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	<title>Tempco Blog &#187; Riscaldamento</title>
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	<description>Soluzioni per l'energia termica</description>
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		<title>Volano termico</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 07:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo articolo ho parlato dell&#8217;indice di contemporaneità, legato ai carichi termici ed al calcolo della potenzialità di una macchina termica, sia essa un refrigeratore, una centralina di termoregolazione, uno scambiatore di calore o una torre evaporativa. Chiudendo avevo accennato alla possibilità di valutare ulteriori sistemi per risparmiare energia analizzando i tempi di lavorazione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo articolo ho parlato dell&#8217;<a href="http://www.tempcoblog.it/?p=3166">indice di contemporaneità</a>, legato ai carichi termici ed al calcolo della potenzialità di una macchina termica, sia essa un refrigeratore, una <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18">centralina di termoregolazione</a>, uno scambiatore di calore o una torre evaporativa.</p>
<p>Chiudendo avevo accennato alla possibilità di valutare ulteriori sistemi per risparmiare energia analizzando i tempi di lavorazione di un determinato processo.</p>
<p>In sostanza si tratta di analizzare in modo ancora più puntuale la situazione di utilizzo dell&#8217;energia termica di riscaldamento o raffreddamento da parte del processo produttivo del cliente, infatti dobbiamo capire se nel processo produttivo del cliente vi siano dei tempi morti che consentano l&#8217;accumulo di energia termica, da sfruttare nei momenti di punta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Immag0158.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3180" title="TEVAPO torri evaporative a servizio impianto di acciaieria" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Immag0158-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-3175"></span>Faccio un esempio per esemplificare:</p>
<p>Impianto di trattamento termico per acciaio, funzionante su due turni durante il giorno, con fermata notturna.</p>
<p>E&#8217; un tipico impianto dove già per sua natura dispone di un bacino di accumulo del fluido di raffreddamento, dal volume importante. Posso quindi pensare di utilizzare tale bacino, come volano termico, per accumulare fluido freddo (ovvero energia fredda), durante il periodo notturno di fermo impianto, sfruttando le condizioni ambientali favorevoli (temperatura ambientale più bassa).</p>
<p>In sostanza farò funzionare il mio sistema di raffreddamento durante il periodo notturno, portando la temperatura del bacino di raccolta al punto più basso raggiungibile, calcolando di conseguenza quanta energia termica ho a disposizione.</p>
<p>Definito questo valore, posso dimensionare la macchina termica sulla rimanente energia termica necessaria per soddisfare la produzione che si sviluppa nell&#8217;arco di due turni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qt1 (Kcal/h) = Q1 (Kcal/h) = Q2 (Kcal/h)</strong></p>
<p>dove Qt1 è la potenzialità termica richiesta dal processo, data dalla capacità termica necessarie per ogni singolo turno di lavoro (Q1 e Q2).</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qtr (Kcal/h) = </strong><strong>Qt1 (Kcal/h) &#8211; </strong><strong>Qvt (Kcal/h)</strong></p>
<p>dove Qtr sarà la potenza termica della nostra macchina (torre, <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=34">scambiatore</a>, chiller, <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=19">dry cooler</a>), sottraendo l&#8217;energia termica accumulabile nel bacino di raccolta.</p>
<p>inevitabilmente</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qtr (Kcal/h) &lt; </strong><strong>Qt1 (Kcal/h) </strong></p>
<p>quindi minor costo di investimento e soprattutto minor energia elettrica assorbita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/FRANCHINI_TORRI_TCPU_033.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3182" title="torri evaporative a servizio impianto di forgiatura" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/FRANCHINI_TORRI_TCPU_033-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">TEVAPO torri evaporative a servizio impianto di acciaieria</media:title>
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			<media:title type="html">torri evaporative a servizio impianto di forgiatura</media:title>
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		<title>Indice di contemporaneità nei carichi termici</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/3166/indice-di-contemporaneita-nei-carichi-termici/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/3166/indice-di-contemporaneita-nei-carichi-termici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 07:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si progetta un impianto di raffreddamento o riscaldamento legato ad un processo produttivo o anche semplicemente quando si deve dimensionare una qualsiasi macchina termica che serve una utenza, ci sono tre punti fondamentali da definire per poter procedere con il progetto: fluido di raffreddamento/riscaldamento livello di temperatura quantità di calore da asportare/apportare Di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si progetta un impianto di raffreddamento o riscaldamento legato ad un processo produttivo o anche semplicemente quando si deve dimensionare una qualsiasi macchina termica che serve una utenza, ci sono tre punti fondamentali da definire per poter procedere con il progetto:</p>
