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	<title>Tempco Blog &#187; Data sheet</title>
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	<description>Soluzioni per l'energia termica</description>
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		<title>Coefficiente globale di scambio termico</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2725/coefficiente-globale-di-scambio-termico/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 07:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori a piastre]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori saldati]]></category>

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		<description><![CDATA[In parecchi articoli apparsi su queste pagine, si è parlato di coefficiente globale di scambio termico, o di trasmissione del calore. Tale coefficiente, viene utilizzato per il corretto dimensionamento degli scambiatori di calore. Come più volte sottolineato, il coefficiente globale di scambio termico, non è sempre uguale, ma cambia in funzione di: tipi di fluidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In parecchi articoli apparsi su queste pagine, si è parlato di <a href="http://www.tempcoblog.it/616/dimensionamento-termico-di-uno-scambiatore/">coefficiente globale di scambio termico</a>, o di trasmissione del calore.</p>
<p>Tale coefficiente, viene utilizzato per il corretto dimensionamento degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a>.</p>
<p>Come più volte sottolineato, il coefficiente globale di scambio termico, non è sempre uguale, ma cambia in funzione di:</p>
<ul>
<li><strong>tipi di fluidi interessanti allo scambio termico</strong></li>
<li><strong>tipo di scambiatore</strong></li>
<li><strong>velocità dei fluidi all&#8217;interno dello scambiatore</strong></li>
<li><strong>regime di turbolenza/linearità del moto dei fluidi</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/NTseries_Pagina_2_Immagine_0001.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2731" title="plate heat exchanger" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/NTseries_Pagina_2_Immagine_0001-300x129.jpg" alt="" width="300" height="129" /></a></p>
<p><span id="more-2725"></span></p>
<p>Possiamo affermare senza tema di smentita, che è un valore intrinseco al progetto dello scambiatore, che assume rilevante importanza nel corretto dimensionamento delle apparecchiature stesse.</p>
<p>Di seguito trovate una tabella riportante alcuni dei valori tipici di scambio termico, per i più comuni casi che si presentano nella normale pratica.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/Typical-Heat-Transfer-Coefficients-1.pdf">Typical Heat Transfer Coefficients</a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">plate heat exchanger</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Resistenza alla corrosione da cloruri</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1189/resistenza-alla-corrosione-da-cloruri/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1189/resistenza-alla-corrosione-da-cloruri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[  E&#8217; interessante conoscere la resistenza alla corrosione dei materiali. Infatti siamo spesso convinti che l&#8217;acciaio inox sia inattaccabile&#8230;è inossidabile&#8230;già inossidabile ma non in assoluto. Infatti nonostante la sua elevata reesistenza alla corrosione ed all&#8217;ossidazione, ovvero all&#8217;azione ossidante dell&#8217;ossigeno, che non lo fa arrugginire, ci sono delle particelle che lo attaccano senza problemi, soprattutto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; interessante conoscere la resistenza alla corrosione dei materiali. Infatti siamo spesso convinti che l&#8217;acciaio inox sia inattaccabile&#8230;è inossidabile&#8230;già inossidabile ma non in assoluto.</p>
<p style="text-align: left;">Infatti nonostante la sua elevata reesistenza alla corrosione ed all&#8217;ossidazione, ovvero all&#8217;azione ossidante dell&#8217;ossigeno, che non lo fa arrugginire, ci sono delle particelle che lo attaccano senza problemi, soprattutto in condizioni di concentrazione e di temperatura elevate.</p>
<p style="text-align: left;">Sto parlando dei cloruri.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-titanio-forate-da-pitting.jpg"></a><br />
