Prevenire e contrastare lo sporcamento negli scambiatori di calore

Lo sporcamento degli scambiatori di calore, ha ripercussioni importanti a livello di costi nel settore industriale. Alcuni studi hanno valutato un costo di 4 miliardi di dollari l’anno nei soli Stati Uniti. Infatti lo sporcamento causa una diminuzione di efficienza, causando un incremento dei costi energetici, aumenta la frequenza dei fermo macchina, causando di conseguenza costose interruzioni di produzione. Per compensare queste spese, si aggiunge deliberatamente un valore di sovradimensionamento nel progetto degli scambiatori stessi. La soluzione più comune è quella di adottare un valore di fouling factor. Nella progettazione di scambiatori a piastre invece di agire sul fouling factor, si agisce sulla percentuale di superficie di scambio (oversurface). E’ una soluzione utilizzata comunemente, che implica la diminuzione del rendimento dello scambiatore, aumentandone le dimensioni e diminuendo le velocità dei fluidi, ovvero diminuendo i valori del coefficiente globale di scambio termico.

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Generalità sugli scambiatori di calore

Ho trovato un interessante articolo che parla di scambiatori di calore a questo link.

Recuperare energia termica da macchine operatrici

Come ho avuto modo di spiegare spesso in vari articoli, quasi tutti i processi produttivi industriali necessitano di essere termoregolati, ovvero di mantenere costante la temperatura, allo scopo di ottenere standard produttivi di alto livello e con precisione e ripetitività costante.

E’ anche assodato, che parecchie macchine operatrici (se non tutte in varie forme e modalità), durante i cicli di trasformazione del lavoro elaborato, producono quantità di calore più o meno importanti. Proviamo a pensare ai motori endotermici, oppure alle centrali idrauliche o ancora ai compressori di aria.

In tutte queste macchine, il lavoro meccanico che serve per ottenere un risultato finale, forza motrice, pressione idraulica, aria compressa…generano anche una quantità di calore, che va dissipata, per evitare che le temperature degli organi meccanici, raggiungano livelli che ne compromettano l’utilizzo.

Tutta queste macchine infine, sono dotate di scambiatori di calore, che hanno lo scopo di raffreddarle, per consentire di lavorare alle corrette temperature.

Questi cascami di calore, che potremmo definire come energia di terzo o quarto livello, possono essere sicuramente recuperati.

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Termoregolazione nella calandratura delle materie plastiche e della gomma

Gli impianti di calandratura o di stampaggio delle materie plastiche, hanno macchine con rulli di dimensione più o meno grande, che servono a stampare, modellare, goffrare…in definitiva a “lavorare” una lamina di materia plastica o gomma, dandole un aspetto finale, che ne permetta l’impiego per la realizzazione di manufatti di vario tipo.

Questo tipo di lavorazione è molto diffuso e negli anni è diventato sempre più sofisticato, con lo scopo di raggiungere risultati decisamente sorprendenti, dal punto di vista del prodotto finito.

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Ghiaccio = breakdown

Apro questo articolo con una immagina emblematica quanto il titolo…

spesso ne ho parlato, ma giova riproporlo quando arriva il gelo.

http://www.tempcoblog.it/2279/antigelo-a-lunga-durata-long-life/

http://www.tempcoblog.it/2166/riparare-gli-scambiatori-di-calore/

http://www.tempcoblog.it/2058/lungo-lunghissimo-inverno/

http://www.tempcoblog.it/1989/freddo-ghiaccio-e-circuiti-idraulici/

http://www.tempcoblog.it/786/gelo-e-danni-negli-scambiatori-di-calore-ariaacqua/

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