<ul>
<li>fluido di raffreddamento/riscaldamento</li>
<li>livello di temperatura</li>
<li>quantità di calore da asportare/apportare</li>
</ul>
<p>Di questi tre elementi solitamente il più &#8220;complicato&#8221; da definire, se non lo si conosce a priori, è il terzo, relativo alla determinazione della potenzialità termica necessaria per somministrare il servizio adeguato al processo, come ho già spiegato in <a href="http://www.tempcoblog.it/565/potenzialita-termica/">questo articolo</a>.</p>
<p>In questo articolo vorrei soffermarmi su un aspetto altrettanto importante ai fini della determinazione del carico termico e quindi della progettazione della nostra macchina termica e/o impianto termico, come da titolo l&#8217;<strong>indice di contemporaneità.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/iStock_000003231033Medium.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3170" title="Industrial metallurgy" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/iStock_000003231033Medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong><span id="more-3166"></span></strong></p>
<p>Spesso infatti ci troviamo nella condizione per cui il nostro <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22">termoregolatore</a>, <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatore di calore</a>, refrigeratore o <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=23">torre evaporativa</a>, debba servire più utenze che possono lavorare insieme o meno. L&#8217;insieme o meno viene riassunto dal termine indice di contemporaneità.</p>
<p>Risulta chiaro immediatamente che se dovremo dimensionare un gruppo frigorifero che asserve tre macchinari che lavorano contemporaneamente, su tre turni di lavoro, la potenzialità dello stesso, sarà data semplicemente dalla somma delle tre potenze termiche orarie da dissipare:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Qt (Kcal/h) = Q1 (Kcal/h) + Q2 (Kcal/h) + Q3 (Kcal/h)</em></strong></p>
<p>Ben diverso sarebbe il caso nel quale questi tre macchinari dovessero lavorare ognuno in un turno diverso di lavoro. In tal caso infatti avremmo la capacità termica del <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=21">refrigeratore</a> uguale alla potenzialità di ogni singola utenza, ovvero un terzo rispetto al caso precedente, nonostante la potenza installata da parte del cliente sia la medesima.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Qt (Kcal/h) = Q1 (Kcal/h) = Q2 (Kcal/h) = Q3 (Kcal/h)</em></strong></p>
<p>Analizzando questo semplice caso, risulta chiaro come sia necessaria una attenta analisi degli impianti del cliente, prima di procedere con il dimensionamento o il progetto.</p>
<p>L&#8217;indice di contemporaneità dei carichi termici, va poi integrato con una valutazione dei tempi morti e la possibilità di accumulare energia sotto forma di caldo o freddo, allo scopo di risparmiare energia ulteriore nella gestione degli impianti di raffreddamento o riscaldamento, ma sarà argomento di un prossimo articolo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/IM000448.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3173" title="T FIN dry cooler a servizio impianto di acciaieria" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/08/IM000448-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Industrial metallurgy</media:title>
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			<media:title type="html">T FIN dry cooler a servizio impianto di acciaieria</media:title>
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		<item>
		<title>Coefficiente globale di scambio termico &#8211; 2</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2734/coefficiente-globale-di-scambio-termico-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 07:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito della pubblicazione dell&#8217;articolo sul coefficiente di scambio, di qualche tempo fa, mi preme sottolineare come i valori indicati sono appunto indicativi, ed andrebbero valutati da validi progettisti o specialisti, in funzione dell&#8217;applicazione specifica. E&#8217; altresì indubbio che sono un valido punto di riferimento e di partenza. A seguito di una serie di richieste, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito della pubblicazione dell&#8217;articolo sul <a href="http://www.tempcoblog.it/2725/coefficiente-globale-di-scambio-termico/">coefficiente di scambio</a>, di qualche tempo fa, mi preme sottolineare come i valori indicati sono appunto indicativi, ed andrebbero valutati da validi progettisti o specialisti, in funzione dell&#8217;applicazione specifica.</p>
