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	<title>Tempco Blog &#187; Raffreddamento</title>
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	<description>Soluzioni per l'energia termica</description>
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		<title>Raffreddamento nelle macchine utensili</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 08:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooler]]></category>
		<category><![CDATA[dissipatori]]></category>
		<category><![CDATA[dry-cooler]]></category>
		<category><![CDATA[Heater]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Refrigeratori]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori a piastre]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Una applicazione senza dubbio interessante è quella relativa alle macchine utensili. Le moderne macchine utensili per la lavorazione meccanica di precisione mediante asportazione di truciolo, necessitano di azionamenti idraulici, per le movimentazioni robotizzate, e di una lubrorefrigerazione mediante olio da taglio degli utensili, per due motivi: mantenimento delle tolleranze di lavorazione per un periodo determinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una applicazione senza dubbio interessante è quella relativa alle<strong> macchine utensili</strong>.</p>
<p>Le moderne macchine utensili per la lavorazione meccanica di precisione mediante asportazione di truciolo, necessitano di azionamenti idraulici, per le movimentazioni robotizzate, e di una lubrorefrigerazione mediante olio da taglio degli utensili, per due motivi:</p>
<ul>
<li><strong>mantenimento delle tolleranze di lavorazione per un periodo determinato</strong></li>
<li><strong>diminuzione dell&#8217;usura degli utensili di lavorazione</strong></li>
</ul>
<p>Entrambi questi sistemi generano calore, che deve essere dissipato, per poter mantenere costante il livello di precisione nelle lavorazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/turbina.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3280" title="Raffreddamento dell'olio nelle macchine utensili di precisione" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/turbina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-3277"></span></p>
<p>Per un nostro importante cliente, che opera nel settore della meccanica di precisione, in quanto realizza macchinari di lavorazione ad elevata precisione e ripetitività, abbiamo realizzato un sistema di raffreddamento integrato ad elevata efficienza, che prevede l&#8217;impiego di una serie di apparecchiature, per garantire il corretto livello di temperatura, sia dell&#8217;olio idraulico che dell&#8217;olio da taglio.</p>
<p>Il sistema di avvale di un gruppo frigorifero centralizzato, condensato ad aria, quindi con un circuito perfettamente sigillato, senza consumo di acqua. Il gruppo frigorifero è completo di serbatoio di stoccaggio dell&#8217;acqua refrigerata, che funge da volano termico, in quanto le lavorazioni molto spesso sono cicliche.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/MVC-068X.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3282" title="oil cooler on hydraulic plant" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/MVC-068X-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il chiller asserve una serie di scambiatori:</p>
<ul>
<li>Scambiatori di calore a piastre saldobrasate T PLATE B, per il raffreddamento dell&#8217;olio delle centrali idrauliche, che alimentano gli automatismi e gli azionamenti a bordo macchina.</li>
<li>Scambiatori ad immersione T COIL, per il raffreddamento della vasca dell&#8217;olio di taglio.</li>
</ul>
<p>La prima posizione ha richiesto una analisi precisa dei rendimenti delle centrali, in modo da valutare con correttezza l&#8217;esatta entità della potenza termica da dissipare, valutando in modo accorto il consumo di acqua e le temperature di lavoro, in modo da minimizzare la potenzialità del gruppo frigorifero.</p>
<p>La seconda posizione è stata progettata, valutando il calore indotto dalla produzione di truciolo e dalla lavorazione meccanica degli utensili.</p>
<p>Entrambe sono poi state sottoposte ad una analisi dei tempi di lavoro e dei tempi morti, ottimizzando la capacità del serbatoio volano. In questo modo si è potuta ulteriormente economizzare la potenzialità del chiller.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/MR-H-252.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3283" title="Air condensed chiller" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/MR-H-252-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Come ulteriore miglioria, si è introdotto un sistema di free cooling, che durante la stagione più fredda, consente di arrestare i compressori, utilizzando dei semplici dissipatori T FIN, in modo da ridurre ulteriormente i consumi energetici.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/Oil-cooler-on-a-tool-machinery.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3281" title="Oil cooler on a tool machinery" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/Oil-cooler-on-a-tool-machinery-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">Raffreddamento dell&#8217;olio nelle macchine utensili di precisione</media:title>
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			<media:title type="html">oil cooler on hydraulic plant</media:title>
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			<media:title type="html">Air condensed chiller</media:title>
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			<media:title type="html">Oil cooler on a tool machinery</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Soluzioni di raffreddamento integrate</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/3261/soluzioni-di-raffreddamento-integrate/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/3261/soluzioni-di-raffreddamento-integrate/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[centraline di termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Torri Evaporative]]></category>