<img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1188" title="piastre-in-titanio-forate-da-pitting" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-titanio-forate-da-pitting-150x150.jpg" alt="piastre-in-titanio-forate-da-pitting" width="150" height="150" />
</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1189"></span>Ovviamente nelle applicazioni &#8220;standard&#8221; il problema non si pone, ma se ad esempio cominciamo a parlare di acqua di una piscina, dobbiamo fare attenzione, infatti l&#8217;acqua della piscina viene trattata per essere igienizzata con cloruri (candeggina, ipoclorito, che dir si voglia).</p>
<p style="text-align: left;">La concentrazione di questi cloruri, quando supera i 300 ppm (parti per milione), diventa aggressiva nei confronti dell&#8217;acciaio inox. Considerando che lo spessore delle piastre di uno scambiatore di calore a piastre varia da 0,5 a 0,6 mm (o meno), possiamo capire quanto il richio di corrosione/foratura/vaiolature/pitting, possa essere reale.</p>
<p style="text-align: left;">In questi casi si deve passare a materiali più nobili:</p>
<ul>
<li>acciai altolegati</li>
<li>titanio</li>
<li>hastelloy</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">ovviamente in ordine di resistenza ai cloruri&#8230;alla fine rimane la grafite oppure le materie plastiche, ma qui stiamo parlando già di altre tipologie di scambiatori di calore.</p>
<div>
<p style="text-align: left;">E&#8217; interessante conoscere la resistenza alla corrosione dei materiali. Infatti siamo spesso convinti che l&#8217;acciaio inox sia inattaccabile&#8230;è inossidabile&#8230;già inossidabile ma non in assoluto.</p>
<p style="text-align: left;">Infatti nonostante la sua elevata reesistenza alla corrosione ed all&#8217;ossidazione, ovvero all&#8217;azione ossidante dell&#8217;ossigeno, che non lo fa arrugginire, ci sono delle particelle che lo attaccano senza problemi, soprattutto in condizioni di concentrazione e di temperatura elevate.</p>
<p style="text-align: left;">Sto parlando dei cloruri.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #551a8b; text-decoration: underline;"><br />
</span>
</p>
<p style="text-align: left;"><!--more-->Ovviamente nelle applicazioni &#8220;standard&#8221; il problema non si pone, ma se ad esempio cominciamo a parlare di acqua di una piscina, dobbiamo fare attenzione, infatti l&#8217;acqua della piscina viene trattata per essere igienizzata con cloruri (candeggina, ipoclorito, che dir si voglia).</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1190" title="piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti-150x150.jpg" alt="piastre-sottoposta-alla-prove-dei-liquidi-penetranti" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La concentrazione di questi cloruri, quando supera i 300 ppm (parti per milione), diventa aggressiva nei confronti dell&#8217;acciaio inox. Considerando che lo spessore delle piastre di uno scambiatore di calore a piastre varia da 0,5 a 0,6 mm (o meno), possiamo capire quanto il richio di corrosione/foratura/vaiolature/pitting, possa essere reale.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-hastelloy.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1191" title="piastre-in-hastelloy" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/piastre-in-hastelloy-150x150.jpg" alt="piastre-in-hastelloy" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">In questi casi si deve passare a materiali più nobili:</p>
<ul>
<li>acciai altolegati</li>
<li>titanio</li>
<li>hastelloy</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">ovviamente in ordine di resistenza ai cloruri&#8230;alla fine rimane la grafite oppure le materie plastiche, ma qui stiamo parlando già di altre tipologie di scambiatori di calore.</p>
<div><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/chloride-resistance_tc.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1162" title="chloride-resistance_tc" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/chloride-resistance_tc-150x150.jpg" alt="chloride-resistance_tc" width="150" height="150" /></a></div>
</div>
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	</item>
		<item>
