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	<title>Tempco Blog &#187; Criogenico</title>
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	<description>Soluzioni per l'energia termica</description>
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		<title>Scelta di uno scambiatore di calore &#8211; 8</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 12:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Condense]]></category>
		<category><![CDATA[Criogenico]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Applicazioni in criogenia I normali scambiatori per questo tipo di utilizzo, sono di tipo plate-fin o in alluminio saldobrasato con struttura a nido d’ape. Gli scambiatori a piastre solitamente  non possono essere considerati adattabili per applicazioni in criogenia, ma in alcune particolari applicazioni è possibile utilizzare speciali scambiatori a piastre che abbiamo sviluppato in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Applicazioni in criogenia</strong><br />
I normali scambiatori per questo tipo di utilizzo, sono di tipo plate-fin o in alluminio saldobrasato con struttura a nido d’ape. Gli scambiatori a piastre solitamente  non possono essere considerati adattabili per applicazioni in criogenia, ma in alcune particolari applicazioni è possibile utilizzare speciali scambiatori a piastre che abbiamo sviluppato in modo specifico per le bassissime temperature (<a title="T CRIO" href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=87">T CRIO</a>).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2007/10/mvc-768x.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" title="criogenico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2007/10/mvc-768x.JPG" alt="" width="360" height="480" /></a></p>
<p><span id="more-2853"></span></p>
<p><strong>Condensazione di vapore</strong><br />
In assenza di condizioni corrosive, la scelta di uno scambiatore in acciaio al carbonio è quella più conveniente. Per applicazioni con vapore a bassa pressione (25 kPa), lo scambiatore a piastre può risultare vantaggioso soprattutto se richieste particolari condizioni igieniche, possibilità di pulizia manuale, di ampliamento, oppure in presenza di acqua salmastra (in questo caso le piastre dovranno essere in titanio). Lo scambiatore a piastre risulta particolarmente compatto ed efficiente, consentendo oltre alla condensazione del vapore, anche notevoli livelli di sottoraffreddamento del condensato, utilissimi nel caso di recuperi energetici (<a title="STEAMPACK" href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=37">Steampack</a>)</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_456" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/09/regolazione-su-vapore.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-456" title="regolazione-su-vapore" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/09/regolazione-su-vapore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Valvole pneumatiche di regolazione vapore su scambiatore</p></div>
<p><strong>Scambiatori di calore per impianti di distillazione</strong><br />
Gli impianti di distillazione sono sempre composti da un condensatore posto in cima alla colonna, da un ribollitore, e spesso un sistema di preriscaldamento e/o di raffreddamento della parte bassa della colonna. In genere viene anche previsto un sottoraffreddamento delle condense. Scambiatori tipicamente utilizzati in questi impieghi, sono quelli a fascio tubiero, ma ultimamente si sono sviluppati particolari design di piastra, che permettono a questi ultimi di ottenere ottimi rendimenti, facendoli diventare una scelta preferenziale in talune applicazioni. (<a title="T WELD" href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=33">T WELD</a>)<br />
<strong><br />
Recupero di calore testa/coda colonna</strong><br />
La distillazione di un fluido  è più conveniente se l’alimentazione viene effettuata alla temperatura vicina a quella di ebollizione, uno scambiatore di calore è conseguentemente spesso installato in modo da recuperare calore utilizzando il fluido in uscita per preriscaldare il fluido in alimentazione alla colonna. Il PHE è la soluzione ideale per questo genere di recuperi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/01/impianto-chimico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-177" title="impianto chimico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/01/impianto-chimico.jpg" alt="" width="480" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<strong><br />
Sottoraffreddamento </strong><br />
La condensa rimanente prodotta dal condensatore, può richiedere un sottoraffreddamento. Ciò può essere ottenuto da un secondo condensatore costruito internamente, o dall&#8217;installazione di un condensatore separato esterno. Questa è di nuovo una applicazione ottimale per gli scambiatori a piastre PHE.</p>
<p><a href="../2790/2517/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore/">Scelta di uno scambiatore di calore</a></p>
<p><a href="../2790/2600/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-2/">Scelta di uno scambiatore di calore – 2</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2617/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-3/">Scelta di uno scambiatore di calore – 3</a></p>