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		<description><![CDATA[Più volte ho parlato di soluzioni integrate o packaged skid units, intese come soluzioni sempre più richieste da parte di aziende produttive, che decidono di delegare a professionisti la soluzione e la gestione dei problemi legati alla termostatazione dei propri processi industriali. Nello specifico, stanno sempre più prendendo piede soluzioni ce prevedono l&#8217;integrazione su skid [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più volte ho parlato di soluzioni integrate o packaged skid units, intese come soluzioni sempre più richieste da parte di aziende produttive, che decidono di delegare a professionisti la soluzione e la gestione dei problemi legati alla termostatazione dei propri processi industriali.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/SDC12178.jpg"><img class="size-medium wp-image-3262 aligncenter" title="TCPU cooling package system, cooling tower plate heat exchangers, water pump, dosing, control board" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/SDC12178-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nello specifico, stanno sempre più prendendo piede soluzioni ce prevedono l&#8217;integrazione su skid dei vari componenti, dedicati al raffreddamento/condizionamento termico di un impianto di produzione industriale.</p>
<p><span id="more-3261"></span>Una di queste ultime soluzioni, prevede l&#8217;integrazione di:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torre evaporativa</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatore di calore a piastre</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=86">gruppo di pompaggio acqua in ricircolo sulle torri</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=86">gruppo di mandata acqua fredda agli impianti</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/SDC12164.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3265" title="Tempco package unit - cooling tower, plate heat exchanger" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/SDC12164-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>il tutto completato da una serie di accessori quali:</p>
<ul>
<li>sistema di dosaggio degli addittivi chimici di condizionamento dell&#8217;acqua</li>
<li>tracciatura delle tubazioni</li>
<li>coibentazione</li>
<li>quadro di comando di potenza</li>
<li>gestione software tramite morsettiere intelligenti della logica di funzionamento</li>
<li>sistema di risparmio energetico con inverter sui ventilatori</li>
<li>motori elettrici in efficienza</li>
</ul>
<p>il tutto ridondato e messo in sicurezza con intervento di stand by automatici gestiti da remoto dal plc del cliente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/SDC12166.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3263" title="electrical control board for package skid cooling unit" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/11/SDC12166-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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			<media:title type="html">TCPU cooling package system, cooling tower plate heat exchangers, water pump, dosing, control board</media:title>
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			<media:title type="html">Tempco package unit &#8211; cooling tower, plate heat exchanger</media:title>
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			<media:title type="html">electrical control board for package skid cooling unit</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Oil cooling, raffreddamento dell&#8217;olio idraulico</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/3216/oil-cooling-raffreddamento-dellolio-idraulico/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/3216/oil-cooling-raffreddamento-dellolio-idraulico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 11:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[olio idraulico e lubrificanti]]></category>
		<category><![CDATA[radiatori]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori a piastre]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori saldati]]></category>

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		<description><![CDATA[In un articolo di oltre un anno fa, avevo accennato alla necessità di raffreddare l&#8217;olio negli impianti idraulici. Qualsiasi azionamento idraulico in fatti è asservito da pompe ad alta pressione, che servono ad assicurare la necessaria energia meccanica/cinetica, per muovere i vari meccanismi ed automatismi, siano essi pistoni, motori idraulici, o altro. L&#8217;energia generata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un articolo di oltre un anno fa, avevo accennato alla necessità di<a href="http://www.tempcoblog.it/2030/raffreddamento-dellolio-nelle-presse-idrauliche/"> raffreddare l&#8217;olio negli impianti idraulici</a>.</p>
<p>Qualsiasi azionamento idraulico in fatti è asservito da pompe ad alta pressione, che servono ad assicurare la necessaria energia meccanica/cinetica, per muovere i vari meccanismi ed automatismi, siano essi pistoni, motori idraulici, o altro.</p>
<p>L&#8217;energia generata da queste pompe, viene in parte trasmessa all&#8217;olio stesso, sotto forma di calore, per via dei rendimenti insiti in questa tipologia di macchine.</p>
<p>Questo calore riscalda l&#8217;olio idraulico che surriscaldandosi, perde le proprie caratteristiche fisiche, si deteriora compromettendo la funzionalità degli apparati che asserve.</p>
<p>Allo scopo di evitare queste situazioni, l&#8217;olio viene raffreddato dissipando il calore in eccesso tramite <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore.</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3219" title="Oil cooler for hydraulic plant" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Oil-ammonia-cooler-004-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><span id="more-3216"></span>A seconda del tipo di macchinario, e del fluido disponibile (o meno), si possono utilizzare:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">scambiatori ad aria</a></li>
<li><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=95">scambiatori ad acqua</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="OIL COOLER " src="http://www.tempco.it/static/images/tot/2.jpeg" alt="" width="192" height="256" /></p>
<ul></ul>
<p>In particolar modo, dove non è disponibile acqua come media di raffreddamento, oppure su macchine in movimento (nella fattispecie macchine movimento terra, camion, macchinari semoventi) vengono utilizzati <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19&amp;ID2=122">radiatori elettroventilati</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/10/DSCF0566.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3220" title="OIL COOLER FOR BIG HYDRAULIC PRESS" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/10/DSCF0566-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In tutto gli altri casi, si utilizzano scambiatori ad acqua.</p>
