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	<title>Tempco Blog &#187; Corrosione</title>
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	<description>Soluzioni per l'energia termica</description>
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		<title>Corrosione e scambiatori di calore</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 12:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori a piastre]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso nel nostro lavoro ci troviamo a dover raffreddare o riscaldare fluidi di vario genere, che non siano la solita acqua o i vari fluidi di servizio. La questione che puntualmente si presenta è relativa alla resistenza alla corrosione dei materiali costruttivi degli scambiatori di calore che entreranno a contatto con questi fluidi. Non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso nel nostro lavoro ci troviamo a dover raffreddare o riscaldare fluidi di vario genere, che non siano la solita acqua o i vari fluidi di servizio.</p>
<p>La questione che puntualmente si presenta è relativa alla <strong>resistenza alla corrosione dei materiali costruttivi</strong> degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84" target="_blank">scambiatori di calore</a> che entreranno a contatto con questi fluidi.</p>
<p>Non è possibile dare delle garanzie sulla corrosione, stante la variabilità di fattori che influenzano l&#8217;aggressività di un fluido nei confronti dei materiali con i quali viene in contatto:</p>
<ul>
<li>concentrazione</li>
<li>temperatura</li>
<li>velocità</li>
</ul>
<p>solo per citare i più comuni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0021.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3056" title="Piastre corrose" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0021-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-3052"></span>In ogni caso cerchiamo di fornire ai clienti la maggiore assistenza possibile, nella determinazione del tipo di materiale più adeguato per il servizio richiesto, tramite la consultazione delle <a href="http://www.tempco.it/download.asp?ID=9" target="_blank">tabelle in nostro possesso</a> e l&#8217;esperienza accumulata nel corso degli anni.</p>
<p>Di seguito potete trovare un rapido diagramma che può essere utile per una prima grossolana selezione dei materiali, in base alla presenza di cloruri nell&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/05/LIMITI-DI-APPLICABILITA.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3054" title="Cloruri e piastre" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/05/LIMITI-DI-APPLICABILITA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0021-150x150.jpg" />
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			<media:title type="html">Piastre corrose</media:title>
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		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/05/LIMITI-DI-APPLICABILITA.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Cloruri e piastre</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Il trattamento dell&#8217;acqua negli impianti</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2421/il-trattamento-dellacqua-negli-impianti/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2421/il-trattamento-dellacqua-negli-impianti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento delle acque]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corretto condizionamento dell&#8217;acqua negli impianti sia di raffreddamento che di riscaldamento è importante, lo abbiamo sottolineato diverse volte. Più volte abbiamo sottolineato che una incrostazione o lo sporcamento dei sistemi di scambio termico e di generazione di energia termica: refrigeratori caldaie impianti di produzione acqua fredda per condizionamento scambiatori torri evaporative dry cooler centraline [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corretto condizionamento dell&#8217;acqua negli impianti sia di raffreddamento che di riscaldamento è importante, lo abbiamo sottolineato diverse volte.</p>
<p>Più volte abbiamo sottolineato che una incrostazione o lo sporcamento dei sistemi di scambio termico e di generazione di energia termica:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">refrigeratori</a></li>
<li>caldaie</li>
<li>impianti di produzione acqua fredda per condizionamento</li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torri evaporative</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">dry cooler</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22">centraline di termoregolazione</a></li>
</ul>
<p>è determinante per il corretto funzionamento ed il mantenimento delle prestazioni di progetto.</p>
<p>Le incrostazioni però colpiscono anche tutti gli organi installati sui circuiti&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/07/DSCF4395.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2423    aligncenter" title="Valvola di regolazione incrostata da ossidazione e carbonati" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/07/DSCF4395-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/07/DSCF4395.jpg"></a><span id="more-2421"></span>Proprio nei giorni scorsi siamo intervenuti su di un impianto, dove sono installate un certo numero di valvole automatiche, modulanti.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo circa <em>18 mesi di funzionamento regolare</em>, il cliente chiama allarmato, in quanto alcune valvole risultano non funzionanti.</p>
<p style="text-align: left;"><em>In un primo tempo di pensa ad un problema di attuatori</em>, ma dopo un rapido controllo, ci si rende conto che sono proprio le valvole che non funzionano, <em>la parte meccanica risulta bloccata</em>.</p>