<p>E&#8217; altresì indubbio che sono un valido punto di riferimento e di partenza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/H2O.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2735" title="scambiatori ad immersione a serpentina" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/H2O-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2734"></span>A seguito di una serie di richieste, ho pensato di inserire anche una ulteriore tabella, per altre tipologie di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=34">scambiatori</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/Typical-Heat-Transfer-Coefficients-2.pdf">Typical Heat Transfer Coefficients</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/HPIM2167.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2739" title="T COIL - TCOIL PLATE IMMERGED HEAT EXCHANGER" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2011/01/HPIM2167-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">scambiatori ad immersione a serpentina</media:title>
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			<media:title type="html">T COIL &#8211; TCOIL PLATE IMMERGED HEAT EXCHANGER</media:title>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scambio termico ad hoc</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2441/scambio-termico-ad-hoc/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2441/scambio-termico-ad-hoc/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene il mercato ci sottoponga prodotti di sempre più largo consumo, ovvero standardizzati, in qualsiasi campo si cerca l&#8217;alternativa più adatta alle nostre esigenze. Nel settore dello scambio termico, ci sono applicazioni dove degli scambiatori di calore standard vanno più che bene, anzi sono stati progettati appositamente per questa applicazioni standard, tipo: teleriscaldamento caldaie refrigerazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene il mercato ci sottoponga prodotti di sempre più largo consumo, ovvero <em>standardizzati</em>, in qualsiasi campo si cerca l&#8217;<em>alternativa più adatta alle nostre esigenze</em>.</p>
<p>Nel settore dello scambio termico, ci sono applicazioni dove degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori di calore</a> standard vanno più che bene, anzi sono stati progettati appositamente per questa applicazioni standard, tipo:</p>
<ul>
<li>teleriscaldamento</li>
<li>caldaie</li>
<li>refrigerazione</li>
</ul>
<p>solo per citare tre casi più eclatanti.</p>
<p>ci sono però tutta una serie di applicazioni che richiedono degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=24">scambiatori di calore</a> e delle apparecchiature appositamente studiate e realizzate per adattarsi al meglio alle caratteristiche richieste dal processo o semplicemente dal prodotto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2446" title="Plate heat exchanger T COIL" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-2441"></span>In questi casi. la possibilità di adattare l&#8217;apparecchio alle necessità, diventa una prerogativa imprescindibile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-3.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2449" title="Plate heat exchanger T COIL" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Per queste applicazioni esistono degli scambiatori di calore (è di questi che voglio parlare), che si adattano ottimamente allo scopo, sto parlando degli <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84">scambiatori a piastre</a> di tipo <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=34">TCOIL</a></strong>, che essendo un prodotto nato &#8220;custom&#8221;, segue ottimamente la filosofia <strong>Tempco </strong>della S<strong>CF Standard Custom Flexibility</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-2.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2448" title="Plate heat exchanger T COIL" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Infatti questi apparecchi, nascono da un prodotto standard a magazzino, ma vengono &#8220;shapati&#8221; in funzione della necessità specifica del processo del cliente.</p>
<p>I campi di applicazione sono i più disparati:</p>
<ul>
<li>termostatazione di vasche</li>
<li>termostatazione di serbatoi e macchine chimico farmaceutiche</li>
<li>termoregolazione di stampi</li>
<li>riscaldamento/raffreddamento di prodotti finiti</li>
<li>vulcanizzazione settore gomma</li>
<li>scambiatori di calore e recuperatori per fumi</li>
</ul>
<p>&#8230;mi fermo perchè le applicazioni che mi vengono in mente sono veramente tantissime.</p>
<p>Il tutto con costi di realizzazione decisamente contenuti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-4.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2451" title="TCOIL Heat exchanger for industrial thermostatation application in rubber field" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/09/tcoil-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">Plate heat exchanger T COIL</media:title>
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			<media:title type="html">Plate heat exchanger T COIL</media:title>
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			<media:title type="html">Plate heat exchanger T COIL</media:title>
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			<media:title type="html">TCOIL Heat exchanger for industrial thermostatation application in rubber field</media:title>