<p>Tipicamente e per inerzia storica, si sono sempre utilizzati scambiatori classici a <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=121">fascio tubiero</a>, ma questa tendenza negli ultimi anni è stata sovvertita, alla ricerca di soluzioni tecnicamente più efficaci ed efficienti, alla ricerca di:</p>
<ul>
<li>dimensioni compatte</li>
<li>minori consumi di acqua</li>
<li>maggiore rendimento termico</li>
<li>maggiori prestazioni</li>
<li>raffreddamento dell&#8217;olio più spinto</li>
</ul>
<p>Tutti questi vantaggi si possono raggiungere utilizzando <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=95">scambiatori di calore a piastre</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/10/IMG_0369.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3221" title="Scambiatori di calore saldobrasati per olio" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/10/IMG_0369-e1317815836497-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Oil cooler for hydraulic plant</media:title>
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			<media:title type="html">OIL COOLER </media:title>
		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/10/DSCF0566.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">OIL COOLER FOR BIG HYDRAULIC PRESS</media:title>
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		</media:content>
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			<media:title type="html">Scambiatori di calore saldobrasati per olio</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Volano termico</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/3175/volano-termico/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/3175/volano-termico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 07:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo articolo ho parlato dell&#8217;indice di contemporaneità, legato ai carichi termici ed al calcolo della potenzialità di una macchina termica, sia essa un refrigeratore, una centralina di termoregolazione, uno scambiatore di calore o una torre evaporativa. Chiudendo avevo accennato alla possibilità di valutare ulteriori sistemi per risparmiare energia analizzando i tempi di lavorazione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo articolo ho parlato dell&#8217;<a href="http://www.tempcoblog.it/?p=3166">indice di contemporaneità</a>, legato ai carichi termici ed al calcolo della potenzialità di una macchina termica, sia essa un refrigeratore, una <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18">centralina di termoregolazione</a>, uno scambiatore di calore o una torre evaporativa.</p>
<p>Chiudendo avevo accennato alla possibilità di valutare ulteriori sistemi per risparmiare energia analizzando i tempi di lavorazione di un determinato processo.</p>
<p>In sostanza si tratta di analizzare in modo ancora più puntuale la situazione di utilizzo dell&#8217;energia termica di riscaldamento o raffreddamento da parte del processo produttivo del cliente, infatti dobbiamo capire se nel processo produttivo del cliente vi siano dei tempi morti che consentano l&#8217;accumulo di energia termica, da sfruttare nei momenti di punta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Immag0158.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3180" title="TEVAPO torri evaporative a servizio impianto di acciaieria" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Immag0158-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-3175"></span>Faccio un esempio per esemplificare:</p>
<p>Impianto di trattamento termico per acciaio, funzionante su due turni durante il giorno, con fermata notturna.</p>
<p>E&#8217; un tipico impianto dove già per sua natura dispone di un bacino di accumulo del fluido di raffreddamento, dal volume importante. Posso quindi pensare di utilizzare tale bacino, come volano termico, per accumulare fluido freddo (ovvero energia fredda), durante il periodo notturno di fermo impianto, sfruttando le condizioni ambientali favorevoli (temperatura ambientale più bassa).</p>
<p>In sostanza farò funzionare il mio sistema di raffreddamento durante il periodo notturno, portando la temperatura del bacino di raccolta al punto più basso raggiungibile, calcolando di conseguenza quanta energia termica ho a disposizione.</p>
<p>Definito questo valore, posso dimensionare la macchina termica sulla rimanente energia termica necessaria per soddisfare la produzione che si sviluppa nell&#8217;arco di due turni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qt1 (Kcal/h) = Q1 (Kcal/h) = Q2 (Kcal/h)</strong></p>
<p>dove Qt1 è la potenzialità termica richiesta dal processo, data dalla capacità termica necessarie per ogni singolo turno di lavoro (Q1 e Q2).</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qtr (Kcal/h) = </strong><strong>Qt1 (Kcal/h) &#8211; </strong><strong>Qvt (Kcal/h)</strong></p>
<p>dove Qtr sarà la potenza termica della nostra macchina (torre, <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=34">scambiatore</a>, chiller, <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">dry cooler</a>), sottraendo l&#8217;energia termica accumulabile nel bacino di raccolta.</p>
<p>inevitabilmente</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qtr (Kcal/h) &lt; </strong><strong>Qt1 (Kcal/h) </strong></p>
<p>quindi minor costo di investimento e soprattutto minor energia elettrica assorbita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/FRANCHINI_TORRI_TCPU_033.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3182" title="torri evaporative a servizio impianto di forgiatura" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/FRANCHINI_TORRI_TCPU_033-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">TEVAPO torri evaporative a servizio impianto di acciaieria</media:title>
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		</media:content>
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			<media:title type="html">torri evaporative a servizio impianto di forgiatura</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Indice di contemporaneità nei carichi termici</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/3166/indice-di-contemporaneita-nei-carichi-termici/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/3166/indice-di-contemporaneita-nei-carichi-termici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 07:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si progetta un impianto di raffreddamento o riscaldamento legato ad un processo produttivo o anche semplicemente quando si deve dimensionare una qualsiasi macchina termica che serve una utenza, ci sono tre punti fondamentali da definire per poter procedere con il progetto: fluido di raffreddamento/riscaldamento livello di temperatura quantità di calore da asportare/apportare Di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si progetta un impianto di raffreddamento o riscaldamento legato ad un processo produttivo o anche semplicemente quando si deve dimensionare una qualsiasi macchina termica che serve una utenza, ci sono tre punti fondamentali da definire per poter procedere con il progetto:</p>
