrana, in questo modo, nonostante la pressione di circolazione dell’acqua bassa, si può aumentare artificiosamente la pressione del circuito, pressurizzandolo ad una pressione più elevata di partenza (wow quanto pressioni ho usato in questa frase).
    Attenzione che va montata una valvola di sicurezza tarata…in ogni caso si informi se il tutto è compatibile e progettato per una applicazione del genere, per non incorrere in problemi seri o essere fuori regola rispetto alle normative.
    Gli scambiatori saldobrasati non hanno poi problemi con gli impianti pressurizzati.
    Spero di essere stato chiaro.

  79. michele il 9 novembre 2009 alle 15:31

    salve, ho fatto installare un pannello solare termico a circolazione naturale con il bollitore sopra il tetto e all’interno c’è inserita una serpentina elettrica per integrare quando non c’è il sole. ALL’interno della casa ho una stufa a legna molto recente della termorossi solo per riscaldare l’ambiente, chiedevo se esistono sistemi che si possono collegare alla stufa, collegando anche l’impianto che riscalda l’acqua del bollitore del pannello solare quando il sole manca. spero di essermi fatto capire, grazie

  80. Valter Biolchi il 10 novembre 2009 alle 18:08

    Buonasera Michele,
    onestamente non le so rispondere in merito, dovrebbe provare a sentire il suo idraulico al riguardo.
    Forse semplicemente collegando i due impianti ottiene il risultato che le serve. In ogni caso si dovrebbe analizzare come procedere.

  81. alessio il 15 novembre 2009 alle 14:07

    Buongiorno sono il titolare di 1 pizzeria con forno a legna siccome mi trovo in una zona piuttosto fredda mi chiedevo se esiste il sistema per sfruttare il calore prodotto dal forno a legna che è acceso molte ore del giorno e convogliarlo nell’impianto di riscaldamento a radiatori.Voi prucete qualcosa che fa al caso mio? e che risultati mi potrei attendere nel caso c sia 1 scambiatore adatto?

  82. Claudio Apollonio il 16 novembre 2009 alle 17:18

    Buona sera Valter

    Ho letto con interesse il suo blog e le vorrei chiedere un consiglio.
    Io e un collega stiamo dimensionando il recupero fumi, provenienti da “acciaieria elettrica” ai fini energetici.
    Vorremmo prelevare i fumi dopo la Quencing Tower e portarli ad uno scambiatore per abbassarne la temperatura da 300°C a 150°C . La portata stimata dei fumi è di 210 mc/sec e vorremmo utilizzarne in toto o anche solo la metà .
    Potrebbe darmi delle indicazioni sulle dimensioni degli scambiatori da utilizzare per scambiare l’energia termica dei fumi con olio diatermico ?
    Sarebbe interessante avere anche una pagina di catologo di uno scambiatore indicato a tale lavoro .
    Grazie in anticipo .
    Claudio

  83. Valter Biolchi il 25 novembre 2009 alle 10:18

    Buongiorno Claudio,
    l’applicazioni mi pare interessante, in quanto portata e livello termico fanno supporre un buon recupero energetico.
    La soluzione più semplice che mi viene alla mente è quella di scambiatori a tubi alettati in acciaio, da inserire nel flusso di fumi.
    andrebbe poi fatta una analisi più accurata sulla scelta dei materiali.

  84. Valter Biolchi il 25 novembre 2009 alle 10:21

    Buongiorno Alessio,
    potrebbe inserire uno scambiatore a tubi alettati nella canna fumaria.
    E’ un intervento che va ponderato, in quanto se non pensato a priori, va a modificare le perdite di carico ed il tiraggio, senza considerare eventuali problemi di certificazioni.
    Purtroppo non produciamo scambiatori “ad hoc” per questa applicazione.
    érovi a sentire il produttore del forno se ha pensato a qualche applicazione del genere…in altri campi siamo stati contattati e stiamo portando avanti progetti simili (non su forni per pizzerie, ma il concetto è identico).