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		<title>Vaso di espansione per olio diatermico</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/1097/vaso-di-espansione-per-olio-diatermico/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[centraline di termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;olio diatermico come fluido di trasferimento termico ad alta temperatura è spesso una ottima se non unica scelta. Offre sicuramente dei vantaggi interessanti, in quanto non richiede impianti in pressione, anche se di contro risulta essere piuttosto impegnativo da maneggiare. Come abbiamo visto in alcuni post precedenti, va utilizzato con una certa cautela&#8230;o forse è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;olio diatermico come fluido di trasferimento termico ad alta temperatura è spesso una ottima se non unica scelta.</p>
<p>Offre sicuramente dei vantaggi interessanti, in quanto non richiede impianti in pressione, anche se di contro risulta essere piuttosto impegnativo da maneggiare.</p>
<p>Come abbiamo visto in alcuni <a href="http://www.tempcoblog.it/2072/olio-diatermico-ad-alta-temperatura-2/">post precedenti</a>, va utilizzato con una certa cautela&#8230;o forse è meglio dire attenzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/treg-expansion-tank-oil.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2226  aligncenter" title="treg expansion tank oil" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/treg-expansion-tank-oil-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-1097"></span>In tutti gli impianti che utilizzano olio diatermico è importante che la temperatura dello stesso olio all&#8217;interno del vaso di espansione non superi determinati valori, che ne potrebbero causare un inevitabile deterioramento per via di fenomeni fi ossidazione e/o cracking.</p>
<p>Solitamente gli impianti ad olio diatermico vengono progettati per funzionare a temperature pressochè costanti. In questo modo, una volta portato in temperatura l&#8217;olio diatermico, ed effettuata la prima espansione nel vaso aperto, l&#8217;olio raggiungerà dei valori anche elevati.</p>
<p>Dopo qualche ora di funzionamento la temperatura all&#8217;interno del vaso di espansione ritornerà a valori ottimali (60/80°C) che non determinano problemi per l&#8217;olio stesso.</p>
<p>Le <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=18&amp;ID2=85">centraline di termoregolazione</a> della serie T REG, che realizziamo vengono impiegate dei clienti per processi discontinui e molto spesso per delle termoregolazioni con cicli brevi e non costanti.</p>
<p>Questo provoca una continua polmonazione dell&#8217;olio, con conseguenti espansioni/contrazioni di volume, che determinano un mantenimento della temperatura all&#8217;interno del vaso di espansione a valori sopra la norma.</p>
<p>Per questo motivo, adottiamo alcuni accorgimenti importanti allo scopo di mantenere la temperatura controllata nel vaso di espansione:</p>
<ul>
<li><strong>termostato di controllo</strong></li>
<li><strong>trappola termica sul tubo di adduzione al vaso</strong></li>
<li><strong>sistema di raffreddamento dell&#8217;olio che va al vaso di espansione</strong></li>
</ul>
<p>Costruttivamente si tratta di un piccolo incremento di costi immediati, che però consente un risparmio notevole sul lungo priodo a livello di manutenzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG_001.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2227  aligncenter" title="vaso di espansione per centraline olio diatermico con sistema di raffreddamento" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG_001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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			<media:title type="html">treg expansion tank oil</media:title>
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		</media:content>
		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG_001.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">vaso di espansione per centraline olio diatermico con sistema di raffreddamento</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG_001-150x150.jpg" />
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	</item>
		<item>
		<title>Impianti ad olio diatermico, prevenire i rischi di incendio</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2083/impianti-ad-olio-diatermico-prevenire-i-rischi-di-incendio/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2083/impianti-ad-olio-diatermico-prevenire-i-rischi-di-incendio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 07:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Glossary]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Escludendo situazioni anomale, gli eventuali incendi che si possono verificare negli impianti ad olio diatermico, avviene principalmente nelle coibentazioni, quando queste ultime non sono eseguite in modo corretto ed a regola d&#8217;arte. Il fluido che fuoriesce dall’impianto, da una valvola di regolazione, da un rubinetto, da una guarnizione, da una saldatura o dalla connessione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Escludendo situazioni anomale, gli eventuali incendi che si possono verificare negli impianti ad <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22">olio diatermico</a>, avviene principalmente nelle coibentazioni, quando queste ultime non sono eseguite in modo corretto ed a regola d&#8217;arte.</p>