<ul>
<li>fluido di raffreddamento/riscaldamento</li>
<li>livello di temperatura</li>
<li>quantità di calore da asportare/apportare</li>
</ul>
<p>Di questi tre elementi solitamente il più &#8220;complicato&#8221; da definire, se non lo si conosce a priori, è il terzo, relativo alla determinazione della potenzialità termica necessaria per somministrare il servizio adeguato al processo, come ho già spiegato in <a href="http://www.tempcoblog.it/565/potenzialita-termica/">questo articolo</a>.</p>
<p>In questo articolo vorrei soffermarmi su un aspetto altrettanto importante ai fini della determinazione del carico termico e quindi della progettazione della nostra macchina termica e/o impianto termico, come da titolo l&#8217;<strong>indice di contemporaneità.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/iStock_000003231033Medium.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3170" title="Industrial metallurgy" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/iStock_000003231033Medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong><span id="more-3166"></span></strong></p>
<p>Spesso infatti ci troviamo nella condizione per cui il nostro <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22">termoregolatore</a>, <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatore di calore</a>, refrigeratore o <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torre evaporativa</a>, debba servire più utenze che possono lavorare insieme o meno. L&#8217;insieme o meno viene riassunto dal termine indice di contemporaneità.</p>
<p>Risulta chiaro immediatamente che se dovremo dimensionare un gruppo frigorifero che asserve tre macchinari che lavorano contemporaneamente, su tre turni di lavoro, la potenzialità dello stesso, sarà data semplicemente dalla somma delle tre potenze termiche orarie da dissipare:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Qt (Kcal/h) = Q1 (Kcal/h) + Q2 (Kcal/h) + Q3 (Kcal/h)</em></strong></p>
<p>Ben diverso sarebbe il caso nel quale questi tre macchinari dovessero lavorare ognuno in un turno diverso di lavoro. In tal caso infatti avremmo la capacità termica del <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">refrigeratore</a> uguale alla potenzialità di ogni singola utenza, ovvero un terzo rispetto al caso precedente, nonostante la potenza installata da parte del cliente sia la medesima.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Qt (Kcal/h) = Q1 (Kcal/h) = Q2 (Kcal/h) = Q3 (Kcal/h)</em></strong></p>
<p>Analizzando questo semplice caso, risulta chiaro come sia necessaria una attenta analisi degli impianti del cliente, prima di procedere con il dimensionamento o il progetto.</p>
<p>L&#8217;indice di contemporaneità dei carichi termici, va poi integrato con una valutazione dei tempi morti e la possibilità di accumulare energia sotto forma di caldo o freddo, allo scopo di risparmiare energia ulteriore nella gestione degli impianti di raffreddamento o riscaldamento, ma sarà argomento di un prossimo articolo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/IM000448.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3173" title="T FIN dry cooler a servizio impianto di acciaieria" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/IM000448-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Industrial metallurgy</media:title>
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		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/IM000448.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">T FIN dry cooler a servizio impianto di acciaieria</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/IM000448-150x150.jpg" />
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	</item>
		<item>
		<title>Raffreddamento dei processi industriali</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/3121/raffreddamento-dei-processi-industriali/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/3121/raffreddamento-dei-processi-industriali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 13:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[centraline di termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Chiller]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Refrigeratori]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti i processi produttivi industriali necessitano di sistemi di regolazione della temperatura. Alcuni processi hanno assoluta necessità di sistemi di raffreddamento dedicati, per poter ottenere velocità di produzione e costanza di risultati. Nello specifico, alcuni processi produttivi, hanno la necessità di avere diversi livelli di temperatura per le differenti &#8220;sezioni di lavorazione&#8221;, interessate al ciclo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i processi produttivi industriali necessitano di sistemi di regolazione della temperatura.</p>
<p>Alcuni processi hanno assoluta necessità di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21" target="_blank">sistemi di raffreddamento</a> dedicati, per poter ottenere velocità di produzione e costanza di risultati.</p>
<p>Nello specifico, alcuni processi produttivi, hanno la necessità di avere diversi livelli di temperatura per le differenti &#8220;sezioni di lavorazione&#8221;, interessate al ciclo produttivo completo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF1564.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3123" title="T CHILL impianto di refrigerazione intelligente" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF1564-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-3121"></span>Per poter ottenere questi risultati, esistono sistemi integrati estremamente flessibili, configurati come segue:</p>
<ul>
<li>produzione di acqua refrigerata &#8212;&gt; chiller</li>
<li>accumulo di acqua refrigerata &#8212;&gt; serbatoio di stoccaggio coibentato</li>
<li>distribuzione acqua alle utenze a diverse temperature &#8212;&gt; sistemi di regolazione composti da <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84" target="_blank">scambiatore a piastre</a> e valvola modulante con regolatori elettronici</li>
