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	<title>Tempco Blog &#187; aria compressa</title>
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	<description>Soluzioni per l'energia termica</description>
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		<title>Raffreddare i compressori per aria</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 12:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[aerorefrigeranti]]></category>
		<category><![CDATA[aria compressa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiller]]></category>
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		<category><![CDATA[Refrigeratori]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli impianti industriali si fa largo utilizzo di aria compressa, sia per azionamenti pneumatici, che per strumentazione di controllo. L&#8217;aria compressa viene &#8220;prodotta&#8221; da compressori che possono avere taglie e dimensioni molto differenti, si passa dal semplice compressorino per l&#8217;officina, a centrali di compressione molto potenti e complesse. In ogni caso queste macchine necessitano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli impianti industriali si fa largo utilizzo di aria compressa, sia per azionamenti pneumatici, che per strumentazione di controllo.</p>
<p>L&#8217;aria compressa viene &#8220;prodotta&#8221; da compressori che possono avere taglie e dimensioni molto differenti, si passa dal semplice compressorino per l&#8217;officina, a centrali di compressione molto potenti e complesse.</p>
<p>In ogni caso queste macchine necessitano di un sistema di raffreddamento dedicato, che sulle macchine più piccole è insstallato direttamente a bordo del compressore stesso (o addirittura il compressore stesso si autoraffredda con l&#8217;aria ambiente circostante), mentre sugli impianti di maggiori dimensioni si tratta di un impianto dedicato, che fornisce acqua raffreddata, che viene poi fatta circolare nei compressori stessi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/compressori-atlas.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-1892  aligncenter" title="compressori atlas" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/compressori-atlas-150x150.jpg" alt="compressori atlas" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-1888"></span>Il livello di freddo richiesto dai compressori per aria, non è mai troppo spinto, solitamente infatti le temperature richieste per l&#8217;acqua di raffreddamento si aggirano solitamente attorno ai +30 / +40°C.</p>
<p>Questo tipo di raffreddamento può quindi essere effettuato con l&#8217;utilizzo di:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torri evaporative</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23&amp;ID2=39">raffreddatori evaporativi a circuito chiuso</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">dissipatori (dry cooler)</a></li>
</ul>
<p>La scelta di un sistema o di un altro, è legata ad alcuni fattori determinanti:</p>
<ul>
<li><strong>presenza  a bordo del compressore di scambiatori di interfaccia</strong></li>
<li><strong>condizioni climatiche della zona di installazione</strong></li>
</ul>
<p>Infatti a seconda che il compressore sia fornito o meno di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori</a> a bordo, il raffreddamento potrà essere realizzato con una torre o con un raffreddatore a crcuito chiuso, questo perchè far circolare l&#8217;acqua di torre direttamente nelle camicie del compressore, con il rischio di sporcamento ed intasamento delle stesse, potrebbe causare dei danni irreparabili al compressore stesso e comunque comportare dei costi di manutenzione molto elevati.</p>
<p>Va ricordato che nonostante i compressori non richiedano acqua di raffreddamento a temperature molto basse, raggiungono nelle &#8220;zone calde&#8221; temperature elevate. Le temperature di parete elevate, provocano una precipitazione di carbonati, che utilizzando acqua non trattata o incrostante, causa un intasamento repentino delle camere di circolazione dell&#8217;acqua stessa.</p>
<p>Con temperature ambientali che ne consentano l&#8217;utilizzo, è sicuramente consigliato installare dei dry-cooler o dissipatori, in modo da avere un circuito chiuso senza contaminazioni dell&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_1297.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-1891  aligncenter" title="Impianto di raffreddamento per compressori con dry cooler" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_1297-150x150.jpg" alt="Impianto di raffreddamento per compressori con dry cooler" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">compressori atlas</media:title>
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			<media:title type="html">Impianto di raffreddamento per compressori con dry cooler</media:title>
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		<title>Scambiatori a piastre e connessioni</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/556/scambiatori-a-piastre-e-connessioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 08:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[aria compressa]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[I tradizionali scambiatori di calore a fascio tubiero, permettono una elevata personalizzazione sia in fase di progettazione che di costruzione, soprattutto nel caso di applicazioni di processo. Quando si parla di piccoli/medi scambiatori invece si trovano sul mercato scambiatori &#8220;standard&#8221;, che quindi hanno delle caratteristiche geometriche predefinite. In ogni caso le dimensioni delle connessioni, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf0794.jpg"></a><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3423.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-559 aligncenter" title="Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf0794-150x150.jpg" alt="Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile" width="150" height="150" /></p>
<p>I tradizionali <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a> a fascio tubiero, permettono una elevata personalizzazione sia in fase di progettazione che di costruzione, soprattutto nel caso di applicazioni di processo.</p>