<p style="text-align: left;">Durante una fermata notturna dell&#8217;impianto, si procede allo smontaggio di una delle valvole, trovando il <strong>corpo completamente incrostato</strong> e praticamente inutilizzabile.</p>
<p style="text-align: left;">Si prova a revisionarle, ma lo strato di incrostazioni e di ossidi di ferro ha intaccato seriamente gli otturatori, risulta meno costosa la sostituzione dei corpi.</p>
<p style="text-align: left;">Facciamo una analisi dell&#8217;acqua del cliente ed in collaborazione con degli specialisti centriamo immediatamente un <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=88"><strong>trattamento chimico</strong></a> da applicare, che viene &#8220;caldamente&#8221; consigliato al cliente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/07/DOSING_CHEMICALS_002.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2426" title="DOSING_CHEMICALS" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/07/DOSING_CHEMICALS_002-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Due giorni dopo, l&#8217;impianto è di nuovo in funzione al 100%, fortunatamente le valvole in questione erano dedicate alle emergenze&#8230;e nei due giorni di fermo valvole, non ce ne sono state. Nel frattempo erano strato installate valvole manuali per ogni evenienza.</p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Valvola di regolazione incrostata da ossidazione e carbonati</media:title>
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			<media:title type="html">DOSING_CHEMICALS</media:title>
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		<title>Protezione per climi marini</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2206/protezione-per-climi-marini/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2206/protezione-per-climi-marini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto parlando ovviamente di protezione dalla corrosione in atmosfera marina dei macchinari&#8230;non certo di creme solari o mute in neoprene. Ci capita molto spesso di installare i nostri macchinari in ambienti limitrofi al mare. Infatti molti insediamenti industriali, si sviluppano sulle coste, per problemi logistici e tecnologici. Petrolchimici, power plants, impianti chimici, ce n&#8217;è per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto parlando ovviamente di <strong>protezione dalla corrosione in atmosfera marina dei macchinari</strong>&#8230;non certo di creme solari o mute in neoprene.</p>
<p>Ci capita molto spesso di installare i nostri macchinari in ambienti limitrofi al mare. Infatti molti insediamenti industriali, si sviluppano sulle coste, per problemi logistici e tecnologici.</p>
<p><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=24">Petrolchimici, power plants, impianti chimici</a>, ce n&#8217;è per tutti i gusti.</p>
<p>In questi insediamenti, esistono delle necessità di resistenza alla corrosione delle apparecchiature, che non riscontriamo negli ambienti industriali classici, <em>infatti oltre all&#8217;atmosfera già di per sé piuttosto aggressiva, dovuta a sospensioni causate dalle lavorazioni effettuate, si aggiunge l&#8217;atmosfera carica di salinità tipica del mare</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/iStock_000000963358Medium.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2211  aligncenter" title="Impianto petrolchimico con torri a tiraggio naturale iperboliche" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/iStock_000000963358Medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-2206"></span>Esistono diversi studi effettuati sui vari tipi di protezione efficaci in questi ambienti, a queste abbiamo aggiunto una esperienza ormai maturata in anni di installazioni e di feedback dal campo.</p>
<p>Dobbiamo inevitabilmente distinguere di quale tipo di macchina stiamo parlando, infatti non potremo adottare la protezione che applichiamo ad un elettroradiatore ad una torre evaporativa e viceversa.</p>
<p><strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">TORRI EVAPORATIVE</a></strong><strong>.</strong></p>
<p>Queste macchine nascono per lavorare in ambienti già di per sé aggressivi, tanto è vero che il ciclo di protezione applicato a queste macchine nella versione standard, è adeguato anche per un ambiente marino industriale pesante:</p>
<ul>
<li>lamiera prezincata</li>
<li>lavorazioni meccaniche preventive</li>
<li>verniciatura con polveri poliestere ad alto spessore e cottura in forno</li>
<li>bulloneria di assemblaggio inox</li>
<li>assenza di viti &#8220;parker&#8221; o autofilettanti (per non rovinare il lavoro svolto qui sopra).</li>
</ul>
<p>Questi sono i semplici ma efficaci sistemi che adottiamo.</p>
<p>Nel caso il cliente lo desideri, possiamo addirittura realizzare tutta la torre in acciaio inossidabile; personalmente consiglio questa esecuzione non tanto per il clima marino (i cloruri sono corrosivi nei confronti dell&#8217;acciaio inossidabile), quanto per atmosfere cariche di solventi o idrocarburi.</p>
<p>Alternativa ulteriore la vetroresina, anche in questo caso un distinguo è d&#8217;obbligo&#8230;parlo di vetroresina ad alto spessore, altrimenti la resistenza chimica cede decisamente il passo di fronte alla resistenza meccanica non accettabile per un prodotto industriale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/DSCF3644.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2214  aligncenter" title="Torre evaporativa inox per impianto in atmosfera aggressiva" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/DSCF3644-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">ELETTRORADIATORI</a></strong></p>