<li>produzione di acqua calda &#8212;&gt; <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18" target="_blank">centralina di termoregolazione</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF0901.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3125" title="Sistema di regolazione della temperatura con scambiatori e valvole modulanti" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF0901-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>questi sistemi se ben progettati ed integrati, permettono una gestione efficace ed ottimale del processo industriale.</p>
<p>A livello di controllo della temperatura, i vari termoregolatori elettronici, possono essere realizzati con configurazione ed impostazione del set point e dei parametri, da remoto tramite PLC.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF4382.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3126" title="termoregolatori elettronici digitali con impostazione del setpoint remotabile" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF4382-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF1564.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">T CHILL impianto di refrigerazione intelligente</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF1564-150x150.jpg" />
		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF0901.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Sistema di regolazione della temperatura con scambiatori e valvole modulanti</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF0901-150x150.jpg" />
		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF4382.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">termoregolatori elettronici digitali con impostazione del setpoint remotabile</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCF4382-150x150.jpg" />
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Condizioni di funzionamento del condensatore evaporativo</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1024/condizioni-di-funzionamento-del-condensatore-evaporativo/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/1024/condizioni-di-funzionamento-del-condensatore-evaporativo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 08:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Condensatori evaporativi]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddatori evaporativi]]></category>

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		<description><![CDATA[I condensatori evaporativi possono andare incontro nel loro funzionamento a specifiche problematiche: esse possono essere sostanzialmente ricondotte alle quantità d’aria e di acqua che vengono impiegate per il raffreddamento del condensatore. In tal senso non vanno sottovalutate anche le condizioni di funzionamento dell’impianto con bassi carichi termici, che richiedono una ridotta potenza di raffreddamento. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23&amp;ID2=105">condensatori evaporativi</a> possono andare incontro nel loro funzionamento a specifiche problematiche:</p>
<p>esse possono essere sostanzialmente ricondotte alle quantità d’aria e di acqua che vengono impiegate per il raffreddamento del condensatore.</p>
<p>In tal senso non vanno sottovalutate anche le condizioni di funzionamento dell’impianto con bassi carichi termici, che richiedono una ridotta potenza di raffreddamento. Questo non solo per poter ottenere parametri di funzionamento dell’impianto congrui con quanto previsto in fase progettuale, ma anche per ottenere dei risparmi energetici in fase operativa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/09/condensatore-evaporativo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-441" title="condensatore-evaporativo" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/09/condensatore-evaporativo-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p><span id="more-1024"></span><br />
<strong><br />
Problemi di congelamento dell’acqua</strong><br />
Un ulteriore problema che interessa il bacino di raccolta dell’acqua di un condensatore evaporativo è quello che si verifica in occasione di basse temperature dell’aria esterna. In presenza di climi molto freddi, o in occasione delle fermate dell’impianto, quando l’acqua non viene utilizzata e quindi permane all’interno del bacino, vi e&#8217; il rischio che essa congeli. Tale eventualità, ovviamente, deve essere assolutamente scongiurata. A tale scopo vengono posizionate delle resistenze elettriche nel bacino di raccolta acqua, oppure l&#8217;acqua viene stoccata in un serbatoio remoto posto in zona riparata.<br />
<strong><br />
Problematiche connesse alla circolazione dell’aria</strong><br />
Anche per quanto riguarda la circolazione dell’aria attraverso la batteria del condensatore è possibile risolvere con opportune tecniche alcune problematiche. Innanzitutto per quanto riguarda la rumorosità, i ventilatori centrifughi garantiscono maggiore silenziosità rispetto i tradizionali e più diffusi ventilatori elicoidali. I ventilatori centrifughi vengono comunemente impiegati per muovere l’aria negli impianti di condizionamento, soprattutto all’interno degli edifici. Nel caso di installazione di un condensatore evaporativo nelle vicinanze di abitazioni, i ventilatori centrifughi permettono di avere basse emissioni sonore. Inoltre, mediante l’opportuna collocazione ed installazione dell’unità evaporativa, è possibile convogliare tali emissioni sonore verso particolari direzioni, in modo da salvaguardare zone abitate dai rumori dovuti al funzionamento. Anche i motori elettrici, utilizzati per il funzionamento dei ventilatori, devono essere a ridotte emissioni sonore. Particolari tipologie di condensatori evaporativi possono essere installati anche all’interno di edifici, proprio per evitare eventuali problemi di rumorosità. I flussi dell’aria entrante, per il raffreddamento della batteria, e dell’aria uscente, che permette di rigettare il calore di condensazione, vengono veicolati attraverso opportune canalizzazioni.<br />
A tale scopo l’impiego di ventilatori centrifughi risulta molto appropriato. Per limitare ulteriormente le emissioni di rumore possibile, infine, utilizzare idonei silenziatori agli ingressi e alle uscite dell’aria.<br />
Ultimamente si sono sviluppati particolari tipologie di giranti assiali, che offrono un duplice vantaggio rispetto ai ventilatori centrifughi:</p>
<ul>
<li>Bassa rumorosità</li>
<li>assorbimento elettrico ridotto</li>