<p>Il fluido che fuoriesce dall’impianto, da una valvola di regolazione, da un rubinetto, da una guarnizione, da una saldatura o dalla connessione di un qualsiasi strumento, si inserisce nei pori dell&#8217;isolamento e si diffonde, rimanendo a temperature molto vicine a quelle della linea e a contatto con l&#8217;aria presente nei pori del materiale isolante stesso.</p>
<p>L&#8217;olio che entra nei pori dell&#8217;isolante, si ossida e si decompone, con un processo che utilizza l&#8217;aria creando calore.</p>
<p>Se la perdita di olio persiste il processo continua, con l’olio che continua ad ossidarsi e ad aumentare di temperatura fino a che si può arrivare a superare la temperatura di autoaccensione dell’olio.</p>
<p>In questa situazione potrebbe accadere che l&#8217;aria fresca entri in contatto con l&#8217;olio ossidato per diverse cause:</p>
<ul>
<li> l’isolante imbibito di olio fuoriesce dalla propria guaina protettiva</li>
<li>la guaina stessa viene aperta per manutenzione con l&#8217;impianto in temperatura</li>
</ul>
<p>a questo punto si possono avviare incendi con combustione latente, oppure con vampate improvvise.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG-OH-coibentazione-resistenze.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2171  aligncenter" title="TREG OH coibentazione resistenze" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG-OH-coibentazione-resistenze-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG-OH-coibentazione-resistenze.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">TREG OH coibentazione resistenze</media:title>
			<media:thumbnail url="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/03/TREG-OH-coibentazione-resistenze-150x150.jpg" />
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Punto di &#8220;flash&#8221;, punto di fiamma, autoaccensione nell&#8217;olio diatermico</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2120/punto-di-flash-punto-di-fiamma-autoaccensione-nellolio-diatermico/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2120/punto-di-flash-punto-di-fiamma-autoaccensione-nellolio-diatermico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 16:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>S. Pellucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[centraline di termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli impianti ad olio diatermico e nelle centraline di termoregolazione, tipicamente si opera a temperature superiori al punto di fiamma e di flash. Punti di fiamma e di flash Per punti di fiamma e di flash di un fluido di scambio termico, si intendono le temperature alle quali i vapori del fluido, miscelati con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli impianti ad olio diatermico e nelle <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22">centraline di termoregolazione</a>, tipicamente si opera a temperature superiori al punto di fiamma e di flash.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/02/DSCF1558.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2162  aligncenter" title="TREG centralina di termoregolazione olio diatermico" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/02/DSCF1558-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span id="more-2120"></span></p>
<p><strong>Punti di fiamma e di flash</strong></p>
<p>Per punti di fiamma e di flash di un fluido di scambio termico, si intendono le temperature alle quali i vapori del fluido, miscelati con le giuste proporzioni di aria, si infiammano a contatto diretto con una fiamma libera. Per testare un fluido occorre metterlo in un contenitore con una sonda di temperatura, piazzarlo su una fonte di calore e una fonte di accensione (fiamma di gas o arco elettrico) è posizionata alla sommità dello stesso contenitore. A questo punto si accende la fonte di calore. Riscaldandosi il fluido produce vapori. Quando i vapori prodotti arrivano ad essere tali per cui la nuvola viene infiammata dalla fiamma (la nuvola &#8220;scoppia&#8221;), si legge la temperatura. <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_point">Questo è il punto di FLASH</a></strong>.<br />
Continuando a riscaldare, il fluido produce sempre più vapore. Quando il fenomeno diventa una fiamma continua, si legge di nuovo il termometro. <strong>Questo è il punto di FIAMMA</strong>.<br />
Fino a che il punto di fiamma non è raggiunto, la fonte di fiamma viva potrebbe essere rimossa senza conseguenze: il fluido rimane tale e si ossida.</p>
<p><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Autoignition_temperature">Temperatura di autoaccensione</a></strong><br />
E&#8217; importante notare che mentre i fluidi di scambio termico vengono normalmente usati a temperature oltre i punti di flash e di fiamma, essi <strong>mai dovrebbero essere utilizzati oltre le temperature di autoaccensione</strong>. La temperatura di autoaccensione di un fluido è quel valore oltre il quale il fluido di scambio termico si incendia spontaneamente al contatto con l&#8217;aria, senza fonti di accensione esterne.</p>
<p><strong>Perdite negli impianti</strong><br />