		<title>Che vantaggi offre lo scambiatore a piastre</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/699/che-vantaggi-offre-lo-scambiatore-a-piastre/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/699/che-vantaggi-offre-lo-scambiatore-a-piastre/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 22:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Argomento spesso dibattuto, già più volte accennato, vediamo di raccogliere velocemente i punti salienti&#8230; Design compatto Lo scambiatore di calore a piastre è il più compatto e leggero attualmente sul mercato, perchè: hanno solitamente un coefficiente di scambio termico tre volte più alto di uno scambiatore a fascio tubiero; in ogni caso quando le perdite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Argomento spesso dibattuto, già più volte accennato, vediamo di raccogliere velocemente i punti salienti&#8230;</p>
<p><strong>Design compatto</strong><br />
Lo <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatore di calore a piastre</a> è il più compatto e leggero attualmente sul mercato, perchè:</p>
<ul>
<li>hanno solitamente un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_scambio_termico">coefficiente di scambio termico</a> tre volte più alto di uno scambiatore a fascio tubiero;</li>
<li>in ogni caso quando le <a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/perditedicarico_tc.pdf">perdite di carico</a> lo permettono il valore del coefficiente di scambio è il più alto</li>
<li>
<div style="18.0pt">la superficie di scambio richiesta è quindi da 1/3 a 1/5 più piccola di quella di uno scambiatore a fascio tubiero tradizionale;</div>
</li>
<li>
<div style="18.0pt">il particolare disegno costruttivo delle piastre corrugate, consente di utilizzare spessori molto ridotti (0,4&#8230;0,8 mmm);</div>
</li>
<li>
<div style="18.0pt">non si adottano sovraspessori di corrosione, si adotta il materiale resistente alla corrosione;</div>
</li>
<li>
<div style="18.0pt">non sono necessari spazi contigui per la <a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/MANUALE_TCP_ita.pdf">manutenzione</a>.</div>
</li>
</ul>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2007/07/dscf0550.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-68" title="Scambiatore a piastre" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2007/07/dscf0550.JPG" alt="Scambiatore a piastre" width="274" height="205" /></a></p>
<p><span id="more-699"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="18.0pt"><strong>Manutenzione semplificata</strong><br />
Uno <a href="http://www.scambiatori.it/">scambiatore a piastre</a> può essere aperto e richiuso con facilità e l’accesso agli elementi del pacco di scambio per esigenze di manutenzione o sostituzione di parti danneggiate è molto rapida; solitamente l’operazione viene effettuata da una sola persona.<br />
In un’unità a <a href="http://www.tempco.it/scambiatore_piastre.html">singolo passaggio</a> (ovvero con tutti gli attacchi sul piastrone frontale), lo scambiatore viene aperto senza interferire con nessuna delle connessioni. Eventuali modifiche della capacità termica si effettuano mediante aumento o diminuzione del numero di piastre.<br />
Tutte queste procedure sono impossibili in uno scambiatore a fascio tubiero tradizionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="18.0pt"><strong>Ridotte differenze di temperatura</strong><br />
Gli scambiatori di calore a piastre possono lavorare con incroci di temperatura molto spinti e ed a parità di duty termica avere meno fluido all&#8217;interno, consentendo quindi un risparmio in termini di costi di esercizio, e minore inerzia termica<br />
È possibile ottenere scambi termici con &#8220;<a href="http://www.tempcoblog.it/607/la-scelta-dello-scambiatore-a-piastre/">delta t medi logaritmici</a>&#8221; di solo 1°C.</p>
<p class="MsoNormal" style="18.0pt"><strong>Ridotto sporcamento</strong><br />
Grazie all’elevata turbolenza, al flusso uniforme del fluido e alla superficie liscia delle piastre lo sporcamento è molto ridotto. Solitamente gli scambiatori di calore a piastre vengono sovradimensionati di circa il 10% per compensare gli effetti dello sporcamento.</p>
<p class="MsoNormal" style="18.0pt"><strong>Materiali</strong><br />
Il grande vantaggio degli scambiatori a piastre è che, nonostante siano fatti con <a href="http://www.tempcoblog.it/285/scambiatori-di-calore-a-piastre-i-materiali-delle-piastre/">materiali costosi</a>, hanno comunque un prezzo concorrenziale grazie alla loro alta efficienza e al ridotto spessore delle piastre. Si può quindi dire che, quanto più il materiale con cui sono fabbricati è pregiato, tanto più sono competitivi sul mercato.