<p><a href="../2790/2620/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-4/">Scelta di uno scambiatore di calore – 4</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2636/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-5/">Scelta di uno scambiatore di calore – 5</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2654/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-6/">Scelta di uno scambiatore di calore – 6</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2790/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-7/">Scelta di uno scambiatore di calore &#8211; 7</a></p>
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			<media:title type="html">criogenico</media:title>
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			<media:title type="html">regolazione-su-vapore</media:title>
			<media:description type="html">Valvole pneumatiche di regolazione vapore su scambiatore</media:description>
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			<media:title type="html">impianto chimico</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Raffreddare a deumidificare l&#8217;aria compressa</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/539/raffreddare-a-deumidificare-laria-compressa/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 12:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[aria compressa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiller]]></category>
		<category><![CDATA[Condense]]></category>
		<category><![CDATA[Criogenico]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[essicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Free cooling]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddatori evaporativi]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Torri Evaporative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il raffreddamento e la deumidificazione o essicazione dell&#8217;aria compressa, sono un passaggio fondamentale per rendere fruibile, questa &#8220;utility&#8221; per i processi che la utilizzano, siano essi semplici azionamenti pneumatici pistole di soffiaggio utensili ad azionamento pneumatico valvole di regolazione sofisticati strumenti di controllo. La presenza di umidità nell&#8217;aria compressa, senza bisogno di troppe spiegazioni, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>raffreddamento e la deumidificazione o essicazione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aria_compressa">aria compressa</a></strong>, sono un passaggio fondamentale per rendere fruibile, questa &#8220;utility&#8221; per i processi che la utilizzano, siano essi</p>
<ul>
<li>semplici azionamenti pneumatici</li>
<li>pistole di soffiaggio</li>
<li>utensili ad azionamento pneumatico</li>
<li>valvole di regolazione</li>
<li>sofisticati strumenti di controllo.</li>
</ul>
<p>La <strong>presenza di umidità</strong> nell&#8217;aria compressa, senza bisogno di troppe spiegazioni, ha <strong>effetti disastrosi</strong> su tutte queste componenti.</p>
<p>I sistemi per eliminare questa umidità sono fondamentalmente due:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">essicatori che sfruttano cicli termici</a></li>
<li>essicatori che sfruttano elementi &#8220;chimici&#8221; ad assorbimento</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/sapio_cbe_04.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-542 aligncenter" title="Scambiatori a piastre saldobrasate per aria compressa" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/sapio_cbe_04-150x150.jpg" alt="Scambiatori a piastre saldobrasate per aria compressa" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-539"></span></p>
<p>Vista la natura di questo blog, pare evidente che si parli dei primi.</p>
<p>In pratica per diminuire il contenuto di acqua nell&#8217;aria, molto semplicemente la si raffredda, facendole lambire delle superfici a bassa o bassissima temperatura, in modo da far condensare l&#8217;acqua presente nell&#8217;aria separandola. In questo modo si ottiene aria con un minor quantitativo di acqua assoluto, con un post-riscaldamento successivo, se ne controlla l&#8217;umidità relativa.</p>
<p>Giocando sulle temperature, ci si può spingere a livelli di essicamento piuttosto elevati.</p>
<p>Questi sistemi si basano sull&#8217;impiego di <strong><a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/TCHILL_7_4_2008L.pdf">gruppi frigoriferi</a>, abbinati a <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a> a superficie</strong>, l&#8217;aria compressa, viene fatta passare nel secondario dello scambiatore, mentre nel primario viene fatto passare a seconda dei livelli di temperatura e delle tipologie di impianto</p>
<ul>
<li>freon (espansione diretta)</li>
<li>acqua addittivata con antigelo</li>
<li>acqua fredda</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0036.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-544 aligncenter" title="particolare di scambiatore a fascio tubiero" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0036-150x150.jpg" alt="particolare di scambiatore a fascio tubiero" width="150" height="150" /></a></p>