Contrariamente agli altri sistemi, gli impianti ad olio diatermico generalmente non sono pressurizzati. Seppure essi operino a pressione atmosferica ci possono essere perdite. Le perdite spesso si localizzano su connessioni filettate (da evitare), giunzioni, valvole e pompe. Il fluido si versa lentamente nei punti più deboli, come uno spray o a gocce. Al contatto con l&#8217;aria il fluido caldo si ossida e fuma. Così le perdite di fluido di scambio termico è molto più frequente che producano fumo, piuttosto che fiamme, anche se il fluido si trova oltre i punti di flash e di fiamma.</p>
<p><strong>Incendi dei materiali isolanti<br />
<span style="font-weight: normal;">Se il fluido di scambio termico viene versato nei pori dell&#8217;isolamento, lì si innesca il processo di decomposizione per ossidazione. Il processo di ossidazione produce calore. Il calore prodotto si aggiunge al calore dell&#8217;impianto, già presente nell&#8217;isolamento. Quindi le temperature nell&#8217;isolamento continuano a salire, e possono anche superare il punto di autoaccensione; a questo punto, se l&#8217;aria entra nell&#8217;isolamento e viene a contatto con il fluido ossidato e degradato, si possono immediatamente sviluppare incendi.</span></strong></p>
<p><strong>Isolamento delle tubazioni</strong><br />
E&#8217; importante rilevare ed eliminare le perdite negli impianti. Noi suggeriamo di identificare e localizzare tutti i punti potenzialmente pericolosi. In questi punti è consigliabile l&#8217;uso di isolante per alte temperature a cellule chiuse, o al limite nessun isolamento. Molto importante è non dimenticarsi di fare continui controlli periodici.</p>
<p><a href="http://www.tempcoblog.it/?p=2120"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">TREG centralina di termoregolazione olio diatermico</media:title>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Olio diatermico ad alta temperatura (2)</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2072/olio-diatermico-ad-alta-temperatura-2/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2072/olio-diatermico-ad-alta-temperatura-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 08:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[centraline di termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi riallaccio al recente articolo sulle centraline di termoregolazione ad olio diatermico, in quanto all&#8217;interno accennavo ad accorgimenti relativi alla realizzazione di queste macchine ed ai rischi dell&#8217;olio diatermico ad elevate temperature. SELEZIONE DEI COMPONENTI E&#8217; raccomandabile evitare raccordi filettati, infatti viste le elevate temperature e le inevitabili  dilatazioni termiche, la possibilità che si verifichino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi riallaccio al recente articolo sulle <a href="http://www.tempcoblog.it/2049/olio-diatermico-ad-alte-temperature/">centraline di termoregolazione ad olio diatermico</a>, in quanto all&#8217;interno accennavo ad accorgimenti relativi alla realizzazione di queste macchine ed ai rischi dell&#8217;olio diatermico ad elevate temperature.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Centralina di termoregolazione per olio diatermico a 350°C" src="http://lh6.ggpht.com/_nYnoAcuOhiU/S2wskmS7GhI/AAAAAAAAD6w/CWHqmlqsfKM/s800/TREGHC.JPG" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><span id="more-2072"></span></p>
<div id="_mcePaste">
<p>SELEZIONE DEI COMPONENTI</p>
<p>E&#8217; raccomandabile evitare raccordi filettati, infatti viste le elevate temperature e le inevitabili  dilatazioni termiche, la possibilità che si verifichino perdite di olio è quasi garantita. Sicuramente preferibile utilizzare saldature o flangiature, avendo la cura di selezionare le corrette guarnizioni (grafite rinforzata o spirometalliche). Nel caso non se ne possa fare a meno, esistono speciali raccordi filettati con tenute metalliche ad ogiva, che resistono ottimamente alle alte temperature&#8230;è il caso ad esempio di connessioni ravvicinate, su apparecchi che devono avere comunque una buona accessibilità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Resistenze elettriche per olio ad alta temperatura con tronchetti neutri" src="http://lh3.ggpht.com/_nYnoAcuOhiU/S2wsgV65UfI/AAAAAAAAD6c/l61Uat68hn4/s720/TURELLO_TREG_007.JPG" alt="" width="432" height="324" /></p>
<p>Le resistenze elettriche, devono avere carichi specifici bassi, per evitare di deteriorare l&#8217;olio diatermico, inoltre è opportuno che abbiano un tronchetto inerte, per evitare di trasmettere il calore alla scatola delle connessioni elettriche. Tutte devono essere dotate di termostato di sicurezza di alta temperatura.</p>
<p>Per ciò che riguarda valvole, sarebbe opportuno utilizzare quelle con soffietto di tenuta, in modo da minimizzare i rischi di perdite accidentali. Per le pompe come dicevo, è un&#8217;ottima scelta la soluzione con trascinamento magnetico (quindi prive di tenuta). Nel caso si debba scegliere una pompa con tenuta meccanica, esistono costruttori specializzati in questa tipologia di pompe, che hanno soluzioni affidabili e sicure.</p>
<p>Prestare cura alla coibentazione, è meglio evitare isolanti che possano assorbire l&#8217;eventuale olio derivante da perdite o trafilamenti, che vanno lasciati eventualmente liberi di scaricarsi in vaschette di raccolta. Piuttosto evitare l&#8217;isolamento delle parti a rischio.</p>