<p>Per quanto riguarda la carpenteria di supporto, ripeto praticamente quanto citato per le torri.</p>
<p>Il punto debole qui diventano le tubazioni in rame e le alette in alluminio.</p>
<p>Fondamentalmente ci sono due alternative:</p>
<ul>
<li><strong>stagnatura</strong></li>
<li><strong>verniciatura epoxy</strong></li>
</ul>
<p>Il primo metodo, prevede il rivestimento complessivo dello scambiatore con stagno, mediante immersione a caldo.</p>
<p>Metodo efficace, ma parecchio costoso, che inficia in una certa misura l&#8217;efficienza dello scambiatore</p>
<p>Il secondo metodo, che tendiamo a raccomandare, prevede una verniciatura con vernici epossidiche, che garantisce una elevata resistenza alle nebbie saline concentrate.</p>
<p>Anche questo metodo costa abbastanza, ma negli anni si è dimostrato decisamente efficace, con numerose applicazioni su radiatori installati su piattaforme estrattive, quindi in pieno &#8220;clima marino&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/DSCF3580.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2215  aligncenter" title="TFIN elettroradiatore con alette con protezione epoxy per atmosfera marina" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/DSCF3580-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">GRUPPI FRIGORIFERI</a></strong></p>
<p>Per i gruppi frigoriferi, vengono applicati i due metodi sopradescritti contemporaneamente.</p>
<p>La carpenteria viene realizzata come per le torri evaporative, mentre i condensatori ad aria, vengono trattati esattamente come gli elettroradiatori.</p>
<p><strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18">PACKAGE UNITS</a></strong></p>
<p>In questo caso, essendo prodotti speciali realizzati praticamente su commessa, ci si rifà alle secifiche dettate dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/General_contractor">main contractor</a> o dalla società di engineering (<a href="http://www.saipem.it/site/Home.html">Saipem</a>, <a href="http://www.mairetecnimont.it/">Tecnimont</a>, Maire, <a href="http://www.tenovagroup.com/">Tenova</a>, <a href="http://www.technip.com/english/index.html">Technip</a>, <a href="http://www.saudiaramco.com/irj/portal/anonymous">Aramco</a>, <a href="http://www.molgroup.hu/en/">Mol</a>, ecc&#8230;).</p>
<p>Nel caso non vi siano specifiche particolari, solitamente prevediamo una abbondante mano di primer zincante inorganico, su base sabbiata SA2,5 seguita da un ciclo di vernice epossidica.</p>
<p>Tutta la bulloneria anche in questo caso sarà in acciaio inossidabile, anche se spesso viene richiesta in acciaio nichelato.</p>
<p>Da questo punto di vista devo dire che le specifiche più restrittive che abbiamo finora trovato, risultano quelle relative a delle piattaforme per il mare del Nord in Norvegia&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/iStock_000003663063Medium.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2213  aligncenter" title="Piattaforma estrattiva" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/iStock_000003663063Medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Impianto petrolchimico con torri a tiraggio naturale iperboliche</media:title>
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			<media:title type="html">Torre evaporativa inox per impianto in atmosfera aggressiva</media:title>
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			<media:title type="html">Piattaforma estrattiva</media:title>
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		<title>Biogas e corrosione</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2000/biogas-e-corrosione/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 16:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[biogas]]></category>
		<category><![CDATA[Cogenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Condense]]></category>
		<category><![CDATA[Corrosione]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo ormai decine di applicazioni attive nel campo della cogenerazione tramite biogas. Si tratta di una applicazione collaudata e standardizzata. In questi ultimi anni, abbiamo anche avuto modo di analizzare e risolvere alcune delle più frequenti insidie che possono creare problemi a questa tipologia di impianti: la corrosione ambientale. E&#8217; chiaro e risaputo che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo ormai decine di applicazioni attive nel campo della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cogenerazione">cogenerazione</a> tramite <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biogas">biogas</a>.</p>
<p>Si tratta di una applicazione collaudata e standardizzata.</p>
<p>In questi ultimi anni, abbiamo anche avuto modo di analizzare e risolvere alcune delle più frequenti insidie che possono creare problemi a questa tipologia di impianti: <strong>la corrosione ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/01/biogas_3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2003  aligncenter" title="impianto di deumidificazione biogas" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/01/biogas_3-150x150.jpg" alt="impianto di deumidificazione biogas" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-2000"></span>E&#8217; chiaro e risaputo che il biogas è un elemento poco pulito e spesso carico di contaminanti che possono avere effetto di corrosione con le parti con cui viene in contatto, tanto è vero che gli scambiatori di calore con i quali lo si tratta (<a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=113"><strong>deumidificazione e raffreddamento</strong></a>) o con i quali si effettua il <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=110"><strong>recupero dell&#8217;energia termica</strong></a> (scambiatore fumi), sono realizzati in materiali adeguati (<strong>1.4401 ovvero AISI 316</strong>).</p>