<p>E&#8217; interessante vedere come negli ultimi anni, si siano sviluppati questi sistemi, basandosi sull&#8217;efficienza degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=31">scambiatori di calore a piastre</a>, utilizzandoli proprio in funzione di <strong>dryer</strong> per queste applicazioni.</p>
<p>Lo stesso tipo di scambiatore, viene invece visto ancora con diffidenza al di fuori da questi sistemi compatti, in quanto i progettisti sono abituati all&#8217;utilizzo del buon vecchio scambiatore a fascio tubiero.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0450.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-543 aligncenter" title="Particolare di scambiatore a piastre per aria compressa" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/dscf0450-150x150.jpg" alt="Particolare di scambiatore a piastre per aria compressa" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Sono invece ormai centinaia le<strong> applicazioni consolidate</strong>, realizzate con l&#8217;impiego di <strong>scambiatori di calore a piastre</strong>, anche su portate di <strong>aria compressa decisamente &#8220;importanti&#8221;</strong> se non addirittura su <a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=42">impianti di produzione di gas tecnici</a></p>
<ul>
<li><strong>a valle delle colonne di distillazione per il raffreddamento finale dei vari gas prodotti</strong></li>
<li><strong>a monte per il raffreddamento dell&#8217;aria in ingresso ai compressori</strong></li>
</ul>
<p>Si tratta di vincere l&#8217;inerzia psicologica che porta ad utilizzare apparecchiature consolidate, che possono essere sostituite con altre decisamente innovative e più performanti.</p>
<p>Ormai gli scambiatori a piastre possono essere utilizzati con ottimi risultati su molteplici applicazioni di questo tipo. Certamente è richiesta una certa <strong>esperienza nel dimensionamento</strong>, nonchè alcune <a href="http://"><strong>accortezze nella installazione</strong></a>, soprattutto quando si devono prendere in considerazione le condense generate dalla deumidificazione dell&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/foto1.jpg"></a><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/istock_000004499723medium.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-540 aligncenter" title="Impianto di frazionamento all\'interno di un petrolchimico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/istock_000004499723medium-150x150.jpg" alt="Impianto di frazionamento all\'interno di un petrolchimico" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">particolare di scambiatore a fascio tubiero</media:title>
			<media:description type="html">particolare di scambiatore a fascio tubiero</media:description>
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			<media:title type="html">Impianto di frazionamento all&#8217;interno di un petrolchimico</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Unità di termoregolazione monofluido</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/373/termoregolazione-monofluido/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/373/termoregolazione-monofluido/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 05:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criogenico]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>

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		<description><![CDATA[I processi produttivi farmaceutici e chimici per la preparazione/produzione dei principi attivi o dei prodotti primari, prevedono delle lavorazioni che vengono effettuate all&#8217;interno di macchine chiamate reattori, ma che non hanno nulla a che vedere con i reattori nucleari. Si tratta di apparecchiature, spesso in pressione e dotate di mescolatori interni (mixer), all&#8217;interno delle quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I processi produttivi <a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=69">farmaceutici e chimici</a> per la preparazione/produzione dei <strong>principi attivi o dei prodotti primari</strong>, prevedono delle lavorazioni che vengono effettuate all&#8217;interno di macchine chiamate <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=29">reattori</a>, ma che non hanno nulla a che vedere con i reattori nucleari. Si tratta di apparecchiature, spesso in pressione e dotate di mescolatori interni (mixer), all&#8217;interno delle quali vengono &#8220;mescolati&#8221; i vari componenti della ricetta che compongono il prodotto finale, che tramite reazioni chimiche consentono la realizzazione della produzione richiesta.</p>
<p>Macchine simili, anche se meno sofisticate vengono impiegate anche nell&#8217;<a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=70">industria cosmetica</a>, per la preparazione di creme o prodotti di bellezza.</p>
<p>Tali <strong>reazioni</strong> avvengono a <strong>temperature controllate</strong>, tanto è vero che queste apparecchiature, sono dotate di <strong>camicie termostatiche</strong>, all&#8217;interno delle quali viene fatto scorrere un fluido, caldo o freddo a seconda del momento della reazione, che ne consenta la perfetta <a href="http://www.tempco.it/glossario.asp?ID=13&amp;lettera=T">termoregolazione</a>, secondo le richieste della ricetta di produzione.</p>