</ul>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eQAZyUlcs9c?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/eQAZyUlcs9c?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><br />
Regolazione della velocità dei ventilatori</strong><br />
Per ottenere diverse portate d’aria da insufflare attraverso il condensatore evaporativo vi e&#8217; la possibilità di poter utilizzare motori a più velocità per il movimento dei ventilatori. Così, in condizioni di carichi termici ridotti o di temperature a bulbo umido dell’aria basse è data facoltà di ridurre la velocità delle ventole in maniera discreta o continua. In caso di carichi ridotti, infatti, la quantità di calore da rigettare al condensatore non  è elevata, mentre in caso di temperature a bulbo umido ridotte significa che le portate d’aria che attraversano il condensatore sono in grado di accettare notevoli quantità di umidità provenienti dall’evaporazione dell’acqua di raffreddamento: l’effetto refrigerante risulta quindi elevato, anche in presenza di basse portate d’aria.</p>
<p><strong>Nuovi condensatori ad elevata efficienza</strong><br />
Esistono poi dei condensatori che possono essere classificati come un ibrido tra i tradizionali condensatori ad aria ed il condensatore evaporativo. Come visto in precedenza, durante le normali condizioni di esercizio dell’impianto di condizionamento può rendersi necessario rigettare quantità assai diverse di calore al condensatore. Una soluzione attuabile quella di agire sulle portate d’aria di raffreddamento, con le modalità sopra viste. Una soluzione alternativa è quella di far raffreddare il condensatore solo per mezzo di aria ambiente quando la temperatura di quest’ultima è sufficientemente bassa. La necessita&#8217; di rigettare quantità di calore ridotte viene così interamente soddisfatta utilizzando le capacità refrigeranti dell’aria. Il condensatore funziona, così, asciutto. Quando, invece, la temperatura dell’aria ambiente sale al di sopra di uno specifico valore (che comporterebbe pressioni di condensazione troppo onerose per l’impianto dal punto di vista energetico) entrano in funzione automaticamente gli ugelli spruzzatori dell’acqua che garantiscono il funzionamento bagnato del<br />
condensatore. Il volume d’acqua spruzzato risulta in quantità tale da venire quasi completamente vaporizzato nel passaggio nel condensatore. Si elimina, così, in gran parte il problema di ricircolo dell’acqua. Attraverso un sistema di controllo elettronico è possibile minimizzare il consumo di acqua e di elettricità. Inoltre viene ridotto il rischio di contaminazione dell’ambiente. Il funzionamento secondo due diverse prassi permette a tali apparecchiature di conseguire e di conciliare gli aspetti positivi di entrambe le modalità operative.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1033" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/03/condensatore-schematizzazione2-300x164.jpg" alt="condensatore-schematizzazione2" width="300" height="164" /></p>
<p>Schematizzazione di un condensatore con possibilita&#8217; di funzionamento a secco e bagnato</p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">condensatore-evaporativo</media:title>
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		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/03/condensatore-schematizzazione2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">condensatore-schematizzazione2</media:title>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scelta di uno scambiatore di calore &#8211; 8</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2853/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-8/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2853/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-8/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 12:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Condense]]></category>
		<category><![CDATA[Criogenico]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Applicazioni in criogenia I normali scambiatori per questo tipo di utilizzo, sono di tipo plate-fin o in alluminio saldobrasato con struttura a nido d’ape. Gli scambiatori a piastre solitamente  non possono essere considerati adattabili per applicazioni in criogenia, ma in alcune particolari applicazioni è possibile utilizzare speciali scambiatori a piastre che abbiamo sviluppato in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Applicazioni in criogenia</strong><br />
I normali scambiatori per questo tipo di utilizzo, sono di tipo plate-fin o in alluminio saldobrasato con struttura a nido d’ape. Gli scambiatori a piastre solitamente  non possono essere considerati adattabili per applicazioni in criogenia, ma in alcune particolari applicazioni è possibile utilizzare speciali scambiatori a piastre che abbiamo sviluppato in modo specifico per le bassissime temperature (<a title="T CRIO" href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=87">T CRIO</a>).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2007/10/mvc-768x.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" title="criogenico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2007/10/mvc-768x.JPG" alt="" width="360" height="480" /></a></p>
<p><span id="more-2853"></span></p>
<p><strong>Condensazione di vapore</strong><br />
In assenza di condizioni corrosive, la scelta di uno scambiatore in acciaio al carbonio è quella più conveniente. Per applicazioni con vapore a bassa pressione (25 kPa), lo scambiatore a piastre può risultare vantaggioso soprattutto se richieste particolari condizioni igieniche, possibilità di pulizia manuale, di ampliamento, oppure in presenza di acqua salmastra (in questo caso le piastre dovranno essere in titanio). Lo scambiatore a piastre risulta particolarmente compatto ed efficiente, consentendo oltre alla condensazione del vapore, anche notevoli livelli di sottoraffreddamento del condensato, utilissimi nel caso di recuperi energetici (<a title="STEAMPACK" href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=37">Steampack</a>)</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_456" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/09/regolazione-su-vapore.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-456" title="regolazione-su-vapore" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/09/regolazione-su-vapore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Valvole pneumatiche di regolazione vapore su scambiatore</p></div>
<p><strong>Scambiatori di calore per impianti di distillazione</strong><br />