<p>E&#8217; meno evidente che anche l&#8217;<em>ambiente dove operano questi impianti</em>, può essere contaminato da <em>elementi corrosivi.</em></p>
<p>Infatti a seconda ci si ritrovi in allevamenti animali o discariche, sicuramente l&#8217;ambiente potrà essere carico di elementi che operano una azione corrosiva sulle apparecchiature limitrofe.</p>
<p>I <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">gruppi frigoriferi</a>, i <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">radiatori </a>di dissipazione dei motori endotermici ed in genere tutte le macchine che trattano elevati volumi di aria, rischiano di essere sottoposti all&#8217;azione corrosiva degli agenti contaminanti.</p>
<p>A questo proposito, abbiamo sviluppato dei sistemi di di protezione adeguata, per ogni tipo di macchinario.</p>
<p>L&#8217;importante è che il cliente comunichi il luogo ed il tipo di impianto dove verrà installato il sistema di cogenerazione, in modo da poter adottare la protezione adeguata.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/01/P1010007.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-2007  aligncenter" title="separatore di condense in acciaio inossidabile per biogas" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/01/P1010007-150x150.jpg" alt="separatore di condense in acciaio inossidabile per biogas" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">impianto di deumidificazione biogas</media:title>
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			<media:title type="html">separatore di condense in acciaio inossidabile per biogas</media:title>
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		<title>Doppia parete quando serve?</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1916/doppia-parete-quando-serve/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1916/doppia-parete-quando-serve/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto parlando di scambiatori di calore a piastre a doppia parete&#8230;ovviamente. Gli scambiatori &#8220;double wall&#8221; o a doppia parete, nascono per applicazioni ben specifiche, dove è assolutamente da scongiurare una miscelazione tra i fluidi primario/secondario di un processo. Cito per fare qualche esempio: applicazioni in ambito alimentare raffreddamento di olio per trasformatori sostanze corrosive Nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto parlando di <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatori di calore a piastre</a> a doppia parete</strong>&#8230;ovviamente.</p>
<p>Gli scambiatori &#8220;double wall&#8221; o a doppia parete, nascono per applicazioni ben specifiche, dove è assolutamente da scongiurare una miscelazione tra i fluidi primario/secondario di un processo.</p>
<p>Cito per fare qualche esempio:</p>
<ul>
<li><em>applicazioni in ambito alimentare</em></li>
<li><em>raffreddamento di olio per trasformatori</em></li>
<li><em>sostanze corrosive</em></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/prod2-150x150.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-1916"></span>Nei casi sopracitati il double wall è una scelta imposta, diversamente è meglio valutare bene se sia necessario mettersi in &#8220;sicurezza&#8221; utilizzando questa tipologia di scambiatore o ricorrere a sistemi di diverso tipo.</p>
<p>Per capire il motivo di quello che scrivo, descriviamo prima di tutto come è fatto un double wall:</p>
<p>in pratica si tratta di uno <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatore di calore a piastre di tipo ispezionabile</a> (adesso ne esistono anche di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=31">saldobrasati</a>), che ha una doppia piastra al posto della piastra singola tradizionale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/Safetytherm_Pagina_1_Immagine_0001.jpg" alt="" /></p>
<p>Questo in caso di corrosione e foratura di una piastra, provoca le perdite di fluido verso l&#8217;esterno scongiurando la miscelazione tra i circuiti primario e secondario.</p>
<p>In questo modo però risulta facile comprendere come vi sia un decremento delle prestazioni dello scambiatore per due motivi:</p>
<ul>
<li><em>interposizione tra i due fluidi di scambio di una camera d&#8217;aria (tra le due piastre contigue vi è una intercapedine)<br />
</em></li>
<li><em>maggiore spessore della piastra di scambio (doppio spessore circa).</em></li>
</ul>
<p>Questo decremento comporta quindi una necessità di maggiore superficie di scambio per attuare lo stesso lavoro termico, quindi maggiore superficie di scambio, ovvero maggiore numero di piastre, che si traduce in <strong>costi superiori</strong>.</p>
<p>In settori meno critici, si scongiura la miscelazione dei due fluidi, accettando che una eventuale perdita fra le piastre porti al travaso del circuito più critico verso il circuito meno critico, giocando sulle pressioni di lavoro&#8230;<strong>semplice ma efficace</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/COLPOARIETE_TCB_TCP_001.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-1924  aligncenter" title="doppia guarnizione nella zona del bocchello" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/COLPOARIETE_TCB_TCP_001-150x150.jpg" alt="doppia guarnizione nella zona del bocchello" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/prod2-150x150.jpg" />
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		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/Safetytherm_Pagina_1_Immagine_0001.jpg" medium="image" />