<p>VASO DI ESPANSIONE</p>
<p>elemento critico e delicato, nel caso di vasi aperti, è importante che questi ultimi, vengano posizionati a debita distanza dalle tubazioni di utilizzo, in modo che la temperatura dell&#8217;olio nel vaso stesso, sia inferiore a 65/70°C. Infatti l&#8217;olio ad alta temperatura a contatto con l&#8217;aria si ossida dando origina a fenomeni di &#8220;crackizzazione&#8221;, deteriorandosi e perdendo le sue caratteristiche (oltre ad intasare gli impianti).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="vaso di espansione capace e &quot;fresco&quot;, connessioni flangiate lato olio, saldature" src="http://lh4.ggpht.com/_nYnoAcuOhiU/S2wsh1GMuVI/AAAAAAAAD6k/t61lNHkBXUw/s576/TURELLO_TREG_002.JPG" alt="" width="259" height="346" /></p>
<p>Qualora non fosse possibile allontanarlo dalle tubazioni di utilizzo, prevedere un sistema di raffreddamento del tubo di collegamento al vaso di espansione stesso.</p>
</div>
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			<media:title type="html">Centralina di termoregolazione per olio diatermico a 350°C</media:title>
		</media:content>
		<media:content url="http://lh3.ggpht.com/_nYnoAcuOhiU/S2wsgV65UfI/AAAAAAAAD6c/l61Uat68hn4/s720/TURELLO_TREG_007.JPG" medium="image">
			<media:title type="html">Resistenze elettriche per olio ad alta temperatura con tronchetti neutri</media:title>
		</media:content>
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			<media:title type="html">vaso di espansione capace e &#34;fresco&#34;, connessioni flangiate lato olio, saldature</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Olio diatermico ad alte temperature</title>
		<link>http://www.tempcoblog.it/2049/olio-diatermico-ad-alte-temperature/</link>
		<comments>http://www.tempcoblog.it/2049/olio-diatermico-ad-alte-temperature/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[centraline di termoregolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Termica]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Termoregolazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tempcoblog.it/?p=2049</guid>
		<description><![CDATA[Spesso ho parlato di centraline di termoregolazione, unità che vengono utilizzate per la regolazione fine della temperatura nei processi industriali. La termoregolazione comporta cicli di riscaldamento e di raffreddamento, oppure anche semplicemente un mantenimento di una data temperatura nel tempo, mentre le varie fasi del processo produttivo, asportano o apportano calore al fluido, inducendo nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso ho parlato di <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=22"><strong>centraline di termoregolazione</strong></a>, unità che vengono utilizzate per la regolazione fine della temperatura nei processi industriali.</p>
<p>La termoregolazione comporta cicli di riscaldamento e di raffreddamento, oppure anche semplicemente un mantenimento di una data temperatura nel tempo, mentre le varie fasi del processo produttivo, asportano o apportano calore al fluido, inducendo nella centralina cambi di funzionamento:</p>
<ul>
<li>riscaldamento</li>
<li>raffreddamento</li>
<li>mantenimento</li>
</ul>
<p>&#8230;il tutto &#8220;regolato&#8221; da strumenti elettronici PID, magari self tuning, con remotazione dei set point ed a volte con rampe di salita e discesa impostabili&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/02/IMG_1586.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2064  aligncenter" title="TREG ST O centraline di termoregolazione per olio a 180°C con vapore" src="http://www.tempcoblog.it/wp-content/uploads/2010/02/IMG_1586-e1265187336670-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><span id="more-2049"></span></p>
<p>Molte volte questi processi richiedono temperature elevate. Per questo esistono centraline che funzionano con:</p>
<ul>
<li><strong>acqua calda, fino a 90°C</strong></li>
<li><strong>acqua surriscaldata, tipicamente fino a 140°C</strong></li>
<li><strong>olio diatermico, fino a 350°C </strong></li>
</ul>
<p>Mi voglio soffermare sull&#8217;olio diatermico, in quanto merita un discorso ed una trattazione attenta, soprattutto nella scelta dei componenti delle centraline.</p>
<p>In pratica possiamo distinguere due tipologie di impianto:</p>
<ol>
<li><em>a vaso aperto</em></li>
<li><em>a vaso chiuso</em></li>
</ol>
<p>Diciamo che nella maggioranza dei casi, le nostre centraline ad olio diatermico, rientrano nella prima fascia.</p>
<p>In questa fascia, possiamo distinguere altri due livelli di distinzione, legati alle temperature:</p>
<ol>
<li><em>centraline ad olio diatermico fino a 180/200°C</em></li>
<li><em>centraline ad olio diatermico oltre i 200°C fino a 350°C</em></li>
</ol>
<p>In pratica cosa distingue queste due fasce di apparecchiature:</p>
<p><strong>La pompa di circolazione e gli scambiatori di raffreddamento.</strong></p>
<p>Infatti, mentre le resistenze elettriche, sostanzialmente cambiano poco e comunque la loro tipologia incide sul costo in modo poco sensibile, le pompe di circolazione dell&#8217;olio e gli scambiatori, diventano elementi critici e costosi dell&#8217;insieme.</p>