Gli impianti di distillazione sono sempre composti da un condensatore posto in cima alla colonna, da un ribollitore, e spesso un sistema di preriscaldamento e/o di raffreddamento della parte bassa della colonna. In genere viene anche previsto un sottoraffreddamento delle condense. Scambiatori tipicamente utilizzati in questi impieghi, sono quelli a fascio tubiero, ma ultimamente si sono sviluppati particolari design di piastra, che permettono a questi ultimi di ottenere ottimi rendimenti, facendoli diventare una scelta preferenziale in talune applicazioni. (<a title="T WELD" href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=33">T WELD</a>)<br />
<strong><br />
Recupero di calore testa/coda colonna</strong><br />
La distillazione di un fluido  è più conveniente se l’alimentazione viene effettuata alla temperatura vicina a quella di ebollizione, uno scambiatore di calore è conseguentemente spesso installato in modo da recuperare calore utilizzando il fluido in uscita per preriscaldare il fluido in alimentazione alla colonna. Il PHE è la soluzione ideale per questo genere di recuperi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/01/impianto-chimico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-177" title="impianto chimico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2008/01/impianto-chimico.jpg" alt="" width="480" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<strong><br />
Sottoraffreddamento </strong><br />
La condensa rimanente prodotta dal condensatore, può richiedere un sottoraffreddamento. Ciò può essere ottenuto da un secondo condensatore costruito internamente, o dall&#8217;installazione di un condensatore separato esterno. Questa è di nuovo una applicazione ottimale per gli scambiatori a piastre PHE.</p>
<p><a href="../2790/2517/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore/">Scelta di uno scambiatore di calore</a></p>
<p><a href="../2790/2600/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-2/">Scelta di uno scambiatore di calore – 2</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2617/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-3/">Scelta di uno scambiatore di calore – 3</a></p>
<p><a href="../2790/2620/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-4/">Scelta di uno scambiatore di calore – 4</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2636/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-5/">Scelta di uno scambiatore di calore – 5</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2654/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-6/">Scelta di uno scambiatore di calore – 6</a></p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/2790/scelta-di-uno-scambiatore-di-calore-7/">Scelta di uno scambiatore di calore &#8211; 7</a></p>
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			<media:title type="html">criogenico</media:title>
		</media:content>
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			<media:title type="html">regolazione-su-vapore</media:title>
			<media:description type="html">Valvole pneumatiche di regolazione vapore su scambiatore</media:description>
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			<media:title type="html">impianto chimico</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Scambiatori sulle navi &#8211; 2</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2839/scambiatori-sulle-navi-2/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2839/scambiatori-sulle-navi-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 08:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[olio idraulico e lubrificanti]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori a piastre]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori saldati]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho inserito un articolo sull&#8217;applicazione di scambiatori a piastre sulle navi. Nello specifico ho parlato degli scambiatori principali, ovvero quelli che in gergo vengono chiamati come &#8220;central cooling&#8221;, che forniscono il raffreddamento principale per i motori e per tutti i servizi ausiliari presenti a bordo. Esistono poi tutta una serie di applicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho inserito un articolo sull&#8217;applicazione di <a href="Scambiatori sulle navi - 1">scambiatori a piastre sulle navi</a>.</p>
<p>Nello specifico ho parlato degli scambiatori principali, ovvero quelli che in gergo vengono chiamati come &#8220;central cooling&#8221;, che forniscono il raffreddamento principale per i motori e per tutti i servizi ausiliari presenti a bordo.</p>
<p>Esistono poi tutta una serie di applicazioni che necessitano di raffreddamento e che beneficiano dei vantaggi apportati dalla compattezza degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=95">scambiatori di calore a piastre</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/schema-ship-phe.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2843" title="Scambiatori di calore a piastre sulle navi" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/schema-ship-phe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-2839"></span>Gli scambiatori per il &#8220;<em>central cooling</em>&#8220;, forniscono l&#8217;acqua &#8220;dolce&#8221; per il raffreddamento di tutti i servizi ausiliari presenti a bordo, come dicevo sopra. Su di una moderna nave esistono poi tutta una serie di azionamenti idraulici, che sono asserviti da centraline oleodinamiche:</p>
<ul>
<li><em>argani</em></li>
<li><em>verricelli</em></li>
<li><em>servocomandi</em></li>
</ul>
<p>In tutte queste applicazioni, l&#8217;olio che viene utilizzato come elemento di forza e di trasmissione dell&#8217;energia, si riscalda e deve di conseguenza essere costantemente mantenuto alla temperatura corretta perché non perda le proprie caratteristiche.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/marinepower1.bmp"><img class="aligncenter size-full wp-image-2845" title="Sala macchine navale" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/marinepower1.bmp" alt="" width="307" height="230" /></a></p>
<p>Per queste applicazioni, si utilizzano nuovamente scambiatori a piastre ed in questo caso quasi sempre del tipo <a href="http://www.tempco.it/static/images/pdf/T%20PLATE%20B%20OIL_ita.pdf">saldobrasato</a>.</p>
<p>Infatti questi ultimi, uniscono alle caratteristiche tipiche degli scambiatori a piastre:</p>
<ul>
<li><strong>dimensioni compatte</strong></li>
<li><strong>alta efficienza di scambio termico</strong></li>
</ul>