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/COLPOARIETE_TCB_TCP_001.JPG" medium="image">
			<media:title type="html">doppia guarnizione nella zona del bocchello</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Tubi inossidabili duplex per scambiatori di calore</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1894/tubi-inossidabili-duplex-per-scambiatori-di-calore/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1894/tubi-inossidabili-duplex-per-scambiatori-di-calore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Con forti tenori di elementi di lega, gli acciai inox e le leghe super-austenitiche resistono bene alla corrosione, ma con limitate proprietà meccaniche ed economiche. Una famiglia di acciai inox austeno – ferritici (duplex), abbina resistenza alla corrosione e resistenza meccanica per tubi senza saldatura. Sandvik Materials Te­chnology, acciaieria svedese produttrice di tubi inossidabili senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con forti tenori di elementi di lega, gli acciai inox e le leghe super-austenitiche resistono bene alla corrosione, ma con limitate proprietà meccaniche ed economiche. Una famiglia di acciai inox austeno – ferritici (duplex), abbina resistenza alla corrosione e resistenza meccanica per tubi senza saldatura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/MARGEN_TCPU_VASO_ESPAN_020-300x224.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-1894"></span></p>
<p>Sandvik Materials Te­chnology, acciaieria svedese produttrice di tubi inossidabili senza saldatura, ha dato un forte impulso allo sviluppo di una famiglia di acciai inossidabili molto innovativa, commercialmente cono­sciuta con il nome di duplex. Queste leghe di acciaio oltre a resistere bene ai molteplici prodotti corrosivi trattati dalle industrie chimiche e petrolchimiche, offre la possibilità di sfrutta­re valori di resistenza meccanica superiori a quelli dei tradizionali acciai inossidabili austenitici e degli acciai al carbonio ad alta resi­stenza, diventando quindi una scelta interessante per la realizzazione di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=121">scambiatori di calore a fascio tubiero.</a></p>
<p>L&#8217;evoluzione degli acciai austeno-ferritici è avvenuta con la introduzione di tubi senza saldatura in qualità sempre più performanti realizzati con leghe denominate duplex, su­per-duplex fino ad arrivare ad un ancor più innovativo Iper-Duplex conosciuto con il nome SAF 2707HD. I tubi scambiatori di SAF 2707HD sono stati sperimentati anche in applicazioni molto severe con fluidi molto aggressivi, come ad esempio in scambiatori di calore raffreddati con acqua di mare clorata contenenti elevati tenori di cloruri in ambienti equa­toriali, in scambiatori particolarmente critici di raffinerie, e in processi chimici a contatto con miscele di acidi organici par­ticolarmente corrosive. La resistenza alla corrosione da sola negli scambiatori di calore non basta, infatti è richiesta una elevata resistenza meccanica abbinata ad buona fabbricabilità.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1905 aligncenter" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/geabloc11-210x300.jpg" alt="geabloc1" width="210" height="300" /></p>
<p><strong>Scambio di calore affidabile</strong><br />
Negli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatori di calore a piastre</a> si riescono a raggiungere ottime resistenze alla corrosione, grazie all’impiego di materiali quali il titanio, il titanio/palladio, l’hastelloy, il monel o l’inconel, ma i limiti di pressione e temperatura legati a questa tipologia di scambiatori, fa propendere alcuni item di processo verso scelte necessariamente più tradizionali, legate agli scambiatori a fascio tubiero. Nonostante gli avanzamenti tecnologici degli scam­biatori di calore compatti, gli scambiatori shell &amp; tube e gli air cooler sono i componenti più popolari per le operazioni pe­trolchimiche di base grazie alla loro capacità di unire elevati carichi termici a facilità di manutenzione e pulizia. Si stanno certamente sempre di più sviluppando soluzioni che tendono ad unire i vantaggi degli uni con quello degli altri, ovvero gli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=33">scambiatori a piastre “fully welded”</a>, che sempre di più stanno prendendo piede in ambito processistico.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/geabloc2-300x58.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
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		<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/MARGEN_TCPU_VASO_ESPAN_020-300x224.jpg" />
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/MARGEN_TCPU_VASO_ESPAN_020-300x224.jpg" medium="image" />
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/geabloc11.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">geabloc1</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/geabloc11-150x150.jpg" />
		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/11/geabloc2-300x58.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Corrosione o erosione</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1869/corrosione-o-erosione/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1869/corrosione-o-erosione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 14:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[A distanza di alcuni anni di onorato servizio, di colpo una serie di scambiatori che sono sempre andati bene, si mettono a miscelare e perdere&#8230; Analizziamo le piastre che ci sono state rese per la rigenerazione e la riguarnitura, risultano al 100% bucate. ma non si tratta di pitting, sono veri e propri crateri, localizzati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di alcuni anni di onorato servizio, di colpo una serie di <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori</a></strong> che sono sempre andati bene, si mettono a miscelare e perdere&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_1182.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-1870    aligncenter" title="Piastre corrose" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_1182-150x150.jpg" alt="Piastre corrose" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_1182.JPG"></a><span id="more-1869"></span>Analizziamo le piastre che ci sono state rese per la rigenerazione e la riguarnitura, risultano al 100% bucate.</p>