</p>
<p class="MsoNormal" style="18.0pt">
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			<media:title type="html">Scambiatore a piastre</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La corrosione dei metalli &#8211; Articoli su InfoImpianti.it</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/701/la-corrosione-dei-metalli-nei-terreni-articoli-su-infoimpiantiit/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/701/la-corrosione-dei-metalli-nei-terreni-articoli-su-infoimpiantiit/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 22:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
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		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La corrosione dei metalli &#8211; Articoli su InfoImpianti.it.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infoimpianti.it/temi/Generale/articoli/La_corrosione_dei_metalli_nei_terreni.aspx">La corrosione dei metalli &#8211; Articoli su InfoImpianti.it</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/03/pitting-su-bocchelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-282" title="conessioni scambiatori a piastre con fenomeni di pitting da cloruri" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/03/pitting-su-bocchelli.jpg" alt="conessioni scambiatori a piastre con fenomeni di pitting da cloruri" width="480" height="360" /></a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">conessioni scambiatori a piastre con fenomeni di pitting da cloruri</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Acqua nelle torri evaporative</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/587/acqua-nelle-torri-evaporative/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/587/acqua-nelle-torri-evaporative/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 13:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Free cooling]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Torri Evaporative]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento delle acque]]></category>

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		<description><![CDATA[Come scritto più volte, l&#8217;acqua che circola negli impianti di raffreddamento asserviti da torri evaporative, va condizionata chimicamente, per evitare problemi di concentrazione eccessiva di carbonati o di formazione di alghe. Molto spesso mi vengono richiesti quali siano i valori tipici dell&#8217;acqua circolante in questi impianti di raffreddamento. Di seguito ho pensato di riportare alcune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come scritto più volte, l&#8217;<strong>acqua</strong> che circola negli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=24">impianti di raffreddamento</a> asserviti da <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torri evaporative</a>, va <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=88"><strong>condizionata chimicamente</strong></a>, per evitare problemi di concentrazione eccessiva di carbonati o di formazione di alghe.</p>
<p>Molto spesso mi vengono richiesti quali siano i <strong>valori tipici</strong> dell&#8217;acqua circolante in questi impianti di raffreddamento. Di seguito ho pensato di riportare alcune informazioni di carattere comune.</p>
<p>Considerate che in ogni caso è <strong>consigliabile procedere ad un&#8217;analisi chimica</strong> dell&#8217;acqua per poter fare una valutazione corretta del tipo di trattamento, in ogni caso quello che segue, può avere una sua utilità come <strong>linea guida</strong>.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/01/dscf3582.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-589 aligncenter" title="SKid trattamento acque" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/01/dscf3582-150x150.jpg" alt="SKid trattamento acque" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-587"></span></p>
<p>I parametri di interesse, con i quali si può operare tranquillamente con un semplice trattamento chimico antincrostante e biocida,  a due cicli di concentrazione sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Durezza:         10÷35 °F</li>
<li>Alcalinità:        100÷350 ppm</li>
<li>Cloruri:            10÷500 ppm</li>
<li>Ferro:                &lt; 0,3 ppm</li>
<li>Conducibilità:     &lt; 1.000 microSiemens</li>
<li>PH:                    6,8÷8</li>
</ul>
<p><strong>Considerazioni importanti:</strong><br />
- Se la <strong>durezza supera i 35°F</strong>, è consigliabile addolcire l&#8217;acqua, oppure operare con un condizionante adeguato prestando molta attenzione allo spurgo, ed ai cicli di concentrazione, che il condizionante può supportare.<br />
- Se i <strong>cloruri superano i 600÷700 ppm</strong>, occorre prestare attenzione, in quanto siamo in presenza di acque salmastre o acque di pozzo vicine al mare, problemi di corrosione sono prevalenti, occorre studiare un trattamento adeguato, forti anticorrosivi, attenzione ai materiali di costruzione utilizzati, l&#8217;eventuale installazione di osmosi per l&#8217;abbattimento dei sali.<br />