<p>Quando si parla di piccoli/medi scambiatori invece si trovano sul mercato scambiatori &#8220;standard&#8221;, che quindi hanno delle caratteristiche geometriche predefinite. In ogni caso le dimensioni delle connessioni, hanno un discreto grado di libertà e possono essere differenziate tra primario e secondario.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3423.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-558 aligncenter" title="Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3423-150x150.jpg" alt="Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Nel caso degli <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatori di calore a piastre</a></strong> invece le connessioni sono sempre tutte della stessa dimensione, salvo casi particolari, anche se si possono differenziare a livello di standard.</p>
<p><span id="more-556"></span></p>
<p>Infatti sebbene gli scambiatori di calore a piastre tendano ad essere forniti con costruzione standardizzata, è possibile avere connessioni realizzate secondo tipologie differenti:</p>
<ul>
<li>Bocchelli filettati Gas Maschio o Femmina (almeno fino al 2 1/2&#8243; &#8211; 3&#8243;)</li>
<li>Flange ISO/DIN ricavate sul fusto</li>
<li>Flange ISO/DIN welding neck</li>
<li>Flange Ansi ricavate sul fusto</li>
<li>Flange Ansi welding neck</li>
<li>Connessioni DIN 11851 alimentari</li>
<li>Connessioni Tri-Clamp</li>
<li>Flange SAE</li>
<li>ecc&#8230;</li>
</ul>
<p>questi sono solo alcuni esempi di tipologia di connessione disponibili.</p>
<p>Rimane il vincolo delle dimensioni che quasi sempre sono uguali per tutti i bocchelli (come dicevo salvo rari casi).</p>
<p>La differenza dei vari tipi di attacco è legata solitamente al tipo di processo che lo scambiatore deve servire o nell&#8217;ambito del quale viene installato, sia esso</p>
<ul>
<li>HVAC condizionamento</li>
<li>Processo chimico petrolchimico e relative utilities</li>
<li>Idraulico ed oleodinamico</li>
<li>Alimentare</li>
<li>ecc&#8230;</li>
</ul>
<p>Tutto questo in virtù della massima standardizzazione e rapidità di consegna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/img_0262.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-557 aligncenter" title="Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/img_0262-150x150.jpg" alt="Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile</media:title>
			<media:description type="html">Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile</media:description>
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			<media:title type="html">Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero</media:title>
			<media:description type="html">Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero</media:description>
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			<media:description type="html">Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto</media:description>
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		<title>Materiali e compatibilità nelle guarnizioni e nelle tenute</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/545/materiali-e-compatibilita-nelle-guarnizioni-e-nelle-tenute/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 11:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[aria compressa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiller]]></category>
		<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Risulta sempre interessante saperne di più sulle compatibilità tra i materiali che vengono utilizzati sulle apparecchiature di raffreddamento/riscaldamento/regolazione ed i fluidi che si possono trovare in un processo industriale produttivo. A questo scopo esistono tantissime tabelle di compatibilità. Di seguito allego un file decisamente interessante e dettagliato, per i vari materiali che si possono trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risulta sempre interessante saperne di più sulle compatibilità tra i materiali che vengono utilizzati sulle apparecchiature di raffreddamento/riscaldamento/regolazione ed i fluidi che si possono trovare in un processo industriale produttivo.</p>
<p>A questo scopo esistono tantissime <a href="http://www.tempco.it/download.asp?ID=9">tabelle di compatibilità</a>.</p>
<p>Di seguito allego un file decisamente interessante e dettagliato, per i vari materiali che si possono trovare sulle più svariate applicazioni.</p>
<p>Molto spesso infatti mi trovo nella difficoltà di scegliere la corretta guarnizione o tenuta meccanica, o semplicamente il materiale dei tuoi o delle piastre di uno scambiatore.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/meteriali-di-tenuta-e-compatibilita.xls">Compatibilità materiali di tenuta</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-547 aligncenter" title="manutenzione e guarnizioni" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/istock_000004477547medium-150x150.jpg" alt="manutenzione e guarnizioni" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">manutenzione e guarnizioni</media:title>
			<media:description type="html">manutenzione e guarnizioni</media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>Raffreddare a deumidificare l&#8217;aria compressa</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/539/raffreddare-a-deumidificare-laria-compressa/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/539/raffreddare-a-deumidificare-laria-compressa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 12:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[aria compressa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiller]]></category>
		<category><![CDATA[Condense]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffreddatori evaporativi]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Torri Evaporative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il raffreddamento e la deumidificazione o essicazione dell&#8217;aria compressa, sono un passaggio fondamentale per rendere fruibile, questa &#8220;utility&#8221; per i processi che la utilizzano, siano essi semplici azionamenti pneumatici pistole di soffiaggio utensili ad azionamento pneumatico valvole di regolazione sofisticati strumenti di controllo. La presenza di umidità nell&#8217;aria compressa, senza bisogno di troppe spiegazioni, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>raffreddamento e la deumidificazione o essicazione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aria_compressa">aria compressa</a></strong>, sono un passaggio fondamentale per rendere fruibile, questa &#8220;utility&#8221; per i processi che la utilizzano, siano essi</p>