<p style="text-align: left;">ma non si tratta di pitting, sono veri e propri crateri, localizzati nella zona del bocchello.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/DSCF0021.jpg"><br />
<img class="size-thumbnail wp-image-1871  aligncenter" title="corrosione in uno scambiatore a piastre" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/DSCF0021-150x150.jpg" alt="corrosione in uno scambiatore a piastre" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>La piastra finale è completamente consumata.</strong></p>
<p>Verifichiamo concentrazioni e temperature, si è passati da acqua con acido solforico al 20% per la quale l&#8217;AISI 316 andava benissimo, ad una concentrazione più che doppia, ma soprattutto il processo che prima richiedeva un raffreddamento, ora prevede un riscaldamento con vapore&#8230;con temperature di parete che raggiungono i 105°C.</p>
<p><strong>Risultato corrosione assicurata.</strong></p>
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		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_1182.JPG" medium="image">
			<media:title type="html">Piastre corrose</media:title>
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		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/10/DSCF0021.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">corrosione in uno scambiatore a piastre</media:title>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Fenomeni di corrosione negli scambiatori a piastre saldobrasati con rame</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1449/fenomeni-di-corrosione-negli-scambiatori-a-piastre-saldobrasati-con-rame/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1449/fenomeni-di-corrosione-negli-scambiatori-a-piastre-saldobrasati-con-rame/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 08:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante il ciclo lavorativo di uno scambiatore a piastre saldobrasato, si possono verificare diversi tipi i corrosione. Corrosione localizzata Negli scambiatori di calore si possono formare cricche per causa di depositi o incrostazioni localizzate nei punti di contatto delle piastre. Corrosione diffusa La corrosione diffusa solitamente interessa il rame e non l’acciaio inossidabile, con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il ciclo lavorativo di uno <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=31">scambiatore a piastre saldobrasato</a>, si possono verificare diversi tipi i corrosione.</p>
<p><em><strong>Corrosione localizzata </strong></em><br />
Negli scambiatori di calore si possono formare cricche per causa di depositi o incrostazioni localizzate nei punti di contatto delle piastre.</p>
<p><em><strong>Corrosione diffusa</strong></em><br />
La corrosione diffusa solitamente interessa il rame e non l’acciaio inossidabile, con una conseguente perdita delle caratteristiche meccaniche dello scambiatore stesso.</p>
<p><em><strong>Corrosione galvanizzata</strong></em><br />
Il contatto metallico fra rame ed acciaio inossidabile con l’acqua di scambio,  può causare una corrosione del metallo più “elettronegativo”, in questo caso il  rame.</p>
<p><em><strong>Corrosione da sforzo (stress)</strong></em><br />
La corrosione da sforzo può interessare l’acciaio inossidabile se sono presenti sforzi di tensione o pressioni pulsanti ad elevata frequenza, in assenza di sistemi di smorzamento.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/06/CBE_ROTTO_SCAMBIATORE_008.JPG"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1486" title="CBE_ROTTO_SCAMBIATORE_008" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/06/CBE_ROTTO_SCAMBIATORE_008-150x150.jpg" alt="CBE_ROTTO_SCAMBIATORE_008" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-1449"></span></p>
<p><strong>Caratteristiche dell’acqua</strong><br />
I parametri che vanno monitorati sono i seguenti:<br />
- Temperatura,<br />
- pH,<br />
- Conducibilità,<br />
- Durezza,<br />
- Alcalinità<br />
- Concentrazione di cloruri, solfati e nitrati.</p>
<p>Qui di seguito è riportata la descrizione dei parametri dell&#8217;acqua più importanti e le loro specifiche.</p>
<p>• Temperatura:  generalmente un aumento della temperatura aumenta il tasso di corrosione per la maggior parte dei metalli. Per il rame in acqua calda, la probabilità della pitting è più alta alle temperature sopra 60°C. Lo stesso effetto lo si ritrova sull’acciaio inossidabile, per quanto riguarda i cloruri.</p>
<p>• pH:  generalmente la principale causa di corrosione del rame dipende dal pH allo scopo di limitare i rischi di corrosione. Il valore di pH va mantenuto tra 7.5 e 9.0.</p>
<p>• Alcalinità:  si raccomanda di  non superare una concentrazione di <del datetime="2011-01-28T08:44:50+00:00">HCO</del> HCO3- di 300 mg/l.</p>
<p>• Conducibilità: una elevata conducibilità dell’acqua aumenterà generalmente il tasso di corrosione nella maggior parte di metalli. Una conducibilità massima di 500 µS/cm è in generale il valore  limite più adatto.</p>