<p>Nella realizzazione delle nostre centraline ad esempio, quando passiamo alla versione oltre 200°C selezioniamo per le piccole/medie portate, pompe a trascinamento magnetico, in pratica ci leviamo il pensiero della tenuta meccanica, vero punto critico a queste condizioni di funzionamento. Su portate più elevate, si passa a pompe speciali realizzate con tenute meccaniche resistenti ad alta temperatura, flussate.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.speck-pumps.de/images/stories//produkte/peripheralrad/toe_peripheral_start_large.jpg" alt="" width="400" height="320" /></p>
<p>Per gli scambiatori, selezioniamo apparecchi che ne permettano l&#8217;impiego a queste temperature, tipo i <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=123">saldobrasati nickel</a></strong>, oppure i <strong><a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=33">fully welded</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.tempco.it/static/images/tot/tplatebst1.jpg" alt="" width="500" height="175" /></p>
<p>Vi sono poi tutta una serie di accorgimenti costruttivi, atti a rendere sicura ed affidabile la centralina, che a queste temperature è decisamente una apparecchiatura impegnativa. Se poi i cicli di raffreddamento diventano importanti, si adottano sistemi di raffreddamento misti, che rendono maggiormente affidabile il funzionamento dell&#8217;unità nel tempo.</p>
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			<media:title type="html">TREG ST O centraline di termoregolazione per olio a 180°C con vapore</media:title>
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		<title>TCOIL, scambiatori ad immersione</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 21:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valter Biolchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scambiatori di calore]]></category>
		<category><![CDATA[termostatazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono parecchie applicazioni nelle quali non si vuole mettere in circolazione il fluido da riscaldare o raffreddare, su di uno scambiatore esterno. Nel passato, ma anche attualmente, se volete a causa di inerzie progettuali o ignoranza (nel senso di mancanza di conoscenza), si utilizzavano scambiatori a serpentino immersi nelle vasche o nei serbatoi. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono parecchie applicazioni nelle quali non si vuole mettere in circolazione il fluido da riscaldare o raffreddare, su di uno scambiatore esterno.</p>
<p>Nel passato, ma anche attualmente, se volete a causa di inerzie progettuali o ignoranza (nel senso di mancanza di conoscenza), si utilizzavano scambiatori a serpentino immersi nelle vasche o nei serbatoi. In pratica metri e metri di tubo, immersi nel fluido contenuto nella vasca, all&#8217;interno del quale passava il fluido riscaldante o raffreddante.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="scambiatore di calore ad immersione T COIL" src="http://www.tempco.it/static/images/tot/tccoil_1.jpg" alt="" width="263" height="350" /></p>
<p><span id="more-2045"></span>Il sistema assolutamente più efficiente e moderno, oltre che economicamente più conventiente è quello di installare degli scambiatori a piastre immersi, della serie <a href="http://www.tempco.it/prodotti.asp?ID=84&amp;ID2=34">T COIL</a>.</p>
<p>Si tratta di piastre realizzate a misura (SCF standard custom flexibility), in acciaio inox, o altri materiali, che subiscono una particolare lavorazione di rigonfiamento, allo scopo di creare una camera di passaggio per il fluido di riscaldamento/raffreddamento.</p>
<p>I vantaggi sono pressto spiegati:</p>
<ul>
<li><strong>coefficienti di scambio elevati (decisamente migliori rispetto a quelli di un tubo immerso), anche per via del moto turbolento assunto dal fluido interno</strong></li>
<li><strong>dimensioni customizzabili</strong></li>
<li><strong>connessioni personalizzabili</strong></li>
<li><strong>circuitazioni che permettono tantissime soluzioni, incontrando preticamente tutte le esigenze di scambio termico</strong></li>
<li><strong>costi contenuti</strong></li>
<li><strong>leggerezza e facilità di installazione</strong></li>
<li><strong>possibilità di realizzazione in bank paralleli</strong></li>
<li><strong>dimensioni di canale interno variabile in funzione delle portate</strong></li>
</ul>
<p>Insomma una serie di vantaggi che consentono a questa tipologia di scambiatore di trovare sempre più applicazione nei processi produttivi:</p>
<ul>
<li><em>alimentare</em></li>
<li><em>chimico</em></li>
<li><em>power generation</em></li>
<li><em>biodiesel</em></li>
<li><em>cogenerazione</em></li>
<li><em>compressori per aria</em></li>
<li><em>evaporazione a film sottile</em></li>
<li><em>trattamenti termici </em></li>
</ul>
<p>e l&#8217;elenco potrebbe continuare a lungo&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter" title="evaporatore a film sottile T COIL EVAFILMTHIN" src="http://www.tempco.it/static/images/tot/fallingfilmcooler.jpg" alt="" width="500" height="682" /></p>
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			<media:title type="html">scambiatore di calore ad immersione T COIL</media:title>
		</media:content>
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			<media:title type="html">evaporatore a film sottile T COIL EVAFILMTHIN</media:title>
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