<p>Il fatto di essere decisamente <strong>economici</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF2330.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2844" title="Scambiatori a piastre saldobrasati" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF2330-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Scambiatori di calore a piastre sulle navi</media:title>
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		</media:content>
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			<media:title type="html">Sala macchine navale</media:title>
		</media:content>
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			<media:title type="html">Scambiatori a piastre saldobrasati</media:title>
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	</item>
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		<title>Scambiatori sulle navi &#8211; 1</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2830/scambiatori-sulle-navi-1/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2830/scambiatori-sulle-navi-1/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 07:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori a piastre]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulle navi sia da crociera che cargo, lo spazio è un bene prezioso. Infatti per ovvi motivi, lo spazio è sempre tiranno, quindi quanto più se ne può risparmiare meglio è. Questo assioma, rimane valido anche per la sala macchine delle navi&#8230;avete mai provato a fare un giro in una di queste? Dipende molto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulle navi sia da crociera che cargo, lo spazio è un bene prezioso.</p>
<p>Infatti per ovvi motivi, lo spazio è sempre tiranno, quindi quanto più se ne può risparmiare meglio è.</p>
<p>Questo assioma, rimane valido anche per la <a href="http://www.tempco.it/applicazioni.asp?ID=24&amp;ID2=51">sala macchine delle navi</a>&#8230;avete mai provato a fare un giro in una di queste?</p>
<p>Dipende molto da chi e come l&#8217;ha progettata, ma in ogni caso vi renderete rapidamente conto che lo spazio è veramente un bene prezioso e raro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.tempco.it/static/images/tot/marino_1.jpg" alt="" width="350" height="241" /></p>
<p><span id="more-2830"></span>I grandi motori che spingono le moderne navi, hanno bisogno di essere raffreddati, così come qualsiasi altro motore endotermico ed essendo la nave stessa in navigazione, nel bel mezzo del fluido più efficiente dal punto di vista dello scambio termico, ecco che il sistema di raffreddamento è già lì pronto ad essere utilizzato.</p>
<p>L&#8217;acqua di mare, carica di cloruri, è un ottimo mezzo di raffreddamento a basso costo, ma proprio per la sua salinità, richiede l&#8217;impiego di materiali che resistano alla corrosione. Un tempo si utilizzavano grandi scambiatori a fascio tubiero, realizzati in cupro-nickel (o ammiragliato), una lega resistente alla corrosione dei sali contenuti nell&#8217;acqua di mare.</p>
<p>Tali scambiatori dovevano essere anche facilmente pulibili, in quanto l&#8217;acqua di mare nonostante la filtrazione alla quale viene sottoposta, è carica di sedimenti e microorganismi, quindi solitamente si trattava di scambiatori a tubi diritti e testate smontabili, per una facile pulizia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2009/02/straight-tube_heat_exchanger_2-pass.png" alt="" width="469" height="350" /></p>
<p>Si tratta di ottimi apparecchi di scambio termico, che hanno dei coefficienti di scambio piuttosto bassi, con dimensioni conseguentemente importanti, che necessitano inoltre di spazi contigui adeguati per poterne effettuare la pulizia mediante scovolatura.</p>
<p>Questa tipologia di scambiatori è stata ormai soppiantata in modo pressoché integrale dai moderni <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=32">scambiatori di calore a piastre ispezionabili</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/PHE-MARINE.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2836" title="PHE MARINE" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/PHE-MARINE-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a></p>
<p>Questa tipologia di scambiatori infatti offre una serie di vantaggi che la rende insostituibile per questo tipo di applicazione:</p>
<ul>
<li><strong>dimensioni compatte</strong></li>
<li><strong>ingombro di manutenzione ridotto a zero</strong></li>
<li><strong>alta efficienza di scambio termico</strong></li>
<li><strong>resistenza alla corrosione</strong></li>
</ul>
<p><strong>Dimensioni compatte:</strong> come molte volte sottolineato sulle pagine di questo blog, uno scambiatore a piastre avente pari caratteristiche termiche di uno scambiatore a fascio tubiero, ha dimensioni nettamente più compatte.</p>
<p><strong>Ingombro di manutenzione ridotto a zero:</strong> mentre uno scambiatore a fascio tubiero scovolabile, necessita di uno spazio contiguo simile, per poter inserire e disinserire gli attrezzi per la scovolatura dei tubi, uno scambiatore a piastre, lo si smonta e rimonta nello spazio complessivo del suo telaio. Serve solamente un po di spazio laterale per la eventuale rimozione delle piastre (ma questo spazio serve comunque per poter accedere a qualsiasi apparecchiatura).</p>
<p><strong>Alta efficienza di scambio termico:</strong> il coefficiente di scambio globale di uno scambiatore a piastre è circa 4 volte quello di uno scambiatore a fascio tubiero (in caso di acqua/acqua&#8230;4000 vs 1000-1200).</p>
<p><strong>Resistenza alla corrosione:</strong> gli scambiatori a piastre per acqua di mare, vengono realizzati con piastre in titanio&#8230;materiale che ha una elevatissima resistenza alla corrosione da cloruri&#8230;non serve alcuno sovraspessore di corrosione.</p>
<p>Dimenticavo un particolare che c&#8217;entra poco con le dimensioni e lo spazio, ma che magari può interessare&#8230;uno scambiatore a piastre in titanio, di pari caratteristiche termiche di uno scambiatore a fascio tubiero in cupro-nickel, <strong>costa meno.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/02/marinepower.bmp"><img class="aligncenter size-full wp-image-2849" title="Sala macchine su nave cargo" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/02/marinepower.bmp" alt="" width="440" height="330" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/PHE-MARINE.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">PHE MARINE</media:title>
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			<media:title type="html">Sala macchine su nave cargo</media:title>
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