<p>• Durezza: il rame non è compatibile con l’acqua demineralizzata, di conseguenza un valore corretto del rapporto [Ca2+, Mg2+] / [HCO3-]  dovrebbe essere maggiore di  0.5.</p>
<p>• Cloruro:  la presenza del cloruro nell&#8217;acqua aumenterà il rischio di corrosione localizzata sull’acciaio inossidabile. Il valore limite dipenderà dalla temperatura. Qui di seguito sono riportati i limiti di cloruro alle varie temperature.</p>
<p style="text-align: center;">Limiti di cloruro<br />
1000 mg/l a 25°C<br />
300 mg/l a 50°C<br />
100 mg/l a 80°C<br />
0 mg/l a T &gt; 100°C</p>
<p>• Solfato: le alte concentrazioni di solfato aumentano il rischio di corrosione del rame. Si raccomanda una concentrazione massima nel solfato di 100 mg/l,  la corrosione può anche avvenire a concentrazioni più basse se [HCO3-] / [SO42-]  è inferiore a 1.</p>
<p>• Nitrato: gli ioni del nitrato hanno un&#8217;influenza simile a quella del solfato e una concentrazione massima nel nitrato di 100 mg/l è raccomandabile.</p>
<p>In molte applicazioni l&#8217;aggiunta di cloro all’ acqua è necessaria per motivi batteriologici. Il cloro diminuisce la resistenza della corrosione dell’ acciaio inossidabile. Bisogna cercare di mantenere la concentrazione di cloro sotto agli 0,5 mg/l, per evitare la corrosione dell’AISI 316L (1.4404)</p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">CBE_ROTTO_SCAMBIATORE_008</media:title>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Resistenza alla corrosione da cloruri</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1189/resistenza-alla-corrosione-da-cloruri/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1189/resistenza-alla-corrosione-da-cloruri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempcoblog.it/?p=1189</guid>
		<description><![CDATA[  E&#8217; interessante conoscere la resistenza alla corrosione dei materiali. Infatti siamo spesso convinti che l&#8217;acciaio inox sia inattaccabile&#8230;è inossidabile&#8230;già inossidabile ma non in assoluto. Infatti nonostante la sua elevata reesistenza alla corrosione ed all&#8217;ossidazione, ovvero all&#8217;azione ossidante dell&#8217;ossigeno, che non lo fa arrugginire, ci sono delle particelle che lo attaccano senza problemi, soprattutto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; interessante conoscere la resistenza alla corrosione dei materiali. Infatti siamo spesso convinti che l&#8217;acciaio inox sia inattaccabile&#8230;è inossidabile&#8230;già inossidabile ma non in assoluto.</p>
<p style="text-align: left;">Infatti nonostante la sua elevata reesistenza alla corrosione ed all&#8217;ossidazione, ovvero all&#8217;azione ossidante dell&#8217;ossigeno, che non lo fa arrugginire, ci sono delle particelle che lo attaccano senza problemi, soprattutto in condizioni di concentrazione e di temperatura elevate.</p>
<p style="text-align: left;">Sto parlando dei cloruri.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-titanio-forate-da-pitting.jpg"></a><br />
<img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1188" title="piastre-in-titanio-forate-da-pitting" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-titanio-forate-da-pitting-150x150.jpg" alt="piastre-in-titanio-forate-da-pitting" width="150" height="150" />
</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1189"></span>Ovviamente nelle applicazioni &#8220;standard&#8221; il problema non si pone, ma se ad esempio cominciamo a parlare di acqua di una piscina, dobbiamo fare attenzione, infatti l&#8217;acqua della piscina viene trattata per essere igienizzata con cloruri (candeggina, ipoclorito, che dir si voglia).</p>
<p style="text-align: left;">La concentrazione di questi cloruri, quando supera i 300 ppm (parti per milione), diventa aggressiva nei confronti dell&#8217;acciaio inox. Considerando che lo spessore delle piastre di uno scambiatore di calore a piastre varia da 0,5 a 0,6 mm (o meno), possiamo capire quanto il richio di corrosione/foratura/vaiolature/pitting, possa essere reale.</p>
<p style="text-align: left;">In questi casi si deve passare a materiali più nobili:</p>
<ul>
<li>acciai altolegati</li>
<li>titanio</li>
<li>hastelloy</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">ovviamente in ordine di resistenza ai cloruri&#8230;alla fine rimane la grafite oppure le materie plastiche, ma qui stiamo parlando già di altre tipologie di scambiatori di calore.</p>
<div>
<p style="text-align: left;">E&#8217; interessante conoscere la resistenza alla corrosione dei materiali. Infatti siamo spesso convinti che l&#8217;acciaio inox sia inattaccabile&#8230;è inossidabile&#8230;già inossidabile ma non in assoluto.</p>
<p style="text-align: left;">Infatti nonostante la sua elevata reesistenza alla corrosione ed all&#8217;ossidazione, ovvero all&#8217;azione ossidante dell&#8217;ossigeno, che non lo fa arrugginire, ci sono delle particelle che lo attaccano senza problemi, soprattutto in condizioni di concentrazione e di temperatura elevate.</p>
<p style="text-align: left;">Sto parlando dei cloruri.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #551a8b; text-decoration: underline;"><br />
</span>
</p>