- Quando la <strong>conducibilità è oltre i 1000÷1500</strong>, siamo in presenza di acqua con contenuto di sali molto alti, questo determina un attenzione particolare per il trattamento, valutando quale dei sali presenti porta in alto la conducibilità,(solfati compresi).<br />
- Un valore del <strong>ferro superiore ai 0,3 ppm</strong>, richiede attenzione, se poi è ancora superiore si può pensare ad un deferrizzatore.<br />
- Un valore del <strong>PH al di fuori dei parametri scritti</strong>, porta a fare preventive valutazioni, in quanto siamo in presenza di un acqua molto probabilmente inquinata. Nella gestione del trattamento va fatto attenzione al valore del PH, quando siamo in presenza di macchine zincate (condensatori), non superare 9÷9,2.</p>
<p>Come detto sopra, chiamateci per un esame più attento.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/01/06101903.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-588 aligncenter" title="torre evaporativa in acciaio inox con sistema di dosaggio speciale" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/01/06101903-150x150.jpg" alt="torre evaporativa in acciaio inox con sistema di dosaggio speciale" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">SKid trattamento acque</media:title>
			<media:description type="html">SKid trattamento acque</media:description>
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			<media:title type="html">torre evaporativa in acciaio inox con sistema di dosaggio speciale</media:title>
			<media:description type="html">torre evaporativa in acciaio inox con sistema di dosaggio speciale</media:description>
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		<title>Scambiatori a piastre, compatibilità con i fluidi</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/567/scambiatori-a-piastre-compatibilita-con-i-fluidi/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 08:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[recupero energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti i giorni puntualmente si presenta la necessità di conoscere la compatibilità del tale fluido di processo, con il materiale delle piastre, oppure la resistenza chimica di una certa guarnizione all&#8217;azione di una determinata miscela di liquidi. In rete si trovano ormai tutte le informazioni che necessitano per queste selezioni, nel nostro sito web, abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i giorni puntualmente si presenta la necessità di <strong>conoscere la compatibilità del tale fluido di processo</strong>, con il <strong>materiale delle <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">piastre</a></strong>, oppure la resistenza chimica di una certa guarnizione all&#8217;azione di una determinata miscela di liquidi.</p>
<p>In rete si trovano ormai tutte le informazioni che necessitano per queste selezioni, nel nostro <a href="http://www.tempco.it">sito web</a>, abbiamo una sezione dedicata a questi <a href="http://www.tempco.it/download.asp?ID=9">datasheet</a>, in costante aggiornamento.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/pininfarina_tcs_002.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-571 aligncenter" title="incrostazione e corrosione in uno scambiatore a piastre" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/pininfarina_tcs_002-150x150.jpg" alt="incrostazione e corrosione in uno scambiatore a piastre" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-567"></span></p>
<p>La tabella che utilizzo più spesso alla fine è quella che riporto qui sotto.</p>
<p>Non è certamente la più completa, ma per il lavoro di tutti i giorni, riporta i casi più ripetitivi e significativi.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/tabella-compatibilita.pdf">tabella compatibilità</a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">incrostazione e corrosione in uno scambiatore a piastre</media:title>
			<media:description type="html">incrostazione e corrosione in uno scambiatore a piastre</media:description>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Le viscosità dei diversi tipi di olii lubrificanti</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/572/le-viscosita-dei-diversi-tipi-di-olii-lubrificanti/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/572/le-viscosita-dei-diversi-tipi-di-olii-lubrificanti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 22:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Free cooling]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[olio idraulico e lubrificanti]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso mi capita di fare i conti con il raffreddamento o riscaldamento di olio. A seconda del settore di applicazione, si utilizzano differenti tipologie di olii lubrificanti o idraulici. Il problema è quello relativo alle proprietà fisiche, che sono determinanti per il corretto dimensionamento degli scambiatori di calore che dovranno operare con questo olii. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso mi capita di fare i conti con il <strong>raffreddamento o riscaldamento di olio</strong>.</p>