<p>La termoregolazione di questi apparecchi un tempo veniva realizzata facendo scorrere nelle camicie o nei semitubi, alternativamente il fluido di riscaldamento (olio diatermico, acqua, vapore) ed il fluido di raffreddamento (acqua, soluzione incongelabile).</p>
<p>Questo sistema sebbene efficace comportava alcune controindicazioni:</p>
<ul>
<li>inquinamenti dei circuiti dei fluidi di servizio, in quanto risultava difficile drenare completamente i circuiti dei reattori dal fluido alternativamente caldo o freddo</li>
<li>lungaggini di tempo inaccettabili, legate alle operazioni di drenaggio e caricamento dei differenti fluidi</li>
<li>regolazione della temperatura poco precisa</li>
<li>range di temperatura ristretti</li>
</ul>
<p align="center"><a title="Centralina T REG TCPU H di produzione acqua calda demineralizzata con vapore per impianto farmaceutico T REG TCPU H" href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/06/p3230001.JPG"><img src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/06/p3230001.thumbnail.JPG" alt="Centralina T REG TCPU H di produzione acqua calda demineralizzata con vapore per impianto farmaceutico T REG TCPU H" /></a><a title="T CRIO unità criogenica di referigerazione ad azoto liquido" href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/06/dscf2424.JPG"><img src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/06/dscf2424.thumbnail.JPG" alt="T CRIO unità criogenica di referigerazione ad azoto liquido" /></a><a title="Centralina T REG TCPU HC EX di termoregolazione monofluido per reattori farmaceutici" href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/06/mvc-850x.JPG"><img src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/06/mvc-850x.thumbnail.JPG" alt="Centralina T REG TCPU HC EX di termoregolazione monofluido per reattori farmaceutici" /></a></p>
<p><span id="more-373"></span></p>
<p>I moderni <strong>sistemi di termoregolazione</strong> sono dotati di sistemi chiamati <a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=43">monofluido</a>: sono delle <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=28">centraline di termoregolazione</a> che, a seconda dei livelli di temperatura necessari per il processo, hanno a bordo due, tre o più <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a>, alimentati dai diversi fluidi di servizio (azoto liquido, soluzione incongelabile, acqua gelida, acqua di torre, vapore, olio diatermico, acqua surriscaldata) che arrivano dalla centrale termica o dai sistemi di raffreddamento centralizzati installati in azienda, che riscaldano o raffreddano un unico fluido vettore che circola all&#8217;interno dei semitubi/camicie del reattore.</p>
<p>Queste unità package, sono complete di</p>
<ul>
<li>valvole autoazionate di regolazione</li>
<li>sistemi di controllo della temperatura (centraline di termoregolazione)</li>
<li>pompe di circolazione</li>
<li>sonde di temperatura</li>
<li>sensori di pressione</li>
<li>plc</li>
<li>valvole di intercettazione</li>
</ul>
<p>e di tutti gli automatismi che permettono la gestione della temperatura necessaria al processo produttivo che asservono in totale autonomia, sotto la supervisione di un sistema centralizzato realizzato tramite computer in sala controllo.</p>
<p>Queste centraline sono realizzate in conformità alla normativa <a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/TCPU-HC-ATEX_0.pdf">Atex</a> e/o PED a secoonda delle zone di installazione e della classificazione delle aree.</p>
<p>I vantaggi di questi sistemi sono evidenti:</p>
<ul>
<li><strong>nessun inquinamento</strong> dei circuiti di servizio</li>
<li>massima <strong>precisione nel controllo della temperatura</strong></li>
<li><strong>estrema rapidità</strong> nel passaggio da un livello di temperatura ad un altro</li>
<li>flessibilità ed affidabilità</li>
</ul>
<p>la continua evoluzione di questi sistemi, nonchè la costante richiesta da parte dei processi produttivi di condizioni di lavoro estreme, ha ampliato il range di utilizzo di queste centraline, portandolo verso l&#8217;alto fino ai 400°C con l&#8217;impiego di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=33">scambiatori di calore</a> speciali, spingendo al contempo la realizzazione di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=87">unità criogeniche</a> fino a temperature di &#8211; 70°C ed oltre, mediante l&#8217;impiego di fluidi particolari, che mantengono elevati coefficienti di trasmissione del calore ed una fluidità notevole anche a temperature bassissime.</p>
<p>Nello specifico le <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=87">centraline criogeniche</a>, vengono alimentate ad azoto liquido ed utilizzano speciali fluidi siliconici o solventi come il metanolo, che hanno un range di applicazione estremo e versatile.</p>
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			<media:title type="html">Centralina T REG TCPU H di produzione acqua calda demineralizzata con vapore per impianto farmaceutico T REG TCPU H</media:title>
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			<media:title type="html">T CRIO unità criogenica di referigerazione ad azoto liquido</media:title>
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			<media:title type="html">Centralina T REG TCPU HC EX di termoregolazione monofluido per reattori farmaceutici</media:title>
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