<p style="text-align: left;"><!--more-->Ovviamente nelle applicazioni &#8220;standard&#8221; il problema non si pone, ma se ad esempio cominciamo a parlare di acqua di una piscina, dobbiamo fare attenzione, infatti l&#8217;acqua della piscina viene trattata per essere igienizzata con cloruri (candeggina, ipoclorito, che dir si voglia).</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1190" title="piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti-150x150.jpg" alt="piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La concentrazione di questi cloruri, quando supera i 300 ppm (parti per milione), diventa aggressiva nei confronti dell&#8217;acciaio inox. Considerando che lo spessore delle piastre di uno scambiatore di calore a piastre varia da 0,5 a 0,6 mm (o meno), possiamo capire quanto il richio di corrosione/foratura/vaiolature/pitting, possa essere reale.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-hastelloy.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1191" title="piastre-in-hastelloy" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-hastelloy-150x150.jpg" alt="piastre-in-hastelloy" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">In questi casi si deve passare a materiali più nobili:</p>
<ul>
<li>acciai altolegati</li>
<li>titanio</li>
<li>hastelloy</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">ovviamente in ordine di resistenza ai cloruri&#8230;alla fine rimane la grafite oppure le materie plastiche, ma qui stiamo parlando già di altre tipologie di scambiatori di calore.</p>
<div><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/chloride-resistance_tc.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1162" title="chloride-resistance_tc" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/chloride-resistance_tc-150x150.jpg" alt="chloride-resistance_tc" width="150" height="150" /></a></div>
</div>
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			<media:title type="html">piastre-in-titanio-forate-da-pitting</media:title>
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		<title>Scambiatori di calore: durata delle guarnizioni</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1166/durata-delle-guarnizioni-negli-scambiatori-di-calore/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1166/durata-delle-guarnizioni-negli-scambiatori-di-calore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 08:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempcoblog.it/?p=1166</guid>
		<description><![CDATA[E’ bene sapere che la durata delle guarnizioni degli scambiatori di calore, di qualsiasi genere di elastomero, non può essere sicura e garantita nel tempo, in quanto ci sono molti fattori che la influenzano. Temperatura: questo è il problema principale dell’elastomero, in base alla temperatura più calda o più fredda, cambierà il tempo di durata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ bene sapere che la durata delle <strong>guarnizioni</strong> degli <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a></strong>, di qualsiasi genere di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elastomero">elastomero</a>, non può essere sicura e garantita nel tempo, in quanto ci sono molti fattori che la influenzano.</p>
<p><strong>Temperatura</strong>: questo è il problema principale dell’elastomero, in base alla temperatura più calda o più fredda, cambierà il tempo di durata della guarnizione.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/guarnizioni.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1183" title="guarnizioni deteriorate in uno scambiatore a piastre" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/guarnizioni-150x150.jpg" alt="guarnizioni deteriorate in uno scambiatore a piastre" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-1166"></span></p>
<ul>
<li> Condizioni di lavoro e parametri di processo da verificarsi di volta in volta.</li>
<li> Fluidi:  a seconda del tipo di fluido, si dovrà selezionare il materiale della guarnizione, con la resistenza chimica adeguata.</li>
<li> Fluidi disincrostanti e detergenti:  se utilizzati in modo errato o con errate concentrazioni, possono compromettere seriamente le guarnizioni.</li>
<li> Solidi in sospensione:  sono causa di erosione meccanica nei confronti della guarnizione.</li>
<li>Agenti esterni: raggi U-V, nebbie saline, olii, ecc..</li>
</ul>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/smelted-gaskets.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1184" title="smelted-gaskets" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/smelted-gaskets-150x150.jpg" alt="smelted-gaskets" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Si potrebbero aggiungere molti più punti dall&#8217;interazione dei fattori sopradescritti, inoltre molti clienti, non sono consapevoli della presenza nei loro processi di prodotti nocivi alle guarnizioni.<br />
Alcuni processi si modificano rispetto alla condizione originaria, alcuni scambiatori di calore durano oltre vent’anni con  il primo <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84#">set di guarnizioni</a>.<br />
Dato il gran numero dei fattori che potenzialmente riducono il periodo di vita della guarnizione, non si possono  dare alcune conferme di quanto tempo una guarnizione realmente durerà, poichè dipende dal suo utilizzo.  Le guarnizioni non sono coperte da garanzia, in quanto sono parti usurabili.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1185" title="piastre" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-150x150.jpg" alt="piastre" width="150" height="150" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 27pt 0.0001pt; text-align: left;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">guarnizioni deteriorate in uno scambiatore a piastre</media:title>
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		</media:content>
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			<media:title type="html">smelted-gaskets</media:title>
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		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">piastre</media:title>
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