<p>A seconda del settore di applicazione, si utilizzano differenti tipologie di olii lubrificanti o idraulici.</p>
<p>Il problema è quello relativo alle proprietà fisiche, che sono determinanti per il corretto dimensionamento degli <a href="http://www.tempco.it/?ID=84&amp;ID2=95">scambiatori di calore</a> che dovranno operare con questo olii.</p>
<p>Se per quel che riguarda calore specifico, peso specifico e conducibilità termica, i valori sono mediamente similari, un discorso diverso merita la <strong>viscosità</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/istock_000006627982xsmall.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-574" title="Scambiatori di calore per olio" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/istock_000006627982xsmall.jpg" alt="Scambiatori di calore per olio" width="311" height="386" /></a></p>
<p><span id="more-572"></span></p>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Viscosit%C3%A0"><strong>viscosità dell&#8217;olio</strong></a> infatti influenza in maniera direttamente proporzionale il <a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/T%20PLATE%20B%20OIL_ita.pdf">dimensionamento dello scambiatore di calore</a>, in quanto maggiore è la viscosità, maggiore sarà la perdita di carico che lo interesserà a parità di scambiatore e di portata.</p>
<p>Di seguito riporto i valori tipici di queste viscosità, che sono di estrema importanze, nel dimensionamento corretto degli scambiatori di calore a piastre o a fascio tubiero:</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/the-sae-system1.pdf">olii idraulici e lubrificanti</a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Scambiatori di calore per olio</media:title>
			<media:description type="html">Scambiatori di calore per olio</media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>Dosaggio chemicals nelle torri evaporative</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/561/dosaggio-chemicals-nelle-torri-evaporative/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/561/dosaggio-chemicals-nelle-torri-evaporative/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 08:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Condensatori evaporativi]]></category>
		<category><![CDATA[Corrosione]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffreddatori evaporativi]]></category>
		<category><![CDATA[Torri Evaporative]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento delle acque]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso nei precedenti articoli, ho parlato della necessità di &#8220;condizionare chimicamente&#8221; l&#8217;acqua delle torri evaporative, in quanto a lungo andare si manifestano problemi di concentrazione di carbonati e formazione di alghe. I problemi sopracitati, sono facilmente risolvibili proprio mediante un semplice, ma ben dimensionato dosaggio di prodotti chimici. Solitamente per scongiurare questi problemi è sufficiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3585.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-563" title="Sistema di spurgo automatico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3585-150x150.jpg" alt="Sistema di spurgo automatico" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Spesso nei precedenti articoli, ho parlato della necessità di &#8220;<strong><a href="http://www.tempco.it/news.asp?ID=99">condizionare chimicamente</a></strong>&#8221; l&#8217;acqua delle torri evaporative, in quanto a lungo andare si manifestano problemi di <strong>concentrazione di carbonati</strong> e <strong>formazione di alghe</strong>.</p>
<p>I problemi sopracitati, sono facilmente risolvibili proprio mediante un semplice, ma ben dimensionato dosaggio di prodotti chimici.</p>
<p><span id="more-561"></span></p>
<p>Solitamente per scongiurare questi problemi è sufficiente prevedere un sistema di dosaggio che comprenda:</p>
<ul>
<li><strong>Anti incrostante, disperdente</strong></li>
<li><strong>Alghicida</strong></li>
</ul>
<p>L&#8217;anti incrostante, mantiene in dispersione/sospensione il calcare ed i carbonati presenti nell&#8217;acqua, l&#8217;alghicida previene e/o elimina le mucillagini o le alghe che in presenza di irraggiamento solare o di calore, si formerebbero inevitabilmente.</p>
<p>Questi due non sono sufficienti ad assicurare il buon funzionamento della torre evaporativa, infatti <strong>serve attuare anche uno spurgo</strong>, allo scopo di evitare una eccessiva concentrazione di sali/carbonati nell&#8217;acqua di torre stessa.</p>
<p>Si possono adottare due sistemi:</p>
<ul>
<li><strong>Spurgo continuo</strong></li>
<li><strong>Sistema di spurgo automatico con sonda di conducibilità</strong></li>