<ul>
<li>semplici azionamenti pneumatici</li>
<li>pistole di soffiaggio</li>
<li>utensili ad azionamento pneumatico</li>
<li>valvole di regolazione</li>
<li>sofisticati strumenti di controllo.</li>
</ul>
<p>La <strong>presenza di umidità</strong> nell&#8217;aria compressa, senza bisogno di troppe spiegazioni, ha <strong>effetti disastrosi</strong> su tutte queste componenti.</p>
<p>I sistemi per eliminare questa umidità sono fondamentalmente due:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">essicatori che sfruttano cicli termici</a></li>
<li>essicatori che sfruttano elementi &#8220;chimici&#8221; ad assorbimento</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/sapio_cbe_04.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-542 aligncenter" title="Scambiatori a piastre saldobrasate per aria compressa" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/sapio_cbe_04-150x150.jpg" alt="Scambiatori a piastre saldobrasate per aria compressa" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-539"></span></p>
<p>Vista la natura di questo blog, pare evidente che si parli dei primi.</p>
<p>In pratica per diminuire il contenuto di acqua nell&#8217;aria, molto semplicemente la si raffredda, facendole lambire delle superfici a bassa o bassissima temperatura, in modo da far condensare l&#8217;acqua presente nell&#8217;aria separandola. In questo modo si ottiene aria con un minor quantitativo di acqua assoluto, con un post-riscaldamento successivo, se ne controlla l&#8217;umidità relativa.</p>
<p>Giocando sulle temperature, ci si può spingere a livelli di essicamento piuttosto elevati.</p>
<p>Questi sistemi si basano sull&#8217;impiego di <strong><a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/TCHILL_7_4_2008L.pdf">gruppi frigoriferi</a>, abbinati a <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a> a superficie</strong>, l&#8217;aria compressa, viene fatta passare nel secondario dello scambiatore, mentre nel primario viene fatto passare a seconda dei livelli di temperatura e delle tipologie di impianto</p>
<ul>
<li>freon (espansione diretta)</li>
<li>acqua addittivata con antigelo</li>
<li>acqua fredda</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0036.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-544 aligncenter" title="particolare di scambiatore a fascio tubiero" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0036-150x150.jpg" alt="particolare di scambiatore a fascio tubiero" width="150" height="150" /></a></p>
<p>E&#8217; interessante vedere come negli ultimi anni, si siano sviluppati questi sistemi, basandosi sull&#8217;efficienza degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=31">scambiatori di calore a piastre</a>, utilizzandoli proprio in funzione di <strong>dryer</strong> per queste applicazioni.</p>
<p>Lo stesso tipo di scambiatore, viene invece visto ancora con diffidenza al di fuori da questi sistemi compatti, in quanto i progettisti sono abituati all&#8217;utilizzo del buon vecchio scambiatore a fascio tubiero.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0450.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-543 aligncenter" title="Particolare di scambiatore a piastre per aria compressa" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0450-150x150.jpg" alt="Particolare di scambiatore a piastre per aria compressa" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Sono invece ormai centinaia le<strong> applicazioni consolidate</strong>, realizzate con l&#8217;impiego di <strong>scambiatori di calore a piastre</strong>, anche su portate di <strong>aria compressa decisamente &#8220;importanti&#8221;</strong> se non addirittura su <a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=42">impianti di produzione di gas tecnici</a></p>
<ul>
<li><strong>a valle delle colonne di distillazione per il raffreddamento finale dei vari gas prodotti</strong></li>
<li><strong>a monte per il raffreddamento dell&#8217;aria in ingresso ai compressori</strong></li>
</ul>
<p>Si tratta di vincere l&#8217;inerzia psicologica che porta ad utilizzare apparecchiature consolidate, che possono essere sostituite con altre decisamente innovative e più performanti.</p>
<p>Ormai gli scambiatori a piastre possono essere utilizzati con ottimi risultati su molteplici applicazioni di questo tipo. Certamente è richiesta una certa <strong>esperienza nel dimensionamento</strong>, nonchè alcune <a href="http://"><strong>accortezze nella installazione</strong></a>, soprattutto quando si devono prendere in considerazione le condense generate dalla deumidificazione dell&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/foto1.jpg"></a><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/istock_000004499723medium.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-540 aligncenter" title="Impianto di frazionamento all\'interno di un petrolchimico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/istock_000004499723medium-150x150.jpg" alt="Impianto di frazionamento all\'interno di un petrolchimico" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">Scambiatori a piastre saldobrasate per aria compressa</media:title>
			<media:description type="html">Scambiatori a piastre saldobrasate per aria compressa</media:description>
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			<media:title type="html">particolare di scambiatore a fascio tubiero</media:title>
			<media:description type="html">particolare di scambiatore a fascio tubiero</media:description>
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			<media:title type="html">Impianto di frazionamento all&#8217;interno di un petrolchimico</media:title>
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