  85. Cecilia il 25 novembre 2009 alle 13:18

    Buongiorno sig. Biolchi,
    sono l’ennesima studentessa di ingegneria che si affida a lei per risolvere un rompicapo energetico.
    Come tesi di laurea devo progettare uno scambiatore fumi/aria per migliorare la resa di un motore alimentato a GPL, preriscaldando l’aria in ingresso al motore. Il problema maggiore riguarda la ridottissima portata, parliamo di 3 g/s. Navigando su internet ho visto che esiste una tipologia di scambiatori, gli swiss roll, che potrebbe fare al caso mio. Lei saprebbe dirmi qualcosa di più in merito? In alternativa potrebbe suggerirmi altre tipologie adatte e magari meno costose? Consideri che non ho problemi di spazio e ho previsto un salto termico di 270°C.
    Come ultima cosa, vorrei chiederle se può fornirmi un valore approsimativo del coeff.di scambio termico globale.
    La ringrazio fin d’ora e mi scuso pe il disturbo.
    Cordiali saluti, Cecilia

  86. Valter Biolchi il 25 novembre 2009 alle 14:45

    Buongiorno Cecilia,
    non so se riuscirò ad aiutarla, onestamente non conosco questo tipo di scambiatore.
    In ogni caso cerco di supportarla relativamente al resto.
    In effetti la portata è decisamente bassa, di conseguenza però anche la portata di fumi non potrà essere elevata.
    A livello di coefficienti di scambio, consideri che influiscono molto velcoità dei fluidi e turbolenza, quindi dovrei darle un valore legato ad una tipologia di scambiatore.
    Le posso dire che per applicazioni simili, con scambiatori a fascio tubiero, si adottano dei valori di circa 30/50 kcal/m2,h,C.
    Sono valori che dipendono da molti fattori, geometrie, velocità, turbolenza, ecc…
    Mi dispiace non poterla aiutare ulteriormente.
    Le auguro una buona giornata

  87. Cecilia il 25 novembre 2009 alle 17:29

    La ringrazio per la risposta, avere un valore da cui partire è già un’ottima cosa, almeno per fare una prima valutazione approssimativa.
    Per il resto proverò a valutare la velocità dei due fluidi, sperando di poter così effettuare una scrematura tra le varie tipologie di scambiatore.
    La ringrazio nuovamente e le auguro buon pomeriggio.

  88. Valter Biolchi il 25 novembre 2009 alle 23:32

    Nessun problema, mi contatti se ha bisogno.

  89. antonio il 28 novembre 2009 alle 03:34

    salve signor biolchi io avrei 1 problemino su 1 impianto di riscaldamento a circuito aperto che nessuno mi riesce a risolvere. le spiego: avevo 1 caldaia che era predisposta x 1 impianto a circuito aperto ma sostituendo questa caldaia l’idraulico mi ha modificato l’impianto. ha smontato il vaso di espanzione situato sul tetto e sul tubo di carico impianto mi ha montato 1 valvola di sfiato in piu mi ha aggiunto il tubo x caricare l’acqua .ma mettendo in funzione l’impianto funzionava x 20 minuti mandando in blocco la caldaia a causa dell’impianto che si svuotava di acqua.lui insiste che ci sia 1 perdita. ma io guardando lo schema di 1 impianto a circuito aperto vedo che su nel vaso di espanzione mi torna 1 tubo di sfiato che io nn ho…la mia domanda è: possibile che questo tubo di sfiato sia collegato in 1 scarico diretto? e possibile che l’impianto si svuoti da questo tubo di sfiato?cosa potrei fare x risolvere questo problema? grazie x l’attenzione

  90. giorgio il 30 novembre 2009 alle 15:37

    salve!
    Vorrei sapere un range di valori probabili per il coefficiente di scambio globale per scambiatori a fascio tubiero che utilizzano come fuido caldo: acqua e fluido freddo: olio di palma!
    grazie!

  91. Valter Biolchi il 1 dicembre 2009 alle 11:26

    Buongiorno Giorgio,
    le ho inviato una email in proposito.
    Consideri che l’olio di palma è piuttosto delicato, nel senso che a basse temperature tende a diventare gelatinoso.

    Buona giornata,

  92. Valter Biolchi il 1 dicembre 2009 alle 11:37

    Buongiorno Antonio,
    grazie per aver scritto.
    Onestamente è complicato darle una risposta senza conoscere l’impianto.
    Immagino che abbia trasformato l’impianto a circuito chiuso.
    Dovrebbe verificare che ad impianto carico e pressurizzato, provando ad aprire rubinetti ecc…resti tutto in pressione, quindi provare ad accendere la caldaia e verificare che rimanga in pressione ugualmente.
    Magari banalmente si tratta di un collegamento errato dell’acqua sanitaria.
    Però ripeto è un po difficile risponderle adeguatamente.
    Buona giornata.

  93. giorgio il 1 dicembre 2009 alle 16:19

    grazie per aver risposto al mio quesito con tanta celerità!
    scusi se chiedo ancora ma i valori che mi ha mandato sono in Kcal/Kg*K ?
    per quanto riguarda le temperature ho valori del fluido caldo in ingresso intorno ai 95°C e in uscita ai 70°C mentre quello freddo è sui 10/15 °C in ingresso e dovrebbe essere sui 60/70 °C in uscita.
    complimenti per il servizio e per la sua preparazione.
    Grazie

  94. Giorgio il 26 dicembre 2009 alle 17:39

    Ho il seguente problema:
    potenza termica di 2250kW
    fluido caldo acqua con Tingresso=95°C Tuscita=70°C
    fluido freddo aria con Tingresso=10°C Tuscita=25°C

    utilizzando un opportuno scambiatore di calore, quanti appartamenti (100mq) posso riscaldare?

    potrebbe indicarmi anche le superfici di scambio calcolate e i coefficineti di scambio termico utilizzati
    Grazie

  95. Traverso Dario il 26 dicembre 2009 alle 19:40

    Buongiorno Sig. Valter, sono un installatore. Gentilmente volevo sapere che tipo di scambiatore usare per riscaldare l’acqua di un impianto a circuito chiuso tramite una caldaia a legna/pellets che lavora con impianto a cicuito aperto.La potenza resa dalla caldaia è di 28 KW, come si dimensiona grosso modo un tale scambiatore? Molte grazie per la sua attenzione.

  96. Valter Biolchi il 4 gennaio 2010 alle 11:04

    Buongiorno Dario,
    solitamente per queste applicazioni si utilizzano scambiatori a piastre, in quanto permettono di avere la maggiore efficienza termica (dal punto di vista avvicinamento delle temperature).
    Se mi comunica qualche dato in più, le preparo un dimensionamento.
    Cordiali saluti,
    Valter

  97. giorgio il 11 gennaio 2010 alle 11:32

    Ho il seguente problema:
    potenza termica di 2250kW
    fluido caldo acqua con Tingresso=95°C Tuscita=70°C
    fluido freddo aria con Tingresso=10°C Tuscita=25°C

    utilizzando un opportuno scambiatore di calore, quanti appartamenti (100mq) posso riscaldare?

    potrebbe indicarmi anche le superfici di scambio calcolate e i coefficineti di scambio termico utilizzati
    Grazie

  98. Valter Biolchi il 11 gennaio 2010 alle 11:42

    Buongiorno Giorgio,
    per il numero di appartamenti, consideri che solitamente per un appartamento di circa 100 m2, viene installata una caldaietta da 30 KW di potenza termica circa, quindi il calcolo è presto fatto.
    25°C mi pare una temperatura un po bassa.
    Per le superfici ed i coefficienti, dovrebbe provare a sentire i produttori di fan-coils che realizzano apparecchiature di questo genere. Mi dispiace ma non so esserle d’aiuto.

  99. luciano il 17 gennaio 2010 alle 09:54

    salve, sono in possesso di un termocamino collegato all’impianto dei radiatori,per riscaldare la casa con il camino sono costretto a tenere la temperatura dell’acqua su 70° gradi e quindi sempre pieno di legni. Montando uno scambiatore e separare il circuito posso avere un risparmio di legna mantenendo i 70°gradi? e i radiatori riscaldano sempre come prima? distinti saluti Luciano

  100. Valter Biolchi il 18 gennaio 2010 alle 12:33

    Buongiorno Luciano,
    non conosco l’impianto, ma considera che uno scambiatore non genera calore.
    Installando uno scambiatore per separare i circuiti, otterrai un abbassamento della temperatura (ovvero un peggioramento della tua attuale situazione), infatti avrai sul primario l’acqua a 70°C, ma sul secondario, ad andare bene, otterrai acqua con una temperatura di 5°C inferiore.
    Probabilmente hai poca superficie di scambio, dovresti aumentare il numero di elementi dei radiatori di casa, in modo da poter lavorare con temperature più basse dell’acqua.
    Bisogna verificare però che la potenzialità del termocamino sia sufficiente per soddisfare la necessità di riscaldamento della tua casa.
    Buona giornata,
    Valter

  101. giorgio il 19 gennaio 2010 alle 10:14

    La ringrazio per la risposta riguardo alla caldaia contrariamente a quanto crede mi è stato di grande aiuto, almeno ho un dato di paragone.
    Se può darmi qlc info sui produttori di fan-coils mi farebbe un grandissimop piacere.
    Buon lavoro e ancora grazie per i suoi impareggiabili consigli.

  102. Valter Biolchi il 19 gennaio 2010 alle 10:27

    di nulla Giorgio,
    per il fan coils
    Sabiana
    Bini
    Aermec
    McQuay

    per citarne qualcuno di quelli che mi vengono in mente
    Buona giornata

  103. salvo il 22 gennaio 2010 alle 16:31

    Buongiorno Sig. Valter
    Avrei una domanda da farle, forse un po banale
    Vorei costruire un termocamino fai da te in muratura ,come boiler mettere dentro il camino dei radiatori in Ghisa con tutto il materiale necessario sarebbe una buona idea? la ringrazio di cuore

  104. Valter Biolchi il 22 gennaio 2010 alle 18:55

    Buonasera Salvo,
    non ho le conoscenze per darle un consiglio del genere. Consideri che qualsiasi idea voglia realizzare, va tenuta presente l’accessibilità e la comodità di smontaggio. Non va dimenticato che nel futuro, eventuali danni o perdite debbano poter essere riparati agevolmente.
    Dei radiatori in ghisa mi sembrano piuttosto complicati da maneggiare dentro una canna fumaria.

  105. angelo il 27 gennaio 2010 alle 17:16

    Salve sig Valter,
    ho un impianto di riscaldamento radiante alimentato da un termocamino a vaso aperto e da una caldaia a metano a condensazione. Le due sorgenti sono messe in parallelo. Tra le due sorgenti e l’impianto di distribuzione vi è un scambiatore cilindrico. L’impianto di distribuzione utilizza una pompa di circolazione adattativa (Grundfos).
    Dato che ho il seguente funzionamento:
    La caldaia a metano che è settata per operare a temperatura di mandata fissa di 40°C opera invece tra 43 e 32°C oscillando tra questi due valori. Desideravo sapere se questo comportamento può essere causato da un cattivo dimensionamento dello scambiatore, consideri che sul circuito di distribuzione ho una temperatura media di 32°C.
    Il termocamino è spento.
    La ringrazio in anticipo.
    angelo

  106. Valter Biolchi il 27 gennaio 2010 alle 23:23

    Buonasera Angelo,
    domanda complicata senza vedere l’impianto…
    le faccio una domanda, i due circuiti di riscaldamento, termocamino e caldaia a condensazione, sono idraulicamente separati? immagino che entrambi abbiano una propria pompa di circolazione, mi dice che il termocamino è a vaso aperto, ma la caldaia com’è? a vaso aperto o con vaso a membrana? (di solito sono con vaso a membrana)…
    Lo chiedo perchè le caldaie moderne hanno sistemi di regolazione della temperatura ben tarati che consentono una effettiva stabilità (quindi non una pendolazione come quella che lei descrive)…quindi sembrerebbe un problema di tipo idraulico…
    forse le ho fatto più di una domanda

  107. angelo il 29 gennaio 2010 alle 11:59

    Salve sig. Valter,
    grazie intatnto della risposta. Per quantio riguarda i due circuiti (caldaia e termocamino) essi sono separati ed hanno due circolatori propri. La caldaia ha un vaso a membrana. Il fenomeno che le dicevo avviene anche quando il termocamino è spento. La caldaia opera in maniera corretta (almeno secondo me) (ossia temperatura costante a 40°C e bruciatore che modula per mantenere quella temperatua), non per molto tempo, ed unicamente quando tutti i circuiti dei collettori dell’impianto di distribuzione a pavimento sono aperti. Sembra come se lo scambiatore non riuscisse nel suo compito osssia di trasferire in maniera sufficiente il calore prodotto dalla caldaia.
    La ringrazio ancora.
    saluti
    angelo

  108. Valter Biolchi il 29 gennaio 2010 alle 12:10

    potrebbe essere un problema di bassa portata acqua di circolazione…la mia è una ipotesi “da lontano”.
    Buona giornata

  109. Davide il 31 gennaio 2010 alle 10:46

    scambiAtore lontano dalla termostufa pellet acqua sanitaria a temperatura in cucina nella doccia tiepida

    Quali cause potrebbero essere e se c’è una soluzione
    GRAZIE

  110. Valter Biolchi il 1 febbraio 2010 alle 13:17

    Tubazioni lunghe e quindi dispersioni, oppure scambiatore un po tirato per l’utilizzo della doccia.
    Soluzione:
    provi ad aprire meno l’acqua della doccia e veda se diventa più calda…confermerebbe la seconda ipotesi.

  111. fabio il 11 febbraio 2010 alle 01:30

    salve signor Valter
    come prima cosa, complimenti per la sua disponibilità. sono un giovane istallatore e vorrei trasformare il mio camino aperto, in un termocamino aperto. teniamo conto del fatto che, maggiormente, alimento il camino con le pedane per il trasporto della merce che hanno un potere calorifero maggiore rispetto alla normale legna… ho progettato una serie di serpentine poste una al di sopra del focolare fatta con 5 metri di rame del 22×1.5 (la fiamma arriva appena a sfiorala), una serie di serpentine poste dietro una lamiera di ferro da 1 cm di spessore, ed un altra serpentina che oltre a produrre, verrà utilizzata come base per il focolare. quello che volevo chiederle è che inizialmente avevo pensato di creare la serpentina posta alla base in acciaio inox, ma, mi è stato detto che fatta in ferro sarebbe stata la stessa cosa, è veramente così? la vernice che ricopre gli scambiatori primari delle caldiaie cosa è? potrebbe tornarmi utile per “rivestire” la serpentina di rame?

    grazie mille per la sua attenzione attendo gradite risposte..
    fabio

  112. Valter Biolchi il 12 febbraio 2010 alle 15:46

    Buongiorno Fabio,
    per quanto riguarda il materiale, in questo caso utilizzare acciaio inox o acciaio al carbonio (ferro), non fa nessuna differenza.
    L’acciaio inox viene utilizzato nel caso di acqua contenente agenti contaminanti o corrosivi e non è il suo caso.
    Onestamente non conosco la vernice che lei cita.
    Mi dispiace non poterla aiutare.
    Cordialmente la saluto

  113. fabio il 13 febbraio 2010 alle 23:40

    salve sig. valter
    non si deve dispiacere affatto mi è stato molto utile il suo chiarimento poichè ero titubante.

  114. etto il 14 febbraio 2010 alle 20:02

    ciao a tutti,

    vorrei raffreddare una portata d’acqua di 60 mc/giorno da 45 gradi a 4 gradi. E’ possibile farlo senza l’utilizzo di ventilatori o comunque macchine a corrente elettrica?

    grazie anticipatamente

    saluti

  115. Valter Biolchi il 15 febbraio 2010 alle 12:46

    La temperatura di 4°C richiede (alle nostre latitudini) obbligatoriamente un chiller.
    Oppure se disponibile, azoto liquido.

  116. etto il 15 febbraio 2010 alle 17:35

    ok grazie.

    quanto calore si può disperdere se la immetto in una o due tubazioni in ferro per 200 metri?

    grazie, saluti

  117. fabrizio il 15 febbraio 2010 alle 23:23

    buonasera ho impianto a circuito chiuso impianto a bassa temperatura a pavimento con un pannello solare e un boiler di 300lt vorrei sapere se e possibile istallare un termocamino e farlo lavorare a bassa temperatura e se conviene in risparmio .grazie saluti fabrizio

  118. Valter Biolchi il 16 febbraio 2010 alle 09:02

    Buongiorno,
    la dispersione di calore in aria, dentro una tubazione, ha valori veramente bassi.
    Dipende tra l’altro da numerosi fattori per poter fare una valutazione adeguata.

  119. Valter Biolchi il 16 febbraio 2010 alle 09:04

    Buonasera Fabrizio,
    non so darle queste indicazioni con precisione.
    Potrebbe chiedere direttamente a produttori di termocamini, anche se mi pare che lavorino solitamente a temperature elevate.

  120. fabio il 23 febbraio 2010 alle 00:36

    salve signor Valter,
    vorrei, se possibile, ricevere il suo aiuto. supponiamo di avere un termocamino collegato direttamente ad un boiler di 80L (ovviamente non è un vero e proprio impianto ma soltanto alcune prove tecniche). riusciamo ad ottenere una temperatura dell’impianto intorno agli 80°C… fin qui tutto procede secondo le mie aspettative. l’unico grande problema è che già quando raggiungiamo una temperatura di 67°C la pressione passa da 2 bar a 10…cosa può causarmi questo problema: una poca circolazione, oppure presenza di aria nell’impianto? se fosse aria non dovrei sentirne il rumore mentre il circolatore è in funzione!?

    la ringrazio…

  121. Valter Biolchi il 23 febbraio 2010 alle 11:13

    Buongiorno Fabio,
    complicato dare una risposta corretta a distanza.
    Posso provare ad interpretare, da come lo descrive l’impianto è chiuso (non c’è un vaso di espansione aperto giusto?).
    Dovrebbe quindi avere un vaso di espansione a membrana per permettere dilatazioni e compensarle.
    Provi comunque a verificare la presenza di aria ed a sfiatare correttamente il tutto, potrebbe essere ferma in qualche sifone o sacca.
    Mi faccia sapere e buona giornata.

  122. fabio il 24 febbraio 2010 alle 21:27

    cercerò di spiegarle con più chiarezza. momentaneamente sto testando l’efficenza degli scambiatori da me costruiti…perciò l’eventuale sovrappressione viene controllata manualmente. ovviamente quando verrà realizzato l’impianto vero e proprio verrà applicato il vaso aperto con tutte le relative valvole di sicurezza. il vaso aperto, scarica in continuazione o soltanto nei momenti “critici”? e c’è un modo migliore oltre le valvole jolly per far sfiatare l’aria?

  123. Valter Biolchi il 25 febbraio 2010 alle 10:13

    Il vaso di espansione aperto, deve essere posizionato nel punto più alto dell’impianto, in quanto per il principio dei vasi comunicanti, diversamente il fluido uscirebbe dal troppo pieno.
    Solitamente lo si posiziona sul ramo di aspirazione della pompa, in modo che il battente geodedico proprio del vaso, contribuisca al buon funzionamento della pompa stessa, mantenendola “sotto battente”.
    Essendo il punto più alto dell’impianto, l’aria eventualmente presente, tenderà a scaricarsi proprio da lì.
    In realtà non è cos’ semplice, in quanto negli impianti ci sono poi gomiti, sifoni, punti alti ecc…solitamente è consigliabile prevedere degli sfiati (automatici o manuali), da utilizzare durante la fase di riempimento dell’impianto stesso.
    Le valvole jolly, sono una valida soluzione su impianti in marcia, già preventivamente riempiti (come al solito tutto “dipende”), se si tratta di un prototipo, potrtebbe applicare dei rubinetti da 1/2″ nel punti critici, e sfiatare manualmente l’eventuale aria.
    Con l’acqua solitamente è abbastanza facile sfiatare, ma in talune situazioni, la risoluzione di questi “problemi”, richiede pazienza.
    Buona giornata.

  124. sacconi luciano il 26 febbraio 2010 alle 18:20

    buongiorno signor valter,ho un semplice camino,potrei sfruttarlo eliminando solo l’interno immettendovi una piastra metallica con tubi rame adeguati per collegarmi alla centralina per termosifoni?che materiale mi consiglia?che strumentazione debbo inserirvi?che sezioni mi consiglia?tenga presente che il tutto funziona su ventilconvettori.grazie infinite luciano

  125. Valter Biolchi il 3 marzo 2010 alle 11:26

    Buongiorno Sig. Sacconi,
    potrebbe utilizzare uno scambiatore a tubi alettati in acciaio al carbonio.
    Faccia attenzione alla strumentazione di sicurezza, per mantenere l’impianto in condizioni di sicurezza appunto.

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