</ul>
<p>Entrambi sono validi, a patto che venga monitorato lo stato dell&#8217;acqua in ricircolo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-562 aligncenter" title="Skid dosaggio chemicals completo di sistema di spurgo automatico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3582-150x150.jpg" alt="Skid dosaggio chemicals completo di sistema di spurgo automatico" width="150" height="150" /></p>
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			<media:title type="html">Sistema di spurgo automatico</media:title>
			<media:description type="html">Sistema di spurgo automatico</media:description>
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		</media:content>
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			<media:title type="html">Skid dosaggio chemicals completo di sistema di spurgo automatico</media:title>
			<media:description type="html">Skid dosaggio chemicals completo di sistema di spurgo automatico</media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>Scambiatori a piastre e connessioni</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/556/scambiatori-a-piastre-e-connessioni/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/556/scambiatori-a-piastre-e-connessioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 08:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[aria compressa]]></category>
		<category><![CDATA[Data sheet]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[I tradizionali scambiatori di calore a fascio tubiero, permettono una elevata personalizzazione sia in fase di progettazione che di costruzione, soprattutto nel caso di applicazioni di processo. Quando si parla di piccoli/medi scambiatori invece si trovano sul mercato scambiatori &#8220;standard&#8221;, che quindi hanno delle caratteristiche geometriche predefinite. In ogni caso le dimensioni delle connessioni, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf0794.jpg"></a><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3423.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-559 aligncenter" title="Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf0794-150x150.jpg" alt="Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile" width="150" height="150" /></p>
<p>I tradizionali <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a> a fascio tubiero, permettono una elevata personalizzazione sia in fase di progettazione che di costruzione, soprattutto nel caso di applicazioni di processo.</p>
<p>Quando si parla di piccoli/medi scambiatori invece si trovano sul mercato scambiatori &#8220;standard&#8221;, che quindi hanno delle caratteristiche geometriche predefinite. In ogni caso le dimensioni delle connessioni, hanno un discreto grado di libertà e possono essere differenziate tra primario e secondario.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3423.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-558 aligncenter" title="Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf3423-150x150.jpg" alt="Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Nel caso degli <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatori di calore a piastre</a></strong> invece le connessioni sono sempre tutte della stessa dimensione, salvo casi particolari, anche se si possono differenziare a livello di standard.</p>
<p><span id="more-556"></span></p>
<p>Infatti sebbene gli scambiatori di calore a piastre tendano ad essere forniti con costruzione standardizzata, è possibile avere connessioni realizzate secondo tipologie differenti:</p>
<ul>
<li>Bocchelli filettati Gas Maschio o Femmina (almeno fino al 2 1/2&#8243; &#8211; 3&#8243;)</li>
<li>Flange ISO/DIN ricavate sul fusto</li>
<li>Flange ISO/DIN welding neck</li>
<li>Flange Ansi ricavate sul fusto</li>
<li>Flange Ansi welding neck</li>
<li>Connessioni DIN 11851 alimentari</li>
<li>Connessioni Tri-Clamp</li>
<li>Flange SAE</li>
<li>ecc&#8230;</li>
</ul>
<p>questi sono solo alcuni esempi di tipologia di connessione disponibili.</p>
<p>Rimane il vincolo delle dimensioni che quasi sempre sono uguali per tutti i bocchelli (come dicevo salvo rari casi).</p>
<p>La differenza dei vari tipi di attacco è legata solitamente al tipo di processo che lo scambiatore deve servire o nell&#8217;ambito del quale viene installato, sia esso</p>
<ul>
<li>HVAC condizionamento</li>
<li>Processo chimico petrolchimico e relative utilities</li>
<li>Idraulico ed oleodinamico</li>
<li>Alimentare</li>
<li>ecc&#8230;</li>
</ul>
<p>Tutto questo in virtù della massima standardizzazione e rapidità di consegna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/img_0262.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-557 aligncenter" title="Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/img_0262-150x150.jpg" alt="Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/12/dscf0794.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile</media:title>
			<media:description type="html">Connessioni flangiate ricavate direttamente sul fusto in uno scambiatore a piastre ispezionabile</media:description>
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		</media:content>
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			<media:title type="html">Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero</media:title>
			<media:description type="html">Connessione flangiata su scambiatore a fascio tubiero</media:description>
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			<media:title type="html">Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto</media:title>
			<media:description type="html">Scambiatori di calore a piastre per oleodinamica con tipiche connessioni filettate femmina e prigionieri di supporto</media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>Riscaldare o raffreddare una apparecchiatura dall&#8217;esterno</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/551/riscaldare-o-raffreddare-una-apparecchiatura-dallesterno/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/551/riscaldare-o-raffreddare-una-apparecchiatura-dallesterno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 08:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Solitamente realizziamo soluzioni che permettono di termostatare o termoregolare un fluido, mediante scambiatori di calore a superficie, tramite la circolazione diretta dei fluidi al proprio interno. In altri casi, si utilizzano scambiatori di calore immersi all&#8217;interno dell&#8217;apparecchiature stessa, alimentati da fluidi caldi o freddi forniti da chiller torri evaporative caldaie centraline di termoregolazione a seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente realizziamo soluzioni che permettono di <strong>termostatare o termoregolare un fluido</strong>, mediante <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84"><strong>scambiatori di calore</strong></a> a superficie, tramite la circolazione diretta dei fluidi al proprio interno.</p>
<p>In altri casi, si utilizzano scambiatori di calore immersi all&#8217;interno dell&#8217;apparecchiature stessa, alimentati da fluidi caldi o freddi forniti da</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">chiller</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torri evaporative</a></li>
<li>caldaie</li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22">centraline di termoregolazione</a></li>
</ul>
<p>a seconda della funzione che dobbiamo ottenere.</p>
<p>Vi sono poi casi particolari, nei quali non è possibile per ragioni di processo portare il fluido all&#8217;esterno e nemmeno inserire sistemi di scambio all&#8217;interno dell&#8217;apparecchiatura. In questi casi solitamente si utilizzano particolari macchinari che hanno delle intercapedini, delle camicie o dei semitubi, applicati direttamente all&#8217;esterno, dove scorre il fluido caldo o freddo, per poter termoregolare la temperatura del prodotto all&#8217;interno del contenitore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/img_02161.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-554 aligncenter" title="T COIL scambiatore a piastre per riscaldamento mescolatore farmaceutico applicato all\'esterno" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/img_02161-150x150.jpg" alt="T COIL scambiatore a piastre per riscaldamento mescolatore farmaceutico applicato all\'esterno" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-551"></span></p>
<p>Nel caso si debba realizzare un sistema di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18">termostatazione</a> simile, su apparecchiature già esistenti (il classico <a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=43">monofluido</a>):</p>
<ul>
<li>reattori</li>
<li>filtri</li>
<li>serbatoi di stoccaggio</li>
</ul>
<p>che non sono stati costruiti con queste intercapedini, esiste una sola alternativa, ovvero utilizzare degli scambiatori di calore a piastre <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=34">T COIL</a> modellati sulla sagoma (shape) esterna dell&#8217;apparecchio, da applicare opportunamente, magari interponendo apposite <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=34">paste conduttrici</a>, allo scopo di poter riscaldare o raffreddare il prodotto.</p>
<p>Queste soluzioni sono piuttosto economiche, e permettono di evitare costosi investimenti di ricostruzione, con semplici interventi di retrofit.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/img_0213.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-555 aligncenter" title="T COIL scambiatore a piastre per riscaldamento mescolatore farmaceutico applicato all\'esterno" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/11/img_0213-150x150.jpg" alt="T COIL scambiatore a piastre per riscaldamento mescolatore farmaceutico applicato all\'esterno" width="150" height="150" /